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I Bambini Imparano Più Velocemente dai Tablet che dai Libri

E' arrivato il momento che i bambini dicano addio ai libri? Una ricerca inglese sembra sostenere proprio questo. Gli studiosi, infatti, affermano: "Date ai bambini un tablet anche da piccolissimi. I libri sono statici".
I bambini imparano più velocemente dai tablet che dai libri. Una ricerca sembra dimostrarlo
Fonte: Web

Dopo che intere generazioni di bambini e ragazzi hanno studiato su libri destinati ad ingiallire nel tempo, sottolineando, annotando, ritagliando, incollando e colorando le pagine con pennarelli ed evidenziatori dall’Inghilterra arriva un contrordine: utilizzare i tablet fin da piccoli è meglio. I libri devono allora essere considerati superati? Sembra proprio di sì. La tecnologia è talmente importante nella vita di tutti noi che oggi è normale che i nostri figli imparino ad utilizzare pc e tablet prima ancora di saper leggere o scrivere.

Alcuni scienziati che collaborano con il laboratorio di Neurocognizione dell’University of London, quindi, hanno consigliano ai genitori britannici di incentivare i propri figli ad utilizzare i tablet per stimolare maggiormente l’utilizzo del cervello dei loro bambini, favorendo così l’apprendimento. Secondo gli accademici, infatti, questi dispositivi tecnologici forniscono molti stimoli sensoriali e dovrebbero essere utilizzati fin dai primi mesi dopo la nascita. Spiega la professoressa Annette Karmiloff-Smith che ha guidato la ricerca al Sunday Times:

È impressionante quanto velocemente i bambini riescano ad imparare come si usi un tablet. Spesso sono più veloci anche degli adulti ad imparare cose come lo scroll  del testo. I libri, invece, sono statici. Se si osservano i bambini con un libro in mano, si capisce che essi sono interessati unicamente al suono che fanno quando girano le pagine. Il loro sistema visuale, a quell’età, è attratto dal movimento.

Per formulare questa teoria, gli studiosi hanno analizzato un gruppo di bambini di età compresa tra i sei e i 10 mesi, riscontrando che questi riconoscevano i numeri (in modo particolare il numero 3) con maggior facilità su un tablet piuttosto che su un libro cartaceo. Per giungere ad un risultato certo, quindi, gli studiosi dell’University of London hanno fatto sapere che la ricerca verrà estesa ad un campione più significativo di neonati. Verrà comparata, infatti, la capacità di apprendimento di centinaia di essi dotati di un tablet fin dalla nascita con quella di altrettanti bambini privi di tali stimoli tecnologici. Questo nuovo studio vorrebbe ulteriormente dimostrare come l’utilizzo dei tablet fin dalla nascita possa favorire uno sviluppo precoce delle facoltà intellettuali. Secondo la professoressa Annette Karmiloff-Smith infatti:

I bambini dotati di tablet fin dalla nascita mostreranno in futuro migliori segnali di sviluppo. Prima metteranno gli angoli in bocca, poi li esploreranno fisicamente e infine si abitueranno a fare un certo tipo di cosa molto meglio dei loro coetanei sprovvisti degli stessi stimoli visivi e tecnologici.

Il rischio, però, è che la tecnologia si trasformi in una vera e propria dipendenza tale da disattivare le connessioni nel cervello e da provocare momentanee incapacità di ragionamento. Questo esperimento britannico è davvero privo di rischi sui neonati? La neurologa Susan Greenfield della Oxford University non sembra essere di questo avviso e ha allertato i genitori britannici dichiarando che l’esposizione dei loro figli agli schermi dei computer e dei tablet rischia di provocare sugli stessi una sorte di demenza temporanea, con la possibilità di distruggere le loro menti danneggiando anche le loro abilità sociali.