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Lasci Piangere il Tuo Bambino? Ecco Cosa Potrebbe Succedergli

A dispetto di quello che molti pensano, ignorare il proprio bambino mentre sta piangendo non solo non ha alcuna utilità pedagogica, ma può rivelarsi anche estremamente rischioso per il suo sereno sviluppo. Roba da Mamme vi spiega perché.
Fonte: Web
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Molti genitori decidono di lasciar piangere il proprio bambino, adottando la cosiddetta “attesa progressiva” teorizzata dal dottor Richard Ferber, neurologo e pediatra operante all’Università di Harvard e all’ospedale pediatrico di Boston, nella convinzione di fornire un metodo educativo efficace, attraverso il quale il piccolo impara ad autogestirsi e, soprattutto, che mamma e papà non sono disposti ad accettare continuamente i suoi capricci. La tecnica, conosciuta anche come metodo 5-10-15, tuttavia, non parrebbe essere realmente così utile, anzi, le conseguenze fisiche e psicologiche date dall’essere lasciato solo nel momento del pianto potrebbero rivelarsi estremamente gravi ed importanti per il corretto sviluppo del bambino, influenzandolo per il resto della vita, come sottolineato anche in un recente articolo della versione tedesca dell’Huffington Post. Dato che il pianto rappresenta la forma più elementare (e, ad una certa età, l’unica a disposizione) di comunicazione, attraverso il quale il bambino manifesta un disagio, che può essere dato dalla fame, dall’avvertimento di un dolore o semplicemente dal desiderio di compagnia, una non risposta da parte dei genitori potrebbe essere interpretata come una sorta di “abbandono”, permettendo inevitabilmente ai livelli di stress di innalzarsi, poiché il bebè in questa fase della sua vita non può occuparsi da solo dei suoi problemi, ma necessita obbligatoriamente dell’aiuto di mamma e papà.

Le ripercussioni su questo tipo di atteggiamento da parte dei genitori non devono pertanto essere assolutamente banalizzate né sottovalutate, perché potrebbero rivelarsi tanto importanti da interessare addirittura la sfera del sistema nervoso del bambino, lasciando strascichi indelebili anche nel futuro.

Quali sono i principali pericoli che si corrono quando si decide di lasciar piangere un bambino senza intervenire?

1. Il livello di stress si alza enormemente

Fonte: Web
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Un bambino lasciato da solo durante una crisi di pianto, poiché non autosufficiente e perciò incapace di gestire autonomamente la situazione, inevitabilmente sarà inondato da ormoni dello stress, ma questo, col tempo, potrebbero riflettersi negativamente sul suo sistema nervoso centrale, andando anche ad inficiare la corretta crescita e la capacità di apprendimento. I bambini hanno bisogno di poter contare sul sostegno di mamma e papà per soddisfare le esigenze più elementari che hanno, e solo attraverso il contatto fisico dato appunto dai genitori i livelli di stress possono tornare nella norma, costruendo allo stesso tempo un legame saldo e duraturo con le persone che li circondano.

2. I bambini interpretano la non risposta come un avvicinamento alla morte

Fonte: Web
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Karl Heinrich Brisch, primario di medicina psicosomatica presso l’ospedale pediatrico dell’Università di Monaco, intervistato da Suddeutsche Zeitung, il principale quotidiano della Germania meridionale, afferma che

“I neonati, lasciati piangere dai genitori, attivano molto presto nel cervello un piano di emergenza, molto simile al riflesso di tanatosi osservato negli animali in pericolo di vita, consistente nella simulazione della morte”

Dello stesso avviso sembra essere la psicologa, famosa per la serie tv “Super Nanny”, Katharina Saalfrank che nel 2013, esprimendosi proprio a sfavore di questo metodo, ha parlato di “paura della morte crescente ogni minuto di più” nei bambini.

3. Non intervenire nel momento del pianto non ha alcuna valenza pedagogica

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L’attesa progressiva non ha nessun fondamento psicologico, e rischia di creare disagio sia al bambino che ai genitori. I piccoli non hanno la cognizione del tempo che hanno gli adulti, loro non sanno se stanno piangendo da cinque minuti o da due ore, e il fatto che il pianto vada ad aumentare se viene ignorato è un ulteriore fattore che prova come la non risposta non venga in alcun modo associata a qualcosa di stimolante o utile alla crescita. Alcuni ricercatori britannici hanno appurato che i neonati le cui richieste vengono ascoltate dai genitori piangono molto meno rispetto a quelli che vengono ignorati e lasciati piangere.

4. Ci possono essere conseguenze in età adulta

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La mancanza di aiuto nel momento del pianto può tradursi in un “Nessuno verrà ad aiutarti” che potrebbe influire in maniera deleteria anche in futuro sulla psiche dei bambini, destabilizzando la loro capacità di instaurare rapporti affettivi, ma anche favorendo l’insorgere di disturbi come ansia, insonnia, problemi di dipendenze o sintomi depressivi.

5. La vera terapia sono le coccole!

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Alcuni ricercatori dell’Università di Notre-Dame, negli USA, hanno riscontrato, sottoponendo ad un test ben 600 adulti, che quelli maggiormente accuditi nell’età infantile se la sono cavata decisamente meglio in età adulta, godendo di ottima salute, avendo meno tendenze depressive e livelli invece piuttosto alti di empatia, ed essendo anche sensibilmente più produttivi rispetto a quelli che da bambini venivano sovente ignorati dai genitori.

C’è da dire che, a prescindere dalle preoccupanti, possibili conseguenze che inconsapevolmente potremmo provocare ai nostri figli ignorando i loro richiami prodotti attraverso il pianto, per un genitore è naturalmente difficile resistere alla tentazione di andare a consolare il proprio bambino mentre è in preda alle urla. Bene, il vero consiglio è: fatelo, non imponetevi di resistere pensando di dare un’educazione migliore a vostro figlio. Siate sempre pronte ad ascoltarlo e fategli capire soprattutto che, in qualunque momento, potrà contare sul vostro aiuto e su quello di papà.