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Fast To Sleep: La Nuova Formula Per Insegnare Al Tuo Bambino A Dormire 8 Ore A Notte!

Una giovane mamma propone un metodo tutto nuovo, che insegna ai bambini a dormire 8 ore a notte sin dalle prime settimane di vita! Ma siamo davvero sicure che questo metodo funzioni?
Fast To Sleep Formula
Fonte: it.dreamstime.com

La nascita di un bambino – specie quando si tratta del primo figlio – sconvolge non poco le vite dei poveri neo-genitori! Notti insonni e poppate alle ore più disparate obbligano soprattutto le madri a vivere in simbiosi con il neonato.

Proprio la carenza di sonno, alla lunga, incide fortemente sullo status psico-fisico dei genitori, incapaci di fronteggiare il disturbo del sonno del bambino. Ma perché il piccolo si sveglia nel cuore della notte? Nei primi mesi di vita il neonato non distingue il giorno dalla notte e i ritmi sonno-veglia sono regolati dal suo bisogno di nutrirsi spesso e di essere cambiato.

Noi adulti, a differenza loro, possiamo affidarci a camomilla, soluzioni omeopatiche o a questa nuova coperta ideata proprio per chi soffre d’insonnia:

Quindi i genitori devono semplicemente rassegnarsi e sperare che il pupo prima o poi impari a distinguere il giorno dalla notte? Oppure esiste effettivamente una soluzione per favorire il sonno del neonato?

A quanto pare una giovane mamma della Florida, Karen Kisner, ha scoperto un metodo che porterà i vostri bambini a dormire per 8 ore di fila in poche settimane! Miracolo o utopia?

Dopo aver provato diverse strategie per far addormentare il primo figlio, Sammy, senza alcun risultato, Karen ha deciso di sviluppare un metodo tutto nuovo. La sua formula sembra aver funzionato! Sammy ha imparato a dormire tutta la notte senza svegliarsi a 7 settimane di vita, mentre il secondo figlio Adam, già a partire dalle 6 settimane di vita.

Dopo aver accumulato anni di esperienza come babysitter e come consulente per l’infanzia, e soddisfatta della sua grande scoperta, Karen ha così deciso di condividere il suo metodo “innovativo” con le mamme di tutto il mondo, scrivendo un libro “The Baby ‘Fast To Sleep’ Formula”, in cui illustra step by step la sua strategia.

Ma in cosa consiste questa magica “formula” del sonno? E soprattutto funziona davvero o si tratta dell’ennesima trovata – molto poco scientifica – di una giovane mamma in cerca di popolarità? Possiamo solo dirvi che il libro è in cima alla lista dei bestseller di Amazon! Per cui non vi resta che continuare la lettura.

1. Aspettare 30 secondi…

Fast To Sleep Formula
Fonte: dilei.it

Attraverso tentativi ed errori, mi sono resa conto che la cosa migliore era sviluppare un programma per l’alimentazione e per il sonno”

– ha detto la giovane mamma.

La formula di Kirsner prevede l’osservazione progressiva: non bisogna accorrere subito al pianto disperato del neonato. Karen non vuole imporre il suo metodo educativo, semplicemente invita le mamme ad attendere almeno 30 secondi prima di precipitarsi dal bambino, il cui pianto potrebbe avere diverse ragioni.

La donna continua dicendo che:

Il pianto è l’unico modo in cui il bambino può comunicare con voi. Quindi se hanno bisogno di essere nutriti o cambiati ve lo faranno sapere. Altrimenti finirete per creare un bisogno a cui loro si abitueranno: faccio un po’ di rumore e la mamma corre”.

Ok, questo è chiaro. Ma non ci aspettiamo di certo che il pupo ci dica chiaramente la causa del suo pianto. Non ha ancora il dono della parola!

2. Allungare i tempi di risposta

Fast To Sleep Formula
Fonte: Web

In questa prima fase, è molto importante allungare i tempi di risposta.

Ma in che modo? I genitori dovrebbero resistere all’impulso di accorrere nella stanza del piccolo, inizialmente almeno per qualche secondo. Per poi aumentare gradualmente i tempi di attesa.

Cominciate con 30 secondi, poi un minuto. A otto settimane arrivate a 5 minuti”.

Va bene non precipitarsi puntualmente al primo vagito del pupo. Ma proprio perché un genitore non può immaginare di cosa abbia bisogno il piccolo – che ricordiamo ha poche settimane di vita – sentirlo piangere senza poter fare niente, non è esattamente la cosa più semplice del mondo! Non vi pare?

3. Allungare i tempi tra una poppata e l’altra

Fast To Sleep Formula
Fonte: www.huffingtonpost.it

Il “metodo garantito” di Karen non riguarda soltanto il sonno, ma anche l’alimentazione del bambino. A poco a poco, raccomanda di allungare i tempi tra le poppate:

Può essere da 5 minuti a mezz’ora, a seconda del vostro bambino, perché ogni bambino è diverso”.

Ci risulta un tantino difficile, visto che nelle prime settimane di vita il bambino è troppo piccolo per poter resistere all’impulso della fame. Questo è un discorso che si può affrontare dopo 3 o 4 mesi, il bambino è più grande e si abitua più facilmente ai nuovi ritmi.

4. Dopo quanto si vedono i primi risultati?

Fast To Sleep Formula
Fonte: www.coccolesonore.it

Karen afferma che i genitori che seguono sin dal primo giorno e con costanza il suo metodo, riusciranno a far addormentare il neonato per 8 ore di fila sin dalle prime 8 settimane di vita!

Ci sono poi casi in cui l’obiettivo è stato raggiunto in pochissime settimane:

Alcuni genitori hanno applicato questo metodo su bambini più grandi, perché da mesi lottavano con il problema del sonno e ci sono stati genitori che hanno ottenuto risultati in due settimane”.

Noi crediamo che questo metodo di “garantito” e “innovativo” abbia ben poco! Anzi forse sì, di garantito c’è che il nostro dolce bambino continuerà a svegliarci nel cuore della notte. Le mamme continueranno a trascorrere notti insonni, tra poppate e crisi interminabili di pianto, in attesa che il piccolo cresca e impari a distinguere il giorno dalla notte. Senza contare poi le notevoli somiglianze con il metodo – altrettanto discutibile – Estivill, reso noto qualche anno fa con il libretto “Fate la nanna”.

Care mamme, cosa ne pensate di questi consigli? Credete sia davvero possibile ottenere buoni risultati in poco tempo su bambini così piccoli? Oppure è un tantino azzardato parlare di “metodo garantito” e costringere un neonato ad abituarsi troppo velocemente ai nuovi ritmi? A voi l’ardua sentenza!