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Cosa sono le ragadi al seno e quali sono i modi migliori per prevenirle e curarle?

Uno dei disturbi più frequenti del post-parto è rappresentato dalle ragadi al seno, che possono comparire durante l'allattamento. Benché non abbiano conseguenze rilevanti sul piano della salute, sono molto dolorose per la mamma, ma prevenirle o curarle non è affatto difficile.
ragadi al seno

Durante l’allattamento uno degli inconvenienti più frequenti a cui una mamma può andare incontro è rappresentato dalle ragadi al seno, non preoccupanti dal punto di vista della salute ma estremamente dolorose.

Le ragadi al seno non sono altro che tagli, spesso anche piuttosto profondi, o abrasioni che possono comparire sul capezzolo già a partire dal secondo o terzo giorno del post-parto, se la mamma allatta naturalmente il neonato, e la causa scatenante a cui si deve principalmente la loro comparsa è una errata posizione del bambino durante la suzione. Molto spesso l’attacco è sbagliato per via di determinate caratteristiche anatomiche della madre, come ad esempio i capezzoli rientranti, oppure del bambino, quando, ad esempio, presenta un frenulo linguale troppo corto che non gli permette, come dovrebbe essere, di aderire correttamente non solo al capezzolo ma anche all’areola, in modo da evitare uno stress troppo forte a quella zona.

Le ragadi tendono a sanguinare con facilità, e ciò potrebbe naturalmente portare anche all’ingestione di una piccola quantità di sangue da parte del piccolo, cosa di cui comunque non ci si deve preoccupare assolutamente; le ragadi non sono affatto un impedimento alla prosecuzione dell’allattamento, semmai causano fastidi alla mamma e, se non adeguatamente curate, possono anche portare all’insorgenza di mastiti.

Ma in che modo una donna può accorgersi di avere le ragadi al seno?

I principali sintomi delle ragadi al seno

ragadi al seno sintomi

Nei primissimi giorni seguenti al parto è naturale avvertire un po’ di dolore nella zona che circonda il capezzolo, per via della forte sollecitazione a cui è sottoposto all’inizio dell’allattamento; tuttavia, generalmente la sensazione tende ad alleviarsi nel corso della poppata, fino a sparire definitivamente nel giro di pochi giorni.

Ma quando i capezzoli cominciano a bruciare, e si notano piccoli tagli più o meno sanguinanti alla base degli stessi, allora probabilmente il problema sono proprio le ragadi. E bisogna prestare molta attenzione affinché questi taglietti non vengano a contatto con batteri che sono i principali responsabili della mastite.

In realtà prevenire le ragadi al seno è davvero molto semplice, perché si tratta sostanzialmente di imparare ad attaccare il bambino durante la poppata nella posizione corretta. Anche qualora ci si dovesse accorgere di soffrirne, comunque, i rimedi per combatterle sono altrettanto facili.

Prevenzione e rimedi per le ragadi al seno

ragadi al seno come curarle

Le regole di base per prevenire la comparsa delle ragadi al seno sono davvero molto chiare, poche ed estremamente facili.

  • Già prima del parto, a partire da qualche settimana prima, potete iniziare a massaggiare il seno con oli (indicatissimo quello di mandorla, usato anche per prevenire le smagliature), utili a rendere la pelle maggiormente elastica
  • È fondamentale far adottare al bambino la giusta posizione per attaccarsi al seno prima della poppata: innanzitutto è indispensabile che la bocca aderisca perfettamente non solo al capezzolo ma anche all’areola; importante è anche cambiare frequentemente la posizione del neonato, per non sollecitare esclusivamente una zona del seno, e non lasciarlo attaccato per più di dieci minuti. Al termine della poppata dovete prestare molta attenzione a staccare il bambino con dolcezza al fine di evitare traumi.
  • L’igiene è molto importante: curare l’igiene del capezzolo è davvero cruciale. Un ottimo consiglio è lavare almeno un paio di volte al giorno i seni con acqua tiepida, mentre sono da evitare detergenti e saponi, che non solo possono risultare irritanti, ma potrebbero anche “confondere” il bambino nascondendogli il vostro odore. Dopo il lavaggio, ma anche dopo la poppata, è importantissimo asciugare bene il seno, tamponando la zona e non strofinandola; per aiutarvi potete usare anche il getto caldo di un phon, soprattutto durante l’inverno.
  • Non vergognatevi di tenere il seno all’aria: occorre prestare un’attenzione particolare anche alla scelta dell’abbigliamento, evitando magliette o reggiseni troppo stretti, e prediligendo indumenti traspiranti di cotone; sono invece sconsigliati il pizzo e gli altri materiali sintetici che possono irritare ulteriormente la zona. Appena potete, poi, fate respirare il seno, magari lasciandolo scoperto per una decina di minuti subito dopo la fine della poppata, ed aiutandovi, se necessario, con delle coppette assorbilatte, che tuttavia devono essere cambiate frequentemente per non lasciare il seno a contatto con il bagnato troppo a lungo.

Se invece soffrite già di ragadi, massaggiare il capezzolo con una goccia del vostro latte potrebbe alleviare il fastidio, ammorbidendo la zona irritata e agevolando il processo di cicatrizzazione delle ferite. Recentemente sono stati rivalutati i paracapