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Cani e bambini: consigli preziosi per far nascere un'amicizia davvero speciale

Cani e bambini sono tra le cose più belle al mondo, soprattutto quando vivono sotto lo stesso tetto! Far convivere un cucciolo ed un piccolo non è affatto difficile, e anzi può far davvero molto bene al bambino... purché si tengano a mente poche, preziose indicazioni. Ecco cosa bisogna sempre ricordare per instaurare la convivenza perfetta!
cani e bambini
Fonte: Web

Il cane è il migliore amico dell’uomo, e questo è risaputo. Ma la stessa cosa vale anche nel caso dei bambini?

Sono ormai diversi gli studi e le ricerche scientifiche che dimostrano quanto la presenza di un animale domestico in casa influisca positivamente sullo sviluppo dei bambini, intervenendo soprattutto sulla cosiddetta intelligenza emotiva (IE) che, a differenza del quoziente intellettivo (QI), considerato immutabile, può variare nel tempo, migliorando o accrescendo.

L’intelligenza emotiva attiene principalmente alla capacità di comprendere in modo appropriato i propri sentimenti, riuscendo a gestirli e a esprimerli appieno, e allo stesso tempo riconoscere quelli degli altri, interpretandoli nella maniera corretta; per questo è considerata una delle chiavi fondamentali per una qualità della vita ritenuta ottimale.

Proprio perché la IE può migliorare con il tempo, e quindi l’età, l’aiuto di un amico a quattro zampe in casa può rivelarsi fondamentale per un bambino, aiutandolo soprattutto a sviluppare cinque caratteristiche importantissime. Vediamo quali sono:

  • Compassione: avere in casa un animale significa imparare, sin dalla tenera età, a prendersi cura di un altro essere vivente, nutrendolo, pulendolo, coccolandolo. Dapprincipio si tratta di un percorso di osservazione dei gesti dei genitori che, se appresi (e fatti apprendere) a dovere, verranno poi ripetuti in età più avanzata. Convivere con un animale porta i bambini, secondo molti studi, a essere anche più empatici e compassionevoli verso gli altri animali e gli altri bambini.
  • Autostima: il “carico” di responsabilità dato dal doversi occupare di un animale aiutano il bambino ad acquisire maggiore indipendenza, facendolo sentire realizzato. Un esperimento portato avanti da Nienke Endenburg e Ben Baarda, autori del libro The Waltham Book of Human–Animal Interaction, ha dimostrato che i bambini con bassa autostima hanno fatto rilevare progressi importanti dopo aver tenuto un animale in classe per nove mesi.
  • Sviluppo cognitivo: i bambini spesso instaurano veri e propri dialoghi con gli animali, e questo non può che influire in maniera positiva sulla loro capacità di espressione, migliorando le competenze verbali. Tanto che, è stato appurato, “conversare” con un animale migliora anche la balbuzie infantile.
  • Diminuzione dello stress: l’apporto affettivo ed emotivo dato da un animale è impagabile, tanto, che in una recente ricerca, buona parte dei bambini a cui è stato chiesto a chi si rivolgerebbero in caso di bisogno ha menzionato appunto il proprio animale. Gli animali non giudicano e non criticano, fanno solo sentire costantemente il proprio appoggio e l’amore incondizionato.
  • Comprensione del ciclo della vita: dato che, purtroppo, gli animali domestici tendono ad avere un ciclo di vita inferiore rispetto al nostro, la morte dell’animale di casa può rappresentare uno spunto, seppure estremamente doloroso da affrontare, per far comprendere ai bambini il ciclo vitale naturale. Il bambino non deve essere lasciato solo nel momento in cui muore l’animale, ma occorre che gli venga spiegato che questo, semplicemente, fa parte della vita, e come tale deve essere accettato.

Anche se gli aspetti positivi sono veramente tanti, vale comunque la pena ricordare che occorre prendere anche alcuni accorgimenti indispensabili prima di far convivere un bambino con un animale, soprattutto se si ha a che fare con un bimbo davvero molto piccolo.

