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Ho scoperto d'essere incinta!

Domenica 17 giugno, ore 07:04 Sassuolo (MO). Non sapevo che fabbricassero le sette del mattino anche di domenica. Seduta sull'asse del gabinetto, aspetto. Questa volta ho preso un test di gravidanza digitale, di quelli in cui appare proprio la scritta "incinta" o "non incinta". A prova di stupido, in pratica.

Domenica 17 giugno, ore 07:04 Sassuolo (MO). Non sapevo che fabbricassero le sette del mattino anche di domenica. Seduta sull’asse del gabinetto, aspetto. Questa volta ho preso un test di gravidanza digitale, di quelli in cui appare proprio la scritta “incinta” o “non incinta”. A prova di stupido, in pratica.
In settimana ho fatto un altro test, di quelli canonici con le linee rosa e il risultato è stato: linea di controllo ben marcata e, accanto, un’impercettibile linea di un rosa talmente sbiadito da essere quasi invisibile.
Per puro scrupolo, ho deciso di rifare il test. Non mi sento incinta. Mi sento normalissima, grazie tante.
Il display del test digitale prende vita.
“Incinta”
Ah, ok, adesso apparirà nello spazio a sinistra “non”.
“Incinta”


Lo fisso con uno sguardo che potrebbe piegare i cucchiai.
“Incinta. 2-3 settimane”
Insiste, l’infido. Lo prendo in mano e lo scuoto un po’, come per abbassare il mercurio in un vecchio termometro.
“Incinta. 2-3 settimane”
Sono incinta. Sono incinta! E adesso cosa faccio? E adesso? Cosa succede?
Vorrei chiamare qualcuno, che ne so, i pompieri mi sembrano una buona alternativa.
Sono incinta.
È impossibile! Io mi sento normale.
Afferro il cellulare e guardo il calendario: dev’essere successo il 29 maggio, il giorno del grande terremoto.
Piango. In mezzo a tanta paura e disordine a me va a succedere questo.
Sono incinta.
Guardo la porta del bagno: quando la aprirò per dire a mio marito del risultato del test, tutto questo diventerà reale e non so se sono pronta.
Mi tocco appena la pancia.
“Sei lì? C’è qualcuno? Benvenuto, Sisma!”
Drizzo le spalle e mi alzo in piedi.
Da oggi, dovrò essere forte per due.