Allattamento misto: ecco cosa fare per non sbagliare

Molte mamme devono, per ragioni diverse, ricorrere all'allattamento misto, ossia alternare il proprio latte a quello artificiale. Ma cosa si deve fare per non sbagliare? Quando è consigliabile optare per l'allattamento alternato e, soprattutto, quali sono le giuste dosi da seguire? Questo articolo vi spiega tutto quello che c'è da sapere per affrontare questa eventualità con la giusta serenità.

Il momento dell’allattamento per una madre è sicuramente uno dei più importanti, perché è proprio in quel gesto quotidiano che si rinsalda il legame con il figlio e si crea un’intimità ineguagliabile, tanto da poter essere considerato il prolungamento naturale di quanto avviene nei 9 mesi di gravidanza, quando il bambino cresce e trova il suo nutrimento nella pancia della mamma.

Purtroppo, però, non sempre le donne producono latte a sufficienza da fornire al neonato, a causa di fattori diversi, sia fisici che psicologici; come ogni altra azione nel nostro corpo, anche l’allattamento viene “regolato” attraverso il cervello, in particolar modo dall’ipofisi: è lei, subito dopo il parto, più o meno tra 2 e 5 giorni dopo, ad “accorgersi” che non ci sono più feto e placenta e a dare quindi il via alla produzione della prolattina, che determina l’arrivo della montata lattea.

Tuttavia, essendo situata nella zona sotto il cervello che regola le emozioni, l’ipofisi risente notevolmente anche degli stati d’animo che la mamma attraversa, perciò calma e serenità sono indispensabili.

Ecco perché, ad esempio, le neo mamme che non hanno a disposizione un aiuto e devono occuparsi di tutto da sole spesso sono stressate, e questo può influire negativamente sulla produzione di latte.

Anche se la mamma beve meno di quanto dovrebbe può però verificarsi una carenza di latte, perché i liquidi assunti non sono sufficienti a coprire il proprio fabbisogno e quello che il bambino dovrebbe ricevere dall’allattamento.

Naturalmente l’allattamento, prima di valutare eventuali alternative, può essere “stimolato” dal neonato stesso, dato che l’atto della suzione può incentivare la produzione di prolattina, l’ormone del latte, inviando segnali cerebrali alla mamma per aumentare la quantità di latte; ogni donna, perciò, può provare ad insistere un poco facendo attaccare il bimbo al seno prima di stabilire che non produce a sufficienza e rivolgersi quindi al proprio medico per affidarsi all’allattamento misto, o alternato, che prevede di nutrire il piccolo in parte con latte materno e in parte con latte artificiale.

Ma quali sono i segnali che possono consigliarci di passare all’allattamento misto?

1. Allattamento misto: ecco come fare

allattamento misto come fare
Fonte: Web

Ci sono donne che, per varie ragioni, dopo il parto optano esclusivamente per l’allattamento artificiale, poiché spesso la soluzione alternata è ancora più impegnativa; questa, tuttavia, è una scelta assolutamente personale, nella quale in primis è importantissima la serenità mentale e fisica della madre che, inevitabilmente, si trasferisce al neonato. Non si può comunque prescindere dall’ascoltare pareri medici validi per decidere quale tipo di strada intraprendere.

Per capire se è consigliabile passare all’allattamento misto il pediatra dovrà naturalmente, anzitutto, tenere costantemente sotto controllo la crescita del neonato, pesandolo almeno una volta alla settimana per i primi 3 o 4 mesi di vita e assicurandosi che prenda dai 120 ai 150 grammi di peso ogni sette giorni. Qualora questo non dovesse verificarsi il medico potrebbe suggerire di passare all’allattamento artificiale, non senza prima aver consigliato alla mamma di seguire una dieta e ritmi adeguati per stimolare la produzione del proprio latte.

Quando si ricorre all’uso del latte artificiale in polvere, è sufficiente mescolare le dosi prescritte dal pediatra con l’acqua naturale (solitamente un misurino ogni 30 grammi d’acqua) e agitare il biberon per 15 secondi, scaldarlo nello scaldabiberon, a bagnomaria o al microonde (ma in questo caso il biberon deve essere rigorosamente di vetro!) e, una volta scaldato, agitarlo nuovamente così che la temperatura del latte sia omogenea e ben distribuita. Ricordate sempre di versare una goccia sul dorso della vostra mano per assicurarvi che il latte non sia troppo caldo!