Consigli utili per la convivenza di cani e bambini

cani e bambini
Fonte: Web

Prima di tutto occorre ricordare di non lasciare mai da solo un bambino con un cane, perché, anche inavvertitamente, nel gioco quest’ultimo potrebbe fargli male (pur esistendo razze che sono davvero estremamente delicate nel contatto con i più piccoli), dato che, una volta conosciuto, l’animale si comporta con il bambino come con una persona adulta.

D’altro canto, bisogna prestare attenzione anche a come il bambino si relaziona con il cane, dato che spesso i piccoli possono tirare le orecchie o la coda dell’animale, o infilargli le dita negli occhi, e la reazione di quest’ultimo può essere anche piuttosto aggressiva. Se non ci sono adulti a controllare la situazione e il bambino è incapace di interpretare i segnali negativi del cane, può correre il rischio di essere morso.

Molto spesso il cane vede nel bambino un cucciolo da difendere, ma può capitare, soprattutto nei cani non abituati a socializzare fin da cuccioli con i più piccoli, che lo vedano invece come una preda; in questo caso, oltre alla sorveglianza costante del genitore, il cane necessiterebbe anche di un corso educativo.

Più importante di tutto, però, resta il fatto di comprendere quali sono i motivi reali che spingano un bambino a chiedere di avere un animale: mamma e papà devono essere estremamente attenti a capire che non si tratti esclusivamente di un capriccio, e bravi abbastanza per far comprendere al piccolo che avere un animale comporta responsabilità ed impegno, perché si tratta di un essere vivente da accudire e amare.

Esistono razze più indicate a stare con i bambini rispetto ad altre, oppure tutti i cani sono perfettamente indicati per convivere con i più piccoli?

Le razze migliori di cani per bambini

cani per bambini
Fonte: Web

Naturalmente è indispensabile conoscere attitudini ed indole del cane prima di affiancarlo ad un bambino, soprattutto se si decide di prenderlo quando non è più un cucciolo. Per i bimbi sotto i 5 anni generalmente si preferiscono cani di taglia piccola e dal carattere tendenzialmente docile e socievole, ma val la pena ricordare che comunque è inutile generalizzare, poiché ogni cane possiede, esattamente come le persone, personalità e carattere ben distinti e delineati, ecco perché è fondamentale la conoscenza soggettiva dell’animale.

Ad ogni modo, le razze che meglio si adattano alla vita in famiglia con un bebè o un bambino piccolo sono, ad esempio, Golden Retriever e Labrador, dall’indole mansueta; Border Collie, iperattivo, e perciò consigliabile a genitori con bambini più grandicelli; Boxer, estremamente affettuoso e protettivo verso i piccoli di casa; Bassotto, molto giocherellone, o Bouledogue, molto calmo caratterialmente (tanto da rasentare la pigrizia) ma dolcissimo.

Su qualunque razza si orienti la vostra scelta (è importante ricordare però che esistono anche i meticci, in grado di dare lo stesso amore!) la cosa veramente fondamentale è educare il proprio bambino al rispetto per l’animale, che non può essere considerato come un gioco o un oggetto: per questo, è opportuno che ogni genitore parli approfonditamente al figlio degli impegni (notevoli) che ogni animale porta inevitabilmente con sé, insegnandogli a prendersene adeguatamente cura e a fare in modo che impari a riconoscere le proprie responsabilità.

Un metodo davvero divertente ma molto efficace è quello di distribuire i compiti in famiglia, fra chi pensa a portare a spasso l’animale, chi lo nutre e chi lo lava, ad esempio. Così facendo il bambino non potrà che sentirsi preso in considerazione e imparare a svolgere il suo lavoro con dedizione. Errato è, invece, permettere che il bambino non faccia nulla e che tutte le esigenze dell’animale ricadano completamente sui genitori.

Seguendo questi piccoli ma importantissimi consigli, darete a vostro figlio il regalo più bello del mondo: una creatura che lo amerà incondizionatamente per tutta la sua vita.