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Il pediatra avverte: "Basta ossessione pulizia! Se cade me lo mangio. Il problema non è il pavimento ma..."

"Se cade il cibo per terra? Lo mangio lo stesso". È la provocazione di un pediatra: basta ossessione per la pulizia! O almeno, concentriamoci su ciò che è davvero sporco. Il pavimento, infatti, non è il problema peggiore: ci sono ambienti molto più sporchi, con cui veniamo a contatto anche mangiando...
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Dice la legge di Murphy: se la fetta di pane, burro e marmellata che stiamo mangiando cade a terra, cadrà certamente dalla parte imburrata. Se atterrasse dall’altro lato potremmo almeno recuperare la parte più golosa, ma la sfiga è destinata a vincere. Addio pane, addio burro e addio marmellata. Ormai sono spazzatura sul pavimento.

Ma sarà proprio vero che mangiare il cibo caduto a terra è sbagliato?

Certo, bene non fa. Ma c’è uno studio, pubblicato sul New York Times dal pediatra Aaron Carroll, che ci dice qualcosa in più: ci sono cose molto più sporche del pavimento di casa. Cose con cui veniamo a contatto ogni giorno, senza preoccuparcene poi più di tanto. Da qui nasce la provocazione del professore: “Se cade, me lo mangio lo stesso”. Per buona pace di Murphy.

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Prendiamo ad esempio la tavoletta del wc. Un oggetto che, si presume, dovrebbe essere un ricettacolo di batteri. In effetti, secondo gli studi condotti dal professor Carroll, in un pollice quadro (circa sei centimetri quadrati) si annidano 0,68 colonie di batteri. Che non sono poi tante, se consideriamo che in un pollice quadro del bancone della cucina se ne trovano 5,75.

Esatto: il ripiano della cucina contiene una quantità di batteri 8 volte superiore alla tavoletta del wc. Ed è proprio su quel ripiano che appoggiamo il pane e la frutta. Come si spiega una cosa del genere? Forse perché ci concentriamo maggiormente sulla pulizia del bagno, ritenendolo per sua natura un luogo particolarmente soggetto a sporcizia. Con la cucina siamo più tranquille.

Altri ricettacoli di batteri sono le mani (ebbene sì) e tutti i pulsanti che maneggiamo abitualmente per cucinare: del forno, della lavastoviglie, del microonde. Pensateci bene: mentre cuciniamo non ci laviamo le mani ogni due minuti, no? Ma premiamo quei pulsanti distrattamente, quasi senza accorgercene. In confronto, il pavimento non è poi tanto peggio.

(Tanto per chiarire: 5,75 colonie di batteri per pollice quadro vi sembrano tante? Allora questa notizia non vi piacerà: una spugna per piatti ne contiene 20 milioni. Le spugne formano un ambiente umido e caldo; il che, per i batteri, equivale a un resort a cinque stelle sulle spiagge di Bali. Occorrerebbe non solo lavarle bene, ma anche cambiarle spesso).

Il vero (e insospettabile) “nemico”: il frigorifero

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Tadan! Inaspettatamente, uno dei luoghi più sporchi della casa è anche quello in cui custodiamo i cibi. Tanto per cominciare, la maggior parte di noi non lo pulisce spesso. Non tanto quanto gli altri elettrodomestici, comunque.

Ma, soprattutto, il frigo è un terreno ad alto rischio di contaminazione tra cibi cotti e cibi crudi. E qui la pulizia dei ripiani c’entra in sé poco. Poco importa se sono splendenti: se non proteggete bene gli alimenti, i batteri dei cibi crudi passeranno alle pietanze cotte. E questo può succedere anche maneggiando coltelli e taglieri.

Cosa fare, quindi?

Il pediatra avverte: “Basta ossessione pulizia! Se cade me lo mangio. Il problema non è il pavimento ma…”
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Insomma, niente panico! Se persino un pediatra e professore universitario ci dice che non dobbiamo ossessionarci con la pulizia, allora probabilmente dobbiamo credergli. Iniziamo dal frigorifero: meglio proteggere adeguatamente i cibi, per evitare lo scambio di batteri. Tenerli dunque ben separati, possibilmente anche coperti. Il rischio è anche per gli alimenti cotti, che a temperatura ambiente rischiano quasi quanto quelli crudi.

E per quanto riguarda la pulizia? Per il frigo basta una volta a settimana, con acqua calda e aceto. Maggiori precauzioni vanno usate con i taglieri, specie se in legno: per loro acqua bollente o, meglio ancora, la lavastoviglie. Non dimentichiamoci del bancone della cucina e dei pulsanti degli elettrodomestici (specialmente il forno). E, come abbiamo detto, attenzione alle spugne. Tanto dovrebbe bastare a garantirci un adeguato livello di igiene.

E se ci cade il boccone a terra? Beh, si sa: c’è sempre l’infallibile formula magica della nostra infanzia, soffiarci sopra. Da piccole l’abbiamo fatto tutte. Per cui, se doveste “pizzicare” i vostri bimbi a fare lo stesso… per una volta lasciate correre.

PS: vi sentite stanche anche solo a pensare di pulire il frigo una volta a settimana? Allora questa gallery fa per voi.