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Questi sono i nomi vietati dalla legge che non puoi dare ai tuoi figli

I nomi dei bambini mettono in crisi migliaia di genitori, è una scelta importante che è persino tutelata in termini di legge. Sapevate che alcuni nomi sono vietati in Italia? Scopriteli con noi!

Il nome perfetto per i nostri bambini è sempre il frutto della più lunga ed estenuante ricerca che si possa compiere nella vita, a meno che non si abbiano le idee chiare e ad un nome non venga associata una persona particolarmente cara oppure un significato dal valore importante.

Vi ricordate, ad esempio, la strage di nomi dei personaggi delle Soap Opera? Negli Anni’80 spopolavano i nomi presi da Dallas, negli Anni ’90 quelli di Beautiful! Insomma una strage di J.R., Sue Ellen, Bobby, ma poi Ridge, Brooke, Clarke e Thorne.

Ma lo sapevate che, secondo la legge, ci sono nomi che non è possibile dare ai propri figli? Per alcuni si tratta di una vera e propria privazione della libertà, per altri un provvedimento sensato che porterà a risparmiare ai bambini, futuri adulti, motivi di imbarazzo, emarginazione e derisione o peggio ancora lo svilire dell’identità di un individuo.

La legge è intervenuta anche a seguito dell’aumento di bambini stranieri e della necessità di stabilire che ogni nome di un cittadino italiano debba essere espresso attraverso l’alfabeto italiano con un’ampia tolleranza verso quei nomi che riportino lettere non consone all’italiano eppure consentite ( quindi X,Y, W, J e K  comprese).

Il nome, in buona sostanza, può essere strano finché vi pare, ma non deve essere fonte di imbarazzo futuro.
Secondo voi si tratta di una tutela del nascituro oppure di una privazione della libertà dei genitori? Fateci sapere cosa ne pensate!

Ecco quali sono i nomi vietati!

1. NO allo stesso nome di mamma o papà, ma anche di fratelli e sorelle!

Fonte: Web
Fonte: Web

E qui più che di una limitazione della libertà si parla anche di una necessità burocratica ai fini della creazione di un sistema di identificazione personale, come il codice fiscale.
A qualcuno potrebbe andare bene questo provvedimento, considerando che alcuni dei nostri genitori hanno nomi che… ecco… non avremmo mai voluto vederci affibbiati!
Stessa cosa vale per i nomi di fratelli e sorelle, con la nota che specifica “purché siano viventi”. Non è nemmeno consentita la dicitura Junior, come invece accade negli Stati Uniti.

2. NO al cognome al posto del nome!

Fonte: Web
Fonte: Web

Per quanto siano o possano essere belli alcuni cognomi, forse questo aspetto della legge non è poi così criticabile, provate ad immaginare, se per vezzo dei vostri genitori vi foste chiamati con un bel cognome? A noi viene da pensare ai comici con le loro sparate esilaranti, però ecco, magari per un bimbo no.

3. NO a nomi ridicoli o vergognosi!

Fonte: Web
Fonte: Web

Non è facile capire che cosa si intenda per nomi ridicoli, sebbene verrebbe da pensare all’abbinamento volutamente ironico con il cognome, oppure un nome che susciti ilarità. La disposizione di legge considera ridicoli quei nomi che rimandano a handicap fisici oppure ingiurie o sfortuna.
Ad esempio, il tribunale di Genova ha reputato inammissibile il nome Venerdì: oltre a essere il nome del compagno di avventure di Robinson Crusoe, essendo il nome di un giorno della settimana, spesso legato alla sfortuna e a eventi funesti, potrebbe causare derisione o inferiorità. Stesso discorso per Mercoledì, complice anche la Famiglia Addams.

4. NO ai nomi per intero di personaggi storici!

Fonte: Web
Fonte: Web

Ecco, magari un bambino non sarebbe felicissimo di chiamarsi Adolf Hitler, Bin Laden o Josif Vissarionovich Stalin, Jack lo Squartatore, tanto per prendere ad esempio dei personaggi a caso dalla storia.

5. NO ai nomi della letteratura!

Fonte: Web
Fonte: Web

La stessa cosa che avviene con la storia avviene di pari passo con la letteratura. Dovrete rassegnarvi a non poter chiamare vostro figlio: Conte Dracula, Lord Voldemort, Giamburrasca, Grande Gatsby o Moby Dick. Per quanto riguarda i nomi più belli, siamo certe che con un po’ di impegno saprete scamparla!

6. NO ai nomi di fantasia!

Fonte: Web
Fonte: Web

Non vi potrete inventare un nome di sana pianta, per quanto possa essere bello, per quanto suoni a meraviglia con il vostro cognome, all’ufficio anagrafe vi daranno del filo da torcere! Anche i nomi dei cartoni animati sono inclusi nella classificazione fantasia, quindi, mettetevi il cuore in pace e sappiate che dovrete rinunciare a Pikachu, Lady Oscar, Puffetta, Lucky Luke o Obelix.

7. NO ai nomi da maschi alle bimbe e viceversa!

Fonte: Web
Fonte: Web

Non pensiamo ai nomi che comunemente sono ambivalenti, come Andrea – da lungo tempo sdoganato per entrambi i sessi – pensiamo a quelli ben più semplici. Non potrete però chiamare vostra figlia Jack e vostro figlio Maria (che al massimo può essere dato come secondo nome maschile, come da tempo usa).

8. NO a più di tre nomi!

Fonte: Dojo Donna
Fonte: Dojo Donna

Per chi ama esagerare e per chi ritenesse che tre nomi non fossero sufficienti sappiate che il limite dei tre nomi è di tipo anagrafico, mentre può essere superato per il sacramento del battesimo, sebbene secondo la legge italiana i nomi che seguono il terzo non abbiano validità legale.

9. SÌ ai nomi di paesi e continenti!

Fonte: Wikipedia
Fonte: Wikipedia

I nomi dei continenti sono meravigliosi, e ci sono stati sovrani che lo sono altrettanto, di sicuro sono nomi legati ad una valenza simbolica o magari un significato intimo e profondo: la legge viene incontro a questi nomi. Sì quindi ad Asia, India…

10. SÌ al nome Maria come secondo nome per i maschi!

Fonte: Web
Fonte: Web

Il nome Maria, dall’ebraico, sembra non avere un corrispondente maschile, anche perché l’illustre nome romano “Mario” non ha la stessa equivalenza. Quindi, storicamente, se un genitore voleva porre sotto la protezione della Vergine un proprio figlio maschio, non potendogli dare il nome, solo femminile, di Maria, poteva attribuirglielo come secondo nome. La legge consente ancora questo uso e il secondo nome Maria per i maschi: quindi sì a Carlo Maria, ma anche Gianmaria o Antonio Maria e a tutti gli altri.