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Abusi sui bambini: quali sono i segnali d'allarme da non sottovalutare

Come proteggere i nostri figli dai mostri che compiono abusi sessuali su di loro? Difficile, ma non del tutto impossibile. Ecco alcuni segnali che potrebbero far scattare il campanello d'allarme nei genitori.
Fonte: Web
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Il tema degli abusi sui bambini è, purtroppo, sempre di un’attualità sconcertante; e, benché spesso si cerchi di circoscrivere il problema a mondi e culture decisamente lontane da noi, sia socialmente che geograficamente, in realtà non serve andare troppo distante per ritrovare storie tragiche, drammatiche, di violenza sui più piccoli. Inutile continuare a mettere la testa sotto la sabbia affermando che “certe cose” accadono solo in altri paesi, là dove per esempio può essere considerato “normale”, e moralmente legittimo, per un uomo adulto sposare una bambina. Gli orchi sono dappertutto, possono essere chiunque, le persone meno sospettabili. Tutte noi ricordiamo il caso della piccola Fortuna, a lungo violentata dal patrigno di un’amichetta che abitava nel suo stesso palazzo e poi brutalmente gettata dal tetto dell’edificio stesso, a Caivano; una vicenda orribile che ha sconvolto tutta Italia ma ha soprattutto riportato a galla una delle difficoltà maggiori che si incontrano quando ci si occupa di abusi sui minori: perché per i bambini è tanto difficile parlare, riuscire a confidarsi e a denunciare le violenze di cui sono vittime?

Nel silenzio in cui spesso i piccoli si chiudono, per paura del proprio aguzzino o semplicemente per vergogna, anche per il genitore più attento e presente può essere complicato giungere alla verità, ed aiutare il figlio. Ma, nonostante gli ostacoli, esistono comunque dei segnali estremamente importanti, assolutamente da non sottovalutare, che possono fornire preziose indicazioni e instillare nella mamma e nel papà il dubbio che stia succedendo qualcosa di terribile al proprio bambino. Psychomedia ha stilato un elenco dei più importanti, cui si deve obbligatoriamente prestare attenzione; ecco quali sono.

1. Gli indicatori fisici

Fonte: Web
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Naturalmente il primo segnale, e il più evidente, riguarda eventuali cambiamenti del bambino a livello fisico. Oltre a presentare graffi, escoriazioni, lividi o ematomi, potrebbe infatti avere difficoltà a deambulare, o a restare seduto correttamente; potrebbe avvertire un forte prurito nell’area genitale, e addirittura sviluppare una pubertà precoce. Altri segni palesi potrebbero essere la biancheria intima strappata, o la presenza di sangue o liquido seminale sugli indumenti intimi. Qualora questi sintomi inducessero i genitori ad un approfondimento, si possono effettuare esami clinici, i quali rileverebbero, ad esempio, la presenza di sperma nella vagina o nel retto, o di corpi estranei uretrali, vaginali e/o rettali; lesioni genitali e/o anorettali, la dilatazione ingiustificata della vagina o dell’uretra, infiammazioni o emorragie prive di cause organiche evidenti, o il manifestarsi di malattie infettive a trasmissione sessuale, come gonorrea, clamidia, conditomi acuminati, sifilide, HIV.

2. Gli indicatori comportamentali

Fonte: Web
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Ai segnali fisici si possono poi accompagnare alcuni indicatori a livello comportamentale: il bambino potrebbe infatti incontrare difficoltà a rapportarsi con gli adulti, assumendo un atteggiamento di paura e sfiducia, ma anche verso i coetanei, verso cui si potrebbe dimostrare aggressivo o disinteressato.  Potrebbero poi essere riscontrate problematiche nel linguaggio e un calo frequente dell’attenzione, con conseguente calo del rendimento scolastico.

3. I segnali più diffusi

Fonte: Web
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Un bambino abusato svilupperà indubbiamente fobie, e una propensione all’ansia; potrebbe inoltre soffrire di disturbi notturni (ad esempio il pavor nocturnus, insonnia o incubi a sfondo sessuale), dell’alimentazione o di controllo degli sfinteri o psicosomatici del tratto gastroenterico. Potrebbe mostrare anche una tendenza alla depressione, avere sintomi tipici dell’ipocondria o sviluppare rituali ossessivi legati soprattutto alla pulizia personale.

4. Un approccio diverso verso il sesso

Fonte: Web
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Se il bambino, specie dai tre anni in su, mostra i segnali di una masturbazione compulsiva, ovvero continua, e nei momenti più disparati, ad esempio mentre guarda la televisione, o mentre è a letto, questo atteggiamento potrebbe essere associato con un abuso. Soprattutto se il bambino tende a ripetere gli stessi movimenti compiuti da un adulto, questo potrebbe far credere che li abbia appresi in prima persona, proprio osservandoli. Allo stesso modo deve far temere il fatto che un bambino conosca le pratiche sessuali degli adulti, o abbia atteggiamenti seduttivi verso le persone più grandi. Negli adolescenti, in particolare, le tracce di un abuso subito potrebbero riscontrarsi in una sessualità precoce, oppure in una inibizione, o addirittura nel rifiuto sessuale.

5. Come conquistare la fiducia del bambino per indurlo a parlare

Fonte: Web
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Convincere un bambino abusato a parlare può essere estremamente complesso, perché subentrano, com’è naturale, un insieme di timori e un forte imbarazzo che spinge il piccolo a non raccontare nulla. È molto importante riuscire a costruire un rapporto di estrema fiducia con lui, magari giocando fino a che si sentono “liberi” di poter iniziare a rivelare i loro segreti. In particolar modo i bambini più piccoli, non comprendendo ancora molto bene la gravità di quello che accade loro, dicono semplicemente che quello è “un gioco che non gli piace”, mentre i più grandi, già dotati di una maggiore consapevolezza, mostrano un’agitazione motoria legata all’agitazione emotiva: non riescono a stare fermi, o seduti, girano per la stanza.

Naturalmente la diagnosi può essere correttamente compiuta solo dopo una raccolta anamnestica attenta ed accurata, la valutazione del racconto della presunta vittima o del denunciante, l’esame attento del comportamento e una valutazione psicologica del bambino, una visita medica e, laddove risulti necessario, l’esecuzione di alcuni esami di laboratorio.