diredonna network
logo
Stai leggendo: Il sonno del neonato: ritmi e abitudini

Giù le mani dal pisellino: cose da non fare nell'igiene del bambino

Cos'è il Lotus Birth e perché i genitori rifiutano il taglio del cordone ombelicale

Come sconfiggere l'insonnia in gravidanza?

Perché è tanto importante il Test di Coombs?

Anche i papà soffrono di depressione post-partum ed è una cosa seria

Caffè in gravidanza: fa davvero male al feto?

Micol Olivieri di nuovo mamma: l'Alice de "I Cesaroni" lo annuncia così

"Ecco le 10 cose che ho imparato dalla morte di mio figlio"

Malata di cancro, sacrifica la sua vita per dare alla luce sua figlia

"Perché non ho postato una singola foto della mia gravidanza sui social"

Il sonno del neonato: ritmi e abitudini

Tutte le curiosità e le informazioni utili sul sonno dei neonati: ritmi, abitudini, quanto e dove dormire.
Sonno del neonato ritmi e abitudini

La prima cosa nella quale impegnarsi è riuscire a far addormentare i neonati per conto loro, per abituarli ad eventuali risvegli in solitudine.

E poi è fondamentale cogliere l’attimo giusto per metterli a letto, quello in cui i bimbi sbadigliano e si mostrano stanchi, perché in un batter d’occhio potrebbero tornare svegli e arzilli.

I piccoli non distinguono il giorno dalla notte e impiegano anche mesi e mesi prima di stabilizzarsi, prima di prendere il ritmo delle nanne in orario serale.

Quanto dormire?

Le esigenze di sonno possono infatti variare parecchio da neonato a neonato, in base all’età e alle peculiarità di ognuno. Nel primo mese, ad esempio, i piccoli dormono una media di 14-15 ore al giorno
(c’è chi ne dorme 9 e chi 20, comunque), poi il sonno diminuisce gradualmente almeno fino ai quattro anni d’età.
E anche sui break durante la nanna la variabilità è altissima, con neonati che si svegliano in media ogni tre ore, oppure ogni cinque, oppure ogni ora almeno fino al primo anno d’età, quando il sonno notturno si fa leggermente più prolungato.

Quanto appena descritto è assolutamente normale e un bimbo ha bisogno di tempo per imparare a distinguere autonomamente la differenza tra il giorno e la notte.

Consigli per dormire bene

Esistono però alcuni “trucchi” semplicissimi per far dormire i neonati di più durante la notte che nel corso del mattino e del pomeriggio. Quali? Ad esempio potrebbe essere sufficiente svegliarli dolcemente durante le ore di luce, aiutandoli così a prendere i giusti ritmi.

Poi, come detto, è molto importante cogliere il momento giusto per mettere a dormire il bimbo, alle prime avvisaglie di sonno e stanchezza manifesta. Perché per i piccoli i rituali sono determinanti e, prendendo l’abitudine di andare a letto allo stesso orario ogni giorno, riusciranno a prendere sonno più facilmente: pigiamino, ninna nanna e bacio della buonanotte.. spesso la routine paga!

La maggior parte dei neonati, poi, si addormenta e dorme meglio al buio. E’ quindi importante riuscire a ricreare situazioni di assenza di luce e penombra in qualsiasi momento della giornata si decida di mettere a riposo il piccolo.

Dove dormire?

E la temperatura nella stanza delle nanne, così come la posizione da far assumere al neonato non sono variabili trascurabili, anzi. I gradi devono essere circa 16-18 e per una dormita salutare è consigliabile sdraiare il bimbo a pancia insù, senza cuscino e meglio se sopra un materasso abbastanza rigido.

Ed è bene tenere presente anche che solitamente i bimbi allattati al seno dormono di più rispetto a quelli allattati al biberon, per una mera questione di relax durante le poppate. Le mamme che possono permetterselo potrebbero trarne vantaggio, perché è un dato di fatto che i piccoli allattati al biberon necessitino di rassicurazioni e conforto aggiuntivi da parte delle loro mamme.

Molti piccoli, infatti, vivono alcune situazioni d’ansia che li portano a risvegliarsi spesso durante la notte, frequentemente con un pianto disperato, benché si tratti di una fase abbastanza normale del loro sviluppo neurologico, che li costringe a mantenere alto il livello di vigilanza (la stessa cosa capita agli adulti in occasione, ad esempio, di eventi o appuntamenti importanti).
Servono pazienza e la buona volontà di rassicurare il piccolo con la propria presenza, in attesa che che la situazione si stabilizzi progressivamente fino a scomparire attorno al terzo anno d’età.