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Asportazione Utero: Tipologie di Intervento e Conseguenze dopo l'Operazione

L'isterectomia, ossia l'asportazione di utero e ovaie, terrorizza molte donne a causa delle particolari conseguenze, ma è un'operazione che può divenire necessaria quando si verifichino patologie all'apparato genitale. Scopriamone di più!
Asportazione utero: intervento e conseguenze
Fonte: Web

Parlare di asportazione dell’utero e delle ovaie significa parlare di isterectomia, una operazione chirurgica effettuata nella zona genitale femminile. In particolare, attraverso l’addome o l’ingresso nell’apparato vaginale, il chirurgo effettua l’asportazione di entrambi gli organi garantendo il sano funzionamento della struttura restante.

Una simile operazione avviene nel momento in cui la terapia medica non presenta i risultati attesi, oppure nel momento in cui la zona non reagisce più a quanto prescritto dallo specialista. Fra le cause più diffuse vi sono tumori, fibromi uterini dolorosi, prolasso dell’utero, endometriosi (presenze anomale nel tessuto uterino) e adenomiosi (ispessimento delle pareti dell’utero).

Questo intervento fa paura a molte donne a causa dell’invasività e, in particolare, della definitiva impossibilità di sostenere una gravidanza. Andiamo a scoprire gli aspetti più importanti dell’asportazione di utero e ovaie.

Asportazione utero e ovaie: i tipi di intervento

Asportazione utero: intervento e conseguenze
Fonte: Web

Sottoporsi all’asportazione di utero e ovaie è per molte donne sinonimo di paura: si tratta di asportare una delle parti più importanti del corpo, per la psiche femminile. Nella sostanza, in che cosa consiste l’intervento? A seconda dell’ingresso, che come dicevamo sopra può essere addominale o vaginale, il chirurgo asporta l’utero in toto o solamente una sua parte. Questo nel caso in cui viene eliminato l’utero mantenendo, però, integra la parte superiore, chiamata “collo” (o cervice uterina).

Tale asportazione può avvenire in due modi: in colpoisterectomia e in laparoisterectomia. La prima tecnica, parliamo della colpoisterectomia con anestesia locale o completa, avviene attraverso la vagina e consiste nell’incisione della zona del collo dell’utero così da recidere i legamenti che fissano l’organo alla struttura adiacente. Prima di far uscire l’organo, il chirurgo ne chiude una parte, definita cupola vaginale. Successivamente applica un catetere vescicale, da utilizzare per 24 ore, e una garza vaginale da mantenere fino a 12 ore.

Nella caso della laparoisterectomia invece, l’operazione avviene per via addominale. Il chirurgo effettua una incisione trasversale per entrare attraverso la cavità addominale e recidere i legamenti che collegano l’utero agli altri organi. Così l’utero viene rimosso e si chiude il fondo vaginale. Successivamente si procede nel chiudere gli strati dell’addome. Anche per questa tipologia è previsto l’aggiunta di un catetere per 24 ore.

Subire uno o l’altro intervento dipende dal disturbo che riporta la zona interessata. Da notare è che l’intervento può essere esteso anche alle ovaie oppure ad altre parti della zona vaginale perché sono a contatto con il disturbo, ad esempio nel caso di cisti ovariche. Poi, a seconda della tecnica, come informa l’Ospedale Cardarelli, il tempo dell’operazione varia dai 30-40 minuti con colpoisterectomia fino ai 45-60 minuti per la laparoisterectomia.

L’ingresso in sala operatoria però, si rende necessario solamente in casi estremi: vedi la presenza di tumori benigni (fibromi) o maligni, a seconda della variazione del flusso mestruale e in caso di endometriosi severa, a meno che il medico non vi abbia prescritto la pillola anticoncezionale come prima cura (o prevenzione).

Asportazione utero: le conseguenze

Asportazione utero conseguenze
Fonte: Web

Quali sono le conseguenze dell’asportazione dell’utero e delle ovaie? In seguito all’intervento la donna non potrà affrontare le gioie di una gravidanza. Nel caso di asportazione delle ovaie subirà anche la menopausa chirurgica, indipendentemente dall’età anagrafica, e questa conseguenza risulta essere la più dolorosa. Per compensare la menopausa, quindi con la relativa scomparsa del ciclo mestruale, lo specialista prescrive una terapia ormonale sostitutiva.

Infine l’asportazione dell’utero non compromette i rapporti sessuali con il partner. Chi si sottopone avrà ancora capacità sessuale. L’unico calo che le donne possono notare è quello legato alla libido. La zona in cui avviene l’intervento è una parte molto importante nella psicologia femminile, tanto che alcune pazienti si sentono meno femminili in assenza dell’apparato genitale e si considerano come fossero affette da una menomazione. Si tratta di un disturbo della propria percezione personale e legata al corpo.

Vi possono essere poi, tracce di depressione in chi ha subito questo tipo di intervento. Parliamo di un disturbo psicosomatico capace di generare apatia per la vita e per ogni tipologia di stimolo al dialogo anche con le persone più care. In realtà la donna è ancora capace di attrarre e sedurre il partner dell’altro sesso, potrà quindi continuare a prendersi cura di se stessa e della sua femminilità.