2. Allattamento misto: quali sono le giuste dosi?

allattamento misto dosi
Fonte: Web

Ogni bambino ha un appetito diverso, perciò non esistono quantità consigliabili universalmente valide; allo stesso modo, ogni madre ha tempistiche diverse per continuare la lattazione, tanto che, come suggerito da wewomen.com, alcune necessitano di sole due poppate al giorno per continuare a produrre, mentre altre devono allattare almeno 5 o 6 volte al giorno.

In generale, il latte materno è consigliato soprattutto nelle prime settimane di vita, dato che aiuta il neonato a rafforzare le proprie difese immunitarie per via degli anticorpi in esso contenuti. Dopodiché, qualora si passi all’allattamento alternato, è preferibile dare un pasto composto esclusivamente di latte artificiale ed uno composto solo di latte materno, senza mescolarli, dato che hanno tempi e modi di digestione diversi.

Tenendo presente le diversità fisiche e nutritive presenti anche fra bambini della stessa età e dello stesso peso, la quantità di latte da assumere naturalmente aumenta in relazione alla crescita, passando, indicativamente, dai 150-160 grammi al giorno previsti a 2 mesi, moltiplicati per 5 pasti, ai 180-210 grammi del quarto mese, da ripetere in 4 o 5 pasti giornalieri, come suggerito da periodofertile.it. “Tradotto” in chilogrammi, significa che, se il bambino pesa 4 kg, deve assumere dai 650 ai 700 grammi di latte al giorno, mentre se ne pesa 5 la quantità si sposta a 7560-800. Se comunque il bambino cresce bene pur assumendo meno di queste quantità o, al contrario, mostra leggermente più appetito (senza esagerare, ovviamente!) assecondatelo senza preoccupazioni.

L’allattamento misto può essere mantenuto almeno fino a quando i pasti al seno siano la metà di quelli totali.

3. Allattamento misto: stitichezza e altri fastidi

allattamento misto e stitichezza
Fonte: Web

Non c’è assolutamente nulla di allarmante o di grave, quindi le mamme che hanno bisogno di ricorrere all’allattamento misto possono stare tranquille; il bambino può riscontrare lievi disturbi, come infiammazioni o disagi del tratto gastrointestinale, soprattutto se si comincia a somministrare il latte artificiale nei primi sei mesi di vita, quando il sistema immunitario non è sufficientemente forte, come sottolineato anche dalla dottoressa Krista Gray, ideatrice di NursingNurture.com.

Se con il latte materno il neonato può evacuare anche dopo ogni pasto, assumendo latte artificiale potrebbe invece soffrire di stitichezza per qualche periodo, dato che in questo modo gli zuccheri vengono tutti scomposti e le feci si fanno perciò più consistenti; è infatti l’eccessiva compattezza a rendere difficile l’evacuazione da parte del bambino, non la tipologia di cibo ingerita.

Un altro “problema” legato al nutrimento tramite biberon è che, alla lunga, il bambino possa preferire quello al seno materno, oppure abituarsi a succhiare incessantemente, soprattutto se beve dal biberon finché questo non è vuoto… ma con il seno della mamma non funziona così!

Fermo restando che, come dicevamo all’inizio, allattare con il proprio latte fa sentire alla madre di instaurare un rapporto veramente profondo con il proprio figlio, e la sensazione di stringerlo a sé durante la pappa è senz’altro qualcosa di impagabile, non c’è alcun motivo per giudicare “male” le mamme che, per una ragione o per l’altra, si rivolgono all’allattamento alternato: allattare con il biberon rende più facile la vita a quelle donne che sono molto impegnate con il lavoro e, soprattutto, è un ottimo modo per coinvolgere anche i papà in un momento che, altrimenti, sarebbe esclusivo solo di mamma e figlio.

In generale, prima di ricorrere al latte artificiale è preferibile cercare di capire se sia possibile stimolare la produzione del proprio e, in ogni caso, rivolgersi al pediatra di fiducia per elaborare un piano di allattamento misto.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!