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I movimenti fetali e quello che ci comunicano

Che cosa sono i movimenti fetali? Dobbiamo preoccuparci se non ne sentiamo, o se ne sentiamo troppi? Sono dolorosi? Cerchiamo di capire il significato delle capriole e dei calci del nostro bambino nel grembo.
movimenti fetali
Fonte: Web

Per ogni futuro genitore è sempre un momento davvero molto emozionante sentire il bambino all’interno del grembo materno manifestare la propria presenza con calci e movimenti.

Ma che cosa rappresentano realmente i movimenti fetali, perché a volte li avvertiamo nitidamente mentre in altre occasioni ci sembrano del tutto assenti?

Prima di tutto i movimenti del feto nella pancia materna sono un indice importantissimo dello stato di salute del bebè: pugnetti, calci e stiracchiamenti sono indiscutibilmente un segnale di benessere del piccolo, oltre che un modo per comunicare al mondo esterno di recepire quello che sta accadendo lì fuori; sono, insomma, anche una risposta a quanto sta avvenendo nell’ambiente circostante. Ad esempio troppo rumore, la luce o anche alcuni cibi portano il bambino a dare dei calci alla sua mamma.

Ma quando cominciano queste vere manifestazioni fisiche con cui il bambino ci ricorda che sta crescendo nel nostro grembo?

I primi movimenti fetali

primi movimenti fetali
Fonte: Web

In realtà il feto comincia i suoi movimenti già alla fine del primo trimestre di gravidanza, ma è troppo piccolo perché la mamma lo possa avvertire. In questo periodo i suoi spostamenti sono detti craniocaudali, poiché coinvolgono tutto il corpo, da un’estremità all’altra, e ricordano quelli di un pesciolino che guizza; a partire dalla quindicesima settimana il bambino comincia a muovere gli arti in modo simmetrico, quasi una sorta di “allenamento” in preparazione di quella che sarà la sua futura capacità di locomozione. È attorno alle 17 settimane che impara a portarsi il pollice in bocca per succhiarlo, mentre alla diciannovesima comincia a puntare i piedi e a spingerli contro la parete uterina.

Proprio in questo periodo anche la mamma inizia ad avvertire i movimenti, ma se anche non li doveste sentire non dovete preoccuparvi, non esiste affatto una regola universale valida per tutte!

Alcune mamme percepiscono qualcosa già alla tredicesima settimana, altre molto più tardi, anche verso la fine del quinto mese. La sensazione più comune è quella di un fruscio, quasi come se aveste le famose “farfalle nella pancia”.

Da cosa dipende questa varietà di percezione dei movimenti fetali da parte della mamma? Prima di tutto, indubbiamente un ruolo rilevante lo gioca lo stile di vita della donna perché, come è facile intuire, chi ha poco tempo a disposizione ne ha poco anche per rilassarsi e mettersi con concentrazione all’ascolto. Molto importante è poi il fatto che abbiate già avuto una gravidanza, perché solitamente chi si trova alla seconda gestazione avverte molto più facilmente i movimenti fetali rispetto alle primipare.

È importante contare il numero di calci e di capriole? Una volta, prima dell’ecografia e degli esami strumentali di oggi, i movimenti fetali erano l’unico indicatore per capire se il bambino stesse bene; tenerle d’occhio va bene, ma non devono diventare una fonte d’ansia qualora si avvertissero in misura minore: non si può infatti stimare con precisione il numero di movimenti, visto che ogni bambino è diverso da un altro.

Generalmente il piccolo si muove dalle 15 alle 20 volte, ma alcuni preferiscono non farsi sentire troppo, mentre altri scelgono di stare tranquilli per tutto il giorno e svegliarsi poi solo di notte. Con il passare del tempo inoltre il numero dei movimenti cambia, seguendo la crescita del feto, perciò è del tutto normale sentirlo con maggiore o minore intensità. Se però volete essere più tranquille potete comprare un economico rilevatore di battito fetale, o segnare su una tabella i movimenti del piccolo, volta per volta, in modo da non perderne nemmeno uno.

Se però i movimenti dovessero cessare del tutto, è sempre preferibile rivolgersi a uno specialista, il quale potrà controllare il flusso di sangue nella placenta e il benessere del bambino tramite una apposita ecografia. Qualora invece i movimenti dovessero avere il problema opposto, ovvero diventare addirittura eccessivi, potreste sempre  seguire un corso di meditazione o di yoga: diverse ricerche hanno infatti evidenziato che le donne che fanno esercizi di rilassamento sentano meno il piccolo nella loro pancia.

I movimenti fetali dell’ottavo e nono mese

movimenti fetali ottavo mese
Fonte: Web

Intorno all’ottavo mese di gravidanza, il bambino potrebbe sentirsi di meno perché è più grande e lo spazio è sempre lo stesso, soprattutto se si tratta di una prima gravidanza; non riuscendo più a ruotare su se stesso come faceva prima, i suoi movimenti si  limiteranno a estendere e a piegare gli arti, a inarcare la schiena, a ruotare la testina.

Durante l’ultimo trimestre, poi, anche i ritmi del bambino, che prima coincidevano con quelli materni, diventano indipendenti: può capitare, ad esempio, che il nascituro dorma mentre la mamma è sveglia e viceversa, perciò la gestante potrebbe non avvertire il bimbo per ore, solo perché lui sta dormendo, oppure potrebbe essere svegliata durante la notte dal piccolo che, invece, è completamente attivo.

L’ottavo mese è molto faticoso sia per il feto, che sente spesso il peso delle contrazioni dette contrazioni di Braxton Hicks, sia per la madre che avverte fastidi dovuti alla compressione all’altezza dello sterno. In questo periodo, e anche durante il nono mese, inoltre, i movimenti potrebbero sembrare anche più dolorosi (anche se in genere non dovrebbero provocare dolore), in particolare quando il bambino si “diverte” a saltellare sulle costole della mamma!