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Quando e Perché Ricorrere al Parto con Epidurale?

L'epidurale è la pratica più diffusa e più richiesta dalle gestanti che si preparano ad affrontare il momento del parto: ma ci sono casi in cui è vietata? E quali sono le possibili complicazioni di cui in seguito le neo mamme possono soffrire? Si può richiedere anche con parto indotto? Questo articolo vi svela tutto quello che c'è da sapere sul parto con epidurale.
parto con epidurale
Fonte: Web

L’epidurale, o analgesia peridurale, è ormai la pratica anestetica più diffusa durante il parto, tanto che nei soli Stati Uniti almeno il 50% delle gestanti la richiede (americanpregnancy.org). Questa consente di bloccare il dolore in una determinata parte del corpo, distinguendosi perciò da una pratica di anestesia totale: in particolar modo, l’epidurale blocca gli impulsi nervosi a livello del midollo spinale inferiore, limitando perciò la sensazione di dolore nella parte più bassa del corpo.

I farmaci usati nella somministrazione dell’epidurale sono solitamente quelli usati in una qualunque anestesia locale, come la bupivacaina, la clorprocaina o la lidocaina. La procedura, estremamente semplice, consiste nell’inserire un catetere molto sottile a livello della parte lombare della colonna vertebrale, grazie a un ago che viene poi rimosso; proprio nel catetere passa l’analgesico, che viene dato alla gestante all’incirca ogni due ore, fino al momento della nascita del bambino, quando il tubicino si toglie definitivamente.

Naturalmente, ogni donna può decidere in ogni momento, anche in quello del travaglio e del parto, di ricorrere all’epidurale, ma occorre fare esami ben precisi e mirati durante la gravidanza, in particolar modo c’è bisogno di fare una visita anestesiologica negli ultimi mesi di gestazione e, a poche settimane dal parto,  anche una serie di esami del sangue che saranno senz’altro richiesti dall’anestesista, in particolare emocromo, tempo di protrombina e di tromboplastina parziale attivata; un’ottima opportunità per raccogliere tutte queste informazione è rappresentata dai corsi preparto, che prevedono anche l’incontro proprio con l’anestesista, pronto ad illustrare tutti gli aspetti del parto con epidurale.

Benché sia raro, in alcune circostanze non è possibile somministrare effettuare il parto con epidurale: in particolare, le donne che presentano malattie neurologiche della colonna vertebrale o patologie di coagulazione del sangue non possono farvi ricorso. Anche qualora si usino fluidificanti del sangue, si abbia un livello di piastrine basso, si presentino emorragie o stati di shock, infezioni a livello della schiena o del sangue, o si sia dilatate meno di 4 centimetri non è possibile richiedere il parto con epidurale.

Parto naturale e parto indotto con epidurale

parto indotto con epidurale
Fonte: Web

Come detto, l’epidurale può essere richiesta al proprio ginecologo in qualsiasi momento, anche in maniera molto anticipata rispetto al momento del parto, ma la prassi più comune è che le donne lo richiedano nel momento del travaglio; in taluni casi, ad esempio se la gestante soffre di diabete, miopia con precedente distacco della retina o ipertensione, può essere lo stesso medico a decidere di farvi ricorso, così da ridurre la minimo le possibili complicazioni.

Con l’epidurale la donna è comunque libera di muoversi, anche di camminare, se riesce, e soprattutto la sua sensibilità non diminuisce affatto, tanto da continuare a sentire le contrazioni uterine pur senza soffrirne; anche la forza muscolare non viene compromessa, e la partoriente ha la piena capacità di compiere gli sforzi espulsivi necessari per far nascere naturalmente il proprio bambino.

Anche qualora si sia in presenza di parto indotto, ovvero si superi di almeno due settimane la data prevista per la nascita e si debba perciò ricorrere ad una stimolazione dapprima manuale e poi eventualmente farmacologica,  si può comunque richiedere l’epidurale; la sola cosa che può differenziare il parto indotto da quello naturale rispetto alla somministrazione dell’epidurale sta nella lateralizzazione seguente al parto, ovvero nella sensazione di addormentamento di una parte del corpo maggiore rispetto all’altra, conseguenza naturale di un travaglio, e quindi di un’analgesia, prolungati.

Complicazioni del parto con epidurale

parto naturale e mal di schiena
Fonte: Web

Le complicanze più frequenti in seguito ad una epidurale sono assolutamente curabili e non dannose per la salute della futura mamma; una delle più frequenti è la cefalea, che compare tuttavia molto raramente (all’incirca nello 0,3-0,5% dei casi, tra le 3 e le 6 pazienti l’anno), tra le 24 e le 48 ore dopo il parto, e dura più o meno 15 giorni; conseguenza della puntura della dura madre, la parte più esterna e spessa delle meningi che avvolgono il cervello e il midollo spinale, si definisce “posturale” poiché è avvertito solo quando si sta in piedi, mentre scompare se ci si sdraia.

Anche la lombalgia è però un inconveniente piuttosto frequente nel percorso post-partum, sia che si tratti di parto naturale che di parto cesareo. Una percentuale di neo mamme compresa tra il 20 e il 40%, infatti, accusa un forte mal di schiena già a partire dalla prima settimana dopo il parto, ma la sua incidenza si esaurisce approssimativamente nel giro di meno di un anno. Come per la cefalea, cui è in qualche modo collegato, anche il mal di schiena ha carattere posturale, ma non necessita quasi mai di un trattamento farmacologico.

La scelta di ricorrere all’analgesia epidurale è tutta della donna che si prepara ad affrontare un momento importantissimo ed estremamente delicato come quello del parto, cui deve partecipare pienamente senza essere però sopraffatta dal dolore; qualora la futura mamma non riesca a vivere serenamente la propria condizione in vista del travaglio, non riuscendo a sopportare il dolore, deve sentirsi libera di poter ricorrere al parto con epidurale, che, in fondo, fornisce soltanto un semplice “supporto” per poter affrontare l’evento con la dovuta tranquillità, permettendole di dare alla luce un bambino in maniera del tutto naturale e spontanea.