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A te, mamma triste, e a tutte le mamme che si sentono sbagliate e in colpa

No, non siete sbagliate. Siete donne e mamme: se avete paura di non farcela, è normale. Se soffrite di ansia, è normale. Se non siete invincibili, è normale. Quello che state vivendo, invece, è straordinario...
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Fonte: sheknows.com

Questo è un messaggio per tutte le mamme che hanno appena partorito. In particolare, per quelle che si sentono inadeguate, spaventate, sbagliate. Per quelle che temono di non farcela. Che si aspettavano di essere colme di gioia e a volte, invece, si sentono nel peggiore dei loro incubi e, quindi, incredibilmente in colpa. Questo è un messaggio per voi. Per dirvi che non siete incapaci, perché quello che vi sta capitando succede, a quanto pare, al 17% delle madri.

L’ansia perinatale: un pericolo che colpisce il 17% delle madri

Fonte: gidgetfoundation.com
Fonte: gidgetfoundation.com

A renderlo noto è uno studio svolto in Canada, che ha sottoposto a screening 310 donne incinte, analizzandone i potenziali sintomi d’ansia, sia durante la gravidanza che nel periodo immediatamente successivo. I risultati, apparsi sul  Journal of Affective Disorders, parlano chiaro: quasi il 16% delle mamme ha sofferto di disturbi ansiogeni nel periodo della gestazione, mentre un numero ancora maggiore, il 17%, ha sperimentato la sindrome nei primi tre mesi dopo il parto.

Si tratta di numeri allarmanti che, a prima vista, possono non dire nulla, salvo poi ricordarci la loro corrispondenza a casi reali. Casi di madri che si saranno sentite impotenti e vulnerabili ma che, nel loro dolore, hanno comunque avuto un innegabile vantaggio: quello di non essere colte di sorpresa. Dato lo status di volontarie dello studio, le donne sofferenti di ansia perinatale hanno infatti potuto contare sulla professionalità di medici accorti e competenti, che le hanno seguite al meglio, arrivando ad una diagnosi precoce.

Una fortuna che non capita spesso, considerando che la maggior parte della gente è allo scuro dell’esistenza della malattia. Come ha sottolineato Nichole Fairbrother, autrice della ricerca e assistente alla cattedra di psichiatria della University of British Columbia, mentre la depressione post-partum è al centro di un grande lavoro di sensibilizzazione, l’ansia perinatale, che nello studio è risultata avere una percentuale d’incidenza maggiore della prima, è ancora ignorata da media e opinione pubblica. Difficile, allora, venire a capo di una sintomatologia sconosciuta e combattere insopportabili sensazioni che, spesso, conducono ad un’unica conclusione: quella di essere cattive madri.

Jill Krause: donne, non siete sbagliate

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Fonte: dailymail.co.uk

 

Anche la famosa blogger Jill Krause, colpita dalla sindrome in occasione della sua prima gravidanza, si era convinta di essere una madre indegna. Certa di non meritare attenzioni e cure ma al massimo rimproveri e biasimo, si era guardata bene dal chiedere aiuto, lasciando che il suo malessere passasse nell’ombra. D’altronde, quando era uscita dall’ospedale, gli unici rischi di cui era stata avvertita erano quelli della depressione post-partum. I disturbi d’ansia non erano contemplati, né dagli opuscoli informativi, né dal personale sanitario.

Così, quando si sono ripresentati dopo la nascita del secondo figlio, la donna si è trovata nuovamente in preda a sofferenze che non riusciva a capire. Sintomi che, probabilmente, avrebbe trascurato, se non avesse pensato che la sua vita, di donna e di madre, stava per finire. Infatti, dopo circa cinque mesi dal parto,  Jill cominciò ad avere pensieri di morte, convincendosi di soffrire di cancro e di aver subito un  attacco di cuore. Fu il suo medico a riportarla alla realtà: il presunto tumore, grazie al cielo, non era altro che un po’ di cellulite, mentre quello che aveva creduto un infarto presentava tutte le caratteristiche di un attacco di panico.

Sì, Jill soffriva di ansia post-partum, che venne immediatamente curata con un antidepressivo. E lo stesso avvenne per la terza gravidanza. Oggi, la donna è al suo quarto figlio e si ritiene davvero fortunata, perché consapevole di ciò cui può andare incontro. Proprio per questo, equipaggiata con prescrizioni mediche e pronta a fronteggiare per l’ennesima volta una nemica ormai allo scoperto, non smette di allertare le altre donne attraverso il suo blog. E le neomamme, piene di riconoscenza, continuano a ringraziarla perché, col suo esempio, ha tolto loro tutti i sensi di colpa. Soprattutto, le ha riportate alla grandezza e alla bellezza di ciò che stavano vivendo.

Un po’ quello che vorremmo fare noi con questo post. Vorremmo che foste felici e serene, perché la maternità, pur irta di ostacoli , è una delle esperienze più straordinarie e sorprendenti nella vita di una donna e, come tale, merita di essere vissuta. Chi di noi ci è passata può dirvi che siete bellissime così. Se siete spaventate, è normale. Passerà. Non vergognatevi a chiedere aiuto. Non siete diverse e, probabilmente, quella mamma che avete incontrato, non è meno spaventata di voi, ma non ve l’ha confessato perché a sua volta pensa di essere l’unica. Chissà, tra un po’ di tempo, potreste incontrarla al parco ed entrambe, senza perdere di vista i vostri piccoli, potreste aver voglia di sfogarvi, raccontandovi gli ostacoli che avete superato. Ostacoli che benedirete per sempre perché, in fondo, vi avranno portato là, ai giardinetti, insieme alle gioie della vostra vita.