diredonna network
logo
Stai leggendo: Ittero nei neonati, le cause e le terapie

Come sconfiggere l'insonnia in gravidanza?

Perché è tanto importante il Test di Coombs?

Caffè in gravidanza: fa davvero male al feto?

Perché i pediatri dicono no a dieta vegana e vegetariana per i bambini

Maya Sansa: "Famiglia? Il legame biologico non è l'unico possibile"

5 Storie di violenza ostetrica: una donna su 5 maltrattata durante il parto

Cos'è il Lotus Birth e perché i genitori rifiutano il taglio del cordone ombelicale

Giù le mani dal pisellino: cose da non fare nell'igiene del bambino

Anche i papà soffrono di depressione post-partum ed è una cosa seria

Micol Olivieri di nuovo mamma: l'Alice de "I Cesaroni" lo annuncia così

Ittero nei neonati, le cause e le terapie

L'ittero neonatale, un problema spesso facilmente curabile, consiste in una colorazione giallastra della pelle, delle sclere negli occhi e delle mucose, causata da un eccesso di bilirubina nel sangue.
Ittero nei neonati

Avete mai sentito parlare di ittero nei neonati o di ittero neonatale? Benché il nome possa far pensare ad un batterio o a qualcosa del genere, in realtà l’ittero consiste in una colorazione giallastra della pelle, delle sclere negli occhi e delle mucose, causata da un eccesso di bilirubina nel sangue.

La bilirubina deriva dal metabolismo dell’emoglobina e si libera nel sangue nell’atto di ricambio tra globuli rossi a fine ciclo e cellule giovani; tocca poi al fegato liberarsene riversandola nell’intestino assieme alla bile.

Come si manifesta l’ittero

Di ittero, comunque, soffrono circa il 60% dei nati a termine e l’80% dei nati prematuri, perché in fondo si tratta di una condizione fisiologica, abbastanza normale.

Di solito si manifesta attorno al secondo o al terzo giorno di vita del piccolo, e scompare da solo entro una decina di giorni, in seguito al regolare smaltimento della bilirubina da parte dell’organismo.
Smaltimento che può essere aiutato attraverso l’esposizione del neonato alla luce solare indiretta e mai nelle ore più calde.

Poi, nel caso in cui il valore della bilirubina nel sangue del neonato sia molto alto e non si riduca nei primi giorni, è possibile che medici e pediatri lo curino con la fototerapia, molto più efficace rispetto alla luce del sole.
In questo caso il tempo di esposizione varia a discrezione dei medici, anche se solitamente il problema viene risolto in pochi giorni.
E durante la fototerapia al bimbo vengono sempre fatti indossare specifici occhiali protettivi.

Le cause dell’ittero

In un caso o nell’altro i genitori non devono affatto preoccuparsi. Anzi, nel caso della fototerapia con luce blu, si tratta di intervento per nulla invasivo che aiuta il neonato a smaltire l’ittero in via definitiva, anche nel cervello e nelle zone di deposito più “critiche”.
Sono rari i casi in cui si rendono necessari ulteriori interventi con medicinali o controlli specifici.

Ma torniamo all’ittero neonatale. Come detto, si tratta della colorazione giallastra che assumono la pelle, le sclere e le mucose visibili (quelle della bocca e della congiuntivite ad esempio).

Si presenta solitamente in casi in cui:
– si è in presenza di anemie ipermolitiche, in cui i globuli rossi vengono distrutti velocemente con un eccessivo rilascio di emoglobina e birubilina;
– il fegato non riesce ad espellere la bilirubina e la bile a causa di patologie come epatite virale e mononucleosi o per danni epatici causati da farmaci o sostanze tossiche ingerite
– i dotti biliari, che consentono il flusso della bile dal fegato all’intestino sono ostruiti da cisti, calcoli, ascessi epatici, malformazioni congenite, parassiti o cirrosi (negli ultimi due casi le feci si presentano chiare, le urine scure e contemporaneamente all’ittero si menifesta un prurito diffuso su tutto il corpo);
– un’epatite virale causa l’ittero (per lo più in bambini che hanno superato l’anno d’età).

Siccome ogni causa di ittero neonatale è potenzialmente pericolosa, le diagnosi vanno sempre confermate in ospedale per mezzo di controlli del sangue, utili ad accertare eventuali tracce di bilirubina.

L’ittero può infatti diventare pericoloso nei casi in cui la bilirubina arriva al cervello superando le barriere delle meningi, con il rischio di intaccare le zone deputate al movimento. In questo caso specifico si parla di ittero nucleare, perché ad essere colpiti sono i nuclei alla base dell’encefalo, provocando danni motori, spasticità e ritardi mentali.