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Le aspettative di chi aspetta

Fatto il nostro ingrasso trionfale nel sesto mese! E no, non è un errore di battitura!

 

155esimo giorno di gravidanza

Siamo ufficialmente entrate nel sesto mese e io ho definitivamente assunto la forma di una pera.
Dato quanto sto correndo ultimamente, mi perito di specificare: una pera Williams. Quelle da formula uno. Eh, sì, perchè nei prossimi tre mesi dovrò sostenere gli esami e i corsi per prendere due specializzazioni in modo da aumentare le probabilità di guadagnarci una posizione economica un po’ più stabile per crescere la piccola Ariannina. Così la prossima settimana sarò a Roma e sto tentando di scegliere i vestiti da mettere in valigia: mica facile con la mia nuova silhouette!
L’altra sera stavo facendo la doccia e mi sono resa conto che devo sporgermi per vedermi le ginocchia…è piuttosto buffo.
Non avevo mai pensato a come sarei stata col pancione, ma trovo che mi si addica e ne sono molto fiera.
Finalmente la gente attorno a me si accorge a prima vista che aspetto un bambino e mi fanno ogni genere di complimento e di domanda, cosa alquanto piacevole.
La domanda che mi fanno più spesso (a parte “è un bimbo o una bimba?”) è:
“Aspettative?”
Ecco, quella è una domanda a cui non so mai come rispondere.
Le nostre aspettative nei confronti di Arianna sono: che sia felice.


Molte delle persone che ci stanno attorno danno per scontato che desideriamo avere una figlia in particolare, magari che sia una marzialista come noi o che sia molto intelligente e studiosa, o ancora forte di carattere o bionda piuttosto che mora, ma non è così.
Io e mio marito sappiamo entrambi che quella che sta per arrivare non è una forma vuota che aspetta di essere riempita dai nostri disegni, ma una giovanissima persona, che sarà nostro compito rispettare e proteggere.
E, dannazione, se vorrà fare danza mammina si toglierà paradenti e guantoni e l’accompagnerà personalemente a comprare il più vezzoso e luccicante tutù del mondo!
Un solo desiderio, anzi, una speranza, però ad essere sinceri ce l’ho: che somigli a suo padre, che abbia il suo stesso carattere riflessivo e pacato, piuttosto che essere una testa calda come me.
Così ieri sera, all’ennesima persona che me lo domandava, ho detto proprio questo: che somigli a suo padre.
E la persona che mi aveva fatto la domanda ha risposto:
“Be’, dai, però anche tu non sei poi brutta!”
Ecco. Parliamone. Vi pare una cosa da dire a una donna che è aumentata di quasi 10 kg in sei mesi, ha i capelli a carciofo e fioriture di sfoghi ormonali sulla faccia?
Vi sembra carino?
Ora, ho sempre saputo di non essere una Miss, ma, cavoli, un po’ di pudore!
A ogni modo, so che per me e suo padre lei sarà sempre e comunque bellissima, bravissima e dolcissima.
Sempre. Anche se somigliasse ad Archimede Pitagorico, avesse il QI di un fermacarte e la grazia di un marinaio neozelandese in franchigia. E questa, io credo, è la cosa più bella del mondo. Ci avete mai pensato? Per quanto orribile, stronza e puzzolente sia la persona che avete davanti, ci sono ottime possibilità che sia il o la “Sisma” di qualcuno, desiderato, amato e tenuto come un gioiello prezioso.
Sono cose che ti fanno riflettere e ti spingono a considerare il mondo da tutt’altra angolazione!
Insomma, magari c’è una mamma che pensa che quel bastardo che ti ha appena fatto arrabbiare come un’aquila andina sia il coccolino più tenero dell’universo. Roba che ti viene da smettere di insultarlo solo per rispetto alla madre. E al padre, ovviamente.
I padri vengono un tantino sottovalutati, a volte e, vedendo mio marito trasformarsi in un papà, devo dire che non è giusto. Pensate che ho smesso di trascinarlo per vetrine perchè si era buttato a corpo morto nel baby shopping! Ho capito che dovevo fermarlo quando ha iniziato a guardare le canne da pesca per bambini nei negozi sportivi…mi è dispiaciuto, ma bisognava per forza porre un freno: mancano ancora 18 settimane al parto!