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"Perché il dolore post partum è un tabù di cui i medici non parlano?"

Il parto è un'esperienza meravigliosa ma porta anche molti dolori fisici. Perché i medici non avvisano e non ci dicono a cosa andiamo incontro?
dolore post partum
Fonte: instagram.com/jopiazzaauthor

Il dolore post partum purtroppo è molto comune e come se non bastasse tutto il dolore fisico, spesso viene minimizzato o addirittura ignorato dai medici che invece dovrebbero seguirci e starci accanto. Il parto, nonostante le mille controversie riguardo quale sia meglio fra quello cesareo e quello naturale, è un momento bellissimo e i primi giorni da mamma sono indescrivibili.

Il dolore post partum però può manifestarsi ed è bene avere al nostro fianco un medico competente che sia in grado di seguirci e capirci. Purtroppo anche i medici donna spesso sono insensibili a questo tipo di dolore. Ma vediamo assieme l’esperienza di Johanna Piazza, scrittrice che ha raccontato a Cosmopolitan com’è stato per lei vivere il dolore post partum.

 

Il medico non mi crede

“Hai appena avuto un bambino, è normale che tu stia male.” così mi ha detto un medico a tre giorni dal parto. “Non è normale, sto sanguinando da dove faccio pipì.” Ho insistito.
“Stai sanguinando dalla vagina, hai appena avuto un bambino.” Non ha nemmeno controllato, mi ha fatta sentire come se stessi sprecando il suo tempo prezioso. Il dolore era talmente forte che ho dovuto vedere il primo medico disponibile e durante la gravidanza non ho mai avuto un ginecologo fisso.
“Conosco la differenza tra l’uretra e la vagina, se così non fosse avrei infilato tamponi, per non parlare di altre cose, nel buco sbagliato.” Ho insistito perché testasse la mia urina e quando l’ha fatto ha scoperto ciò che io sapevo già: avevo una grave infezione urinaria, causata dal catetere che è stato infilato durante l’epidurale.

Ero in uno dei migliori sistemi medici del mondo, in una delle città più progressiste d’America e avevo l’assicurazione sanitaria. Parlando con altre donne ho scoperto che accade molto spesso che il dolore post partum sia sottovalutato. In America le donne muoiono per complicanze dovute al parto più che in ogni altro paese civilizzato e le ferite post partum passano inosservate anche per anni!

Il medico che non avvisa

post partum
Fonte: web

Johanna è stata rilasciata dall’ospedale 36 ore dopo il parto e nessuno le ha detto in che complicanze avrebbe potuto imbattersi. Tra le tante troviamo costole scheggiate e ossa pelviche scheggiate, incontinenza continua, perdita di liquido spinale, infezioni uterine e labbra gonfie che rendono impossibile sedersi.
La scrittrice è tornata a casa dopo aver partorito il suo primo figlio e non sapeva cosa aspettarsi o cosa chiedere. Dice di aver pensato (erroneamente) che i medici le avrebbero detto cosa aspettarsi o come comportarsi. Non hanno parlato di emorroidi, contrazioni durante l’allattamento, dolore simultaneo di vagina e utero o capezzoli sanguinanti. Questi sono normali sintomi post partum.

“Nessuno ha controllato i punti prima che io lasciassi l’ospedale, ho pensato di controllarmi da sola utilizzando uno specchietto da make-up, ma appena ho sentito il sangue e il tessuto gonfio ho lasciato perdere, troppo spaventata. A sei settimane dal parto mi è stato fissato l’appuntamento per controllare i punti. Tornata a casa sapevo come prendermi cura di mio figlio, sapevo come cambiargli un pannolino, sapevo come lavarlo, come fargli fare il ruttino e tutto il resto. L’unica cosa che non sapevo era come prendermi cura di me stessa. Nessuno mi aveva dato istruzioni su come tenere pulita l’area dei punti.

Ho pianto ogni giorno per le prime settimane dopo la nascita di mio figlio, in internet dicevano tutti fosse normale. Non piangevo per la depressione, piangevo per i dolori che sentivo ogni volta che cambiavo mio figlio o che facevo le scale. Non ero fisicamente pronta a prendermi cura di lui e mi sono sentita una cattiva madre.

È necessario dare maggiori attenzioni alle neo mamme

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Fonte: web

Johanna ha “risolto” la situazione affidandosi ad un gruppo di mamme conosciute online. Internet però non sempre da le giuste informazioni e soprattutto voi in Italia per favore non affidatevi ai gruppi “pancine” e vari che potete trovare online. Il web dà la parola a tutti e questo può generare informazioni fuorvianti e credenze totalmente sbagliate.

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Johanna è stata fortunata e ha trovato un gruppo di donne che sapevano di cosa stavano parlando e l’hanno aiutata molto. Ma una madre non dovrebbe aver bisogno di cercare aiuto sul web. Se il vostro ginecologo non vi ascolta o minimizza voi cambiatelo e rivolgetevi ad altri specialisti. Il parto è già abbastanza complicato, non c’è bisogno che anche la fase post parto lo sia!