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Noi siamo già una famiglia

Scusate, ragazzi e ragazze, ma stavolta ho scritto due righe un po' più "serie". Sisma, Marito e io ci siamo presi uno spavento!

135esimo giorno di gravidanza

Ieri mi sono presa lo spavento della mia vita.
Era prima mattina e io, appena alzata, stavo mettendo la moka sul fornello, quando mi è arrivata una fitta fortissima al basso ventre. Qualcosa di simile ad uno stiramento muscolare, per chi ha mai provato questa sensazione.
La fifa che mi ha inondato a mo’ di acqua gelida è stata, in realtà, molto peggiore del dolore: il cuore si è messo a fare il matto e mi tremavano le ginocchia.
Il mio unico pensiero era:
“Ti prego, fai che Sisma stia bene!”
Insomma, non sono stata proprio un cuor di leone!
Nel giro di una decina di minuti era del tutto passato. Il male, dico. Perchè lo spavento, invece, mi ha scossa profondamente.
E sapete cos’era successo?
Niente.
Assolutamente niente.
Avevo fatto un movimento falso e mi era venuto uno stupido crampo.
Ma da lì mi sono resa conto che sia io che mio marito, che, per inciso, si è spaventato quanto me, siamo già innamorati cotti di Sismino.
Fra una settimana avremo l’ecografia morfologica e sapremo un sacco di cose in più, fra cui anche il sesso. Così, presi dall’onda dei senimenti, abbiamo fatto alcune considerazioni:
primo: noi che abbiamo sempre detto che avremmo voluto un maschietto, ora nutriamo il più profondo disinteresse sulla questione, tanto ormai abbiamo già capito che è una persona eccezionale (non molto oggettivo, lo ammetto) e quindi che importa?
Secondo: che sia maschio o femmina, Sisma è arrivato/a per conquistare il mondo (altrimenti perchè arrivare nel momento peggiore della crisi, durante un sequel di terremoti allucinante e, oltretutto, nel 2012?)
Terzo: in fondo, nonostante tutti i dubbi e le paure, saremo dei bravi genitori.
Eh, sì, perchè se guardiamo al nocciolo dela questione, se ricordiamo quando eravamo bambini, cosa volevamo noi dai nostri genitori?
Che fossero ricchi?
Che fossero strafichi (inteso come Spiderman, non come i fotomodelli)?
Che fossero pedagogicamente ineccepibili?
No. Volevamo che ci amassero più di qualunque altra persona e che, guardandoci in mezzo a tutti gli altri bambini, dicessero:
“Cavoli, a poterti scegliere, avrei scelo proprio te! Che fortuna che ci è capitata!”
E questo, almeno questo, a Sisma noi lo possiamo garantire.
Lo so, di solito sono più divertente quando racconto del nostro viaggio verso la nascita.
Ma in fondo, per quanto non sia divertente, a volte la paura, il rendersi conto di quanto si teme di perdere qualcuno che si ama, è fondamentale.
Fra cinque giorni saremo alla metà esatta della gravidanza, a metà di questa strada che, ala fine, ci trasformerà da coppia in famiglia. E grazie a quello spavento la consapevolezza del fatto di essere pronti a quel passaggio ci è arrivata diritta al cuore.
Certo, avremo sempre dei dubbi, ci chiederemo sempre se stiamo facendo le cose nel modo giusto, ma adesso sappiamo di essere già una famiglia di tre persone, già dal momento in cui abbiamo saputo dell’esistenza di questa persona coraggiosa abbastanza da arrivare in mezzo a tutto questo casino a portare un po’ di luce.
Ti amiamo, Sisma.