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Gravidanza: gli ormoni al comando

Arrivati i sintomi fisici, alle soglie del terzo mese anche i sintomi psicologici si fanno sentire. E con gli ormoni al comando, la nave balla!

Quarta settimana dopo il test

 

Ho avuto una settimana un filino difficile. Nell’ordine mi sono ritrovata ad avere: crisi di pianto, crisi di rabbia furibonda, crisi di sonno improvviso e incontenibile e incubi.
Ho creduto sinceramente di essere impazzita, finché non ho scoperto, parlando con un’infermiera del consultorio, che la gravidanza ha anche dei sintomi psicologici, provocati dagli ormoni.
Così ho capito che non sono matta, ma solo una rabbiosa narcolettica mangiona! Non è fantastico?

 

Praticamente è un remake dell’ammutinamento del Bounty, dove io sono il Bounty (la nave, non il cioccolatino)
Devo essere sincera, mi riesce più difficile affrontare questo che la nausea e il dolore al seno. Anche perchè io sono abituata ad avere un buon autocontrollo, frutto probabilmente della mia passione per le arti marziali e le filosofie orientali, e questo genere di problemi mi causa situazioni imbarazzanti.

 

Un esempio?
Ah, ma vi accontento subito!

 

Sabato pomeriggio, finito il lavoro (io il sabato mattina lavoro) accompagno il mio povero marito a comprarsi un paio di scarpe da ginnastica in un’enorme negozio di articoli sportivi.
Felici e contenti come due pischelli, entrambi innamorati dello sport, ci addentriamo ad osservare le attrezzature in esposizione.
Marito: “ehi, guarda che splendide mountain bike!”
Io: “ah, guardiamole pure, ma tanto io fino all’anno prossimo…niente bici!”
Il marito abbassa le orecchie tipo cucciolo e troterella verso una zona piena di variopinti costumi da bagno: “amore, ti piacciono? Scegli quelo che vuoi, dai, te lo regalo!”
Io (sembre più funerea): “si…cerca quelli taglia XXL da grassona con reggiseno in ghisa…”
Il marito è ormai sconcertato.
“Ho fatto qualcosa che non va?” Mi chiede un po’ sottosopra.
Ecco, a questo punto mi scindo, cosa che mi accade sempre più spesso. Da una parte c’è. Normale-razionale, insomma la solita me a cui sono abituata, dall’altra Progesteronica-idrofoba, un tantino meno contenibile. Le lotte interne fra noi sono del tutto similia a quella fra Gandalf e il Ballrogh (si scrive così).
Normale-razionale risponde “no, tesoro, puro effetto ormonale!”; progesteronica-idrofoba risponde “dannazione, portami fuori da qui e smetti di fare domande!!”
Faccio un respiro profondo e gioco il jolly: “no amore, voglio solo uscire di qui, daccordo?”

 

Per arrivare alle casse passiamo nel bel mezzo del reparto arti marziali ed è la fine.
Per almeno un anno niente guantoni per me, ma che dico niente guantoni? Niente di niente, niente forma, niente allenamenti, niente moto, niente bici, niente palestra. Ovviamente sapevo già tutto questo e ho semplicemente scelto un bellissimo corso di yoga in gravidanza che inizia a settembre, ma sul momento mi sento d’un tratto una povera vittima, tagliata fuori dal suo mondo e da tutto ciò che ama di più senza colpa alcuna.
Arrivo sempre più fosca e temporalesca fino all’auto, dove cado fulminata da un colpo di sonno sul sedile, mentre lui guida fino a casa.
Dovete ammettere che è parecchio imbarazzante, non è vero?
Ho risolto la situazione prendendo discretamente da parte il mio lui e spiegandogli con molta calma quello che sta succedendo, tanto per non trovarmi single alla fine della gravidanza.

 

Un altro sintomo psicologico che faccio un po’ fatica a gestire è la paura.
Io non ho mai avuto paura di fare niente. Motocicletta, aliante, combattimento, scherma, percorsi ad ostacoli a 15 o 20 metri d’altezza non sono mai stati un problema per me.
Ultimamente ho paura di tutto, compreso di inciampare e di saltare.
Ho semplicemente paura di fare del male alla piccola vita che cresce nella mia pancia. Vorrei avere la certezza che stia bene, che quello che faccio non lo ferisca, che sia tutto a posto.
In un attimo di malsana follia, ho perfino pensato di affittare un ecografo per dargli un’occhiata la sera prima di dormire.

 

Mi hanno detto che anche questo è normale ed è ciò che passa sotto il nome di “istinto materno”.
Certo, mi sarebbe di grande aiuto se tutti coloro che mi stanno attorno non mi trattassero come una malata terminale, continuando a dirmi di non fare praticamente qualsiasi cosa compreso usare certe marche di colluttorio.
Ditemi la verità, voi che ci siete già passate: tornerò mai in me?

 

E qui, Sisma, noi dobbiamo fare due chiacchiere.

Figliolo/a: tranquillo/a. Non hai una squilibrata come madre. Anzi, di norma sono una persona metodica e controllata. Sono solo gli ormoni. Non temere: per quando arriverai a poter parlare con me, dovrei aver ripreso il controllo!