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Tutto quello che bisogna sapere sull'allattamento al seno

L'allattamento al seno è un tema che non viene quasi mai affrontato con chiarezza. C'è poca informazione, molti pregiudizi, molte convinzioni superficiali. Luisa Vittoria Amen per Roba da Donne ha intervistato Carla Scarsi, consulente della Leche League. Si tratta della più autorevole organizzazione internazionale in tema di allattamento al seno.
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Quali sono i vantaggi dell’allattamento al seno rispetto a quello artificiale?

Prima di tutto è bene spiegare che non si parla di allattamento artificiale ma di nutrizione con formula. E’ già chiara quindi la distinzione tra il nutrire un neonato con un cibo vivo, che è stato creato dalla natura esclusivamente per lui, piuttosto che con un cibo artificiale creato in laboratorio e che di vivo non ha assolutamente nulla. Il latte materno contiene anticorpi, vitamine, proteine e tutto ciò che può servire al bambino nei primi giorni, settimane, mesi della sua vita ed è specifico, nel senso che ogni madre produce il suo latte appositamente per il suo bambino fornendogli gli anticorpi di cui ha bisogno in quel determinato luogo o contesto in cui è nato. Il latte in polvere è uno solo e sempre lo stesso per ogni neonato. Inoltre, una madre che allatta il suo bambino al seno gli fa cambiare spesso posizione e ciò consente al piccolo di sviluppare gradualmente ed alternativamente le varie parti del corpo. Un neonato che viene allattato con formula invece, rimane pressochè nella stessa posizione (quella che è più comoda per la mamma) e corre il rischio di sviluppare maggiormente un emisfero cerebrale rispetto ad un altro. E’ interessante porre la questione dei benefici che la mamma può trarre dall’allattamento al seno, andando incontro una minore probabilità di contrarre il diabete e i tumori delle ovaie o della mammella. Una madre, allattando, completa un processo fisiologico che non termina con il parto ma con tutto il periodo di allattamento che la natura ha predisposto per lei.

Come si può prolungare naturalmente il periodo dell’allattamento al seno? E’ giusto farlo?

Non è questione di giusto o non giusto. Il fatto è che ciò che la natura ha predisposto per la coppia madre-bambino entra costantemente in conflitto con quello che è stato stabilito dalla società. Il periodo di tempo che la società concede per l’allattamento è di 6 mesi dopo il parto, oltre quel periodo la mamma dovrà tornare a lavorare e quindi il bambino dovrà ormai essere svezzato. Quello che molti non sanno è che, se mettiamo a contronto l’essere umano con gli altri mammiferi esistenti in natura, un bambino avrebbe il diritto di essere allattato fino ai 6-7 anni , età in cui infatti cadono i cosiddenti denti da latte, quella è l’età in cui il bambino diventa un essere sociale, cominciando ad andare a scuola e a fare il suo ingresso nel mondo. Ci sono molte mamme che non se la sentono di interrompere il periodo di allattamento tassativamente a sei mesi, quindi magari non sarà giusto per la società, ma per la natura assolutamente sì dal momento chè è stato scientificamente provato (ed è stato dichiarato anche dall’OMS n.d.r) che un bambino svezzato prima dei due anni di età è svezzato precocemente. Bisogna abbattere il pregiudizio secondo il quale un bambino che viene allattato al seno per un lungo periodo è necessariamente un bambino viziato. Qui non si parla di vizi, si parla di bisogni. E per un bambino non può esserci nulla di più bello che stare tra le braccia della sua mamma.

Cosa fa la Leche League e cosa dovrebbe sapere una mamma al riguardo?

La Leche League è un’associazione internazionale che esiste da 65 anni nel mondo e da 35 in Italia, ed è la più autorevole istituzione in tema di allattamento. Si occupa di condividere informazioni  sulla ricerca e di divulgare tutti gli aggiornamenti scientifici sull’allattamento rendendoli fruibili il più possibile. Le consulenti della Leche League sono qualificate e svolgono un tirocinio della durata di due anni al termine del quale sostengono un esame. Sono tutte donne che hanno allattato almeno un figlio per almeno un anno. Il loro lavoro è assolutamente volontario, nessuna di loro chiede denaro. La Leche league permette anche alle mamme di confrontarsi tra di loro non soltanto sull’allattamento ma su tutti i temi che possono riguardare la gravidanza, il post-parto, le loro esperienze ecc. Una mamma ha bisogno di informazioni solide, comprovate scientificamente, una volta ottenute è già latte garantito! Quello che tutte le donne dovrebbero sapere è che il caso di una mamma che non ha latte è molto più raro di quanto si creda. Bisogna avere la costanza di rinnovare l’iniziale montata lattea e il colostro (il primissimo latte secreto dalla mammella n.d.r) con poppate più frequenti, soprattutto dopo i primi 3 mesi immediatamente successivi al parto.

Che rapporto avete con le case farmaceutiche interessate a promuovere il latte artificiale?

Fino a vent’anni fa le case farmaceutiche ci deridevano e ci sottovalutavano. Era una situazione paradossale in cui si era arrivati persino a dire che il latte in polvere era migliore di quello materno adducendo le motivazioni più strampalate, come la maggiore sterilità del prodotto. In realtà non c’è confronto che tenga, il latte materno, come abbiamo già detto contiene anticorpi ed è sterile già di per sè. Ovviamente loro devono fare il loro lavoro ed è naturale che tentino in ogni modo di promuovere il loro prodotto. Adesso la pubblicità si basa su altre cose: per esempio sulla maggiore praticità del latte in formula. Nulla di più falso. E’ innegabile che sia molto più semplice sbottonarsi la camicetta ed allattare al seno piuttosto che preparare tutto l’occorrente per una poppata al biberon. Poi è ovvio che tornare a lavorare vorrebbe dire per una mamma, interrompere l’allattamento per alcune ore, ma una volta tornata a casa potrà sempre ritrovare un contatto molto intimo e speciale con il suo bambino attaccandolo al seno. Questo per far capire che non è affatto impossibile tornare al lavoro continuando comunque ad allattare. Per riprendere la questione sul rapporto con le case farmaceutiche, adesso c’è una dignitosa indifferenza. Ci hanno accusato di essere fanatiche, ebbene, lo siamo! Ma rimane il fatto che di fronte ad un delirio commerciale come lo è stato fino a 20 anni fa, noi abbiamo il dovere di opporre una resistenza che si basa solo ed unicamente su degli incrollabili dati scientifici e finchè noi continueremo a farlo, loro cercheranno sempre nuovi pretesti per promuovere il prodotto in formula.

Poniamo il caso di una mamma scoraggiata perchè nei primi giorni dopo il parto non riesce ad avere abbastanza latte. Come può rivolgersi a voi per un aiuto?

Noi possiamo aiutarla a trovare una soluzione al problema che le impedisce di avere latte. Bisogna però ribadire che le donne che hanno una agalattia totale (incapacità di produrre latte) sono forse un caso su 5000. Possono anche esserci casi di ipogalattia (insufficiente produzione di latte) ma anche questi sono molto molto rari. Il più delle volte, questo secondo caso può essere legato a dei problemi ormonali; tiroidei ad esempio e con un aiuto medico possono essere facilmente risolvibili. Spesso esistono problemi legati ad una suzione non corretta da parte del neonato. Non è tassativo che alla seconda o terza giornata dopo il parto il latte arrivi subito e automaticamente, è probabile anzi, che alcune mamme abbiano la montatat lattea dopo la prima settimana. L’allattamento è un delicatissimo equilibrio di ormoni e qualunque stato di ansia e di preoccupazione può far sì che il latte tardi ad arrivare. Tranquillizzare la mamma e farla sentire a suo agio, ma soprattutto darle tutte le informazioni di cui deve disporre, abbassa i livelli di stress e permette agli ormoni dell’allattamento (ossitocina e prolattina) di crescere. Da qualche tempo, noi consulenti della Leche League utilizziamo la videochiamata di Skype per comunicare con le mamme, che possono mettersi in contatto con noi, non solo dall’Italia ma da tutti i paesi del mondo, compilando l’apposito modulo presente sul sito, è un modo molto più efficace ed immediato rispetto alla comunicazione via e-mail.

Un’ultima domanda: come ci si può mettere in contatto con voi?

Attraverso il sito http://www.lllitalia.org/, cliccando l’opzione “cerca una consulente in zona”, lì c’è un elenco diviso per regione,oppure è possibile telefonarci ad un numero non gratuito 199432326 attivo dalle ore 8 alle ore 20. Da qualche tempo, noi consulenti della Leche League utilizziamo la videochiamata di Skype per comunicare con le mamme, che possono mettersi in contatto con noi, non solo dall’Italia ma da tutti i paesi del mondo, compilando l’apposito modulo presente sul sito, è un modo molto più efficace ed immediato rispetto alla comunicazione via e-mail. Una volta al mese  organizziamo degli incontri divisi per zona, ma non svolgiamo consulenze a domicilio. Ricordo ancora una volta che siamo volontarie, il nostro lavoro è gratuito, se una consulente chiede dei compensi in denaro non appartiene assolutamente alla Leche League. Non esistono medici appartenenti alla Leche League, noi consulenti ci avvaliamo spesso della collaborazione di medici, pediatri e neonatologi che ci sostengono e abbracciano la nostra filosofia e le nostre idee, ma non fanno parte in prima persona dell’associazione. Noi non siamo medici e non possiamo dare consigli clinici, se una mamma ci domanda, ad esempio se un certo farmaco passa nel latte noi consultiamo un libro edito dal pediatra americano Thomas Hale che tratta proprio questo argomento e siamo in grado di risponderle sì o no ma ribadisco che per qualsiasi questione di tipo medico noi abbiamo il dovere di rimandare le mamme al proprio medico di fiducia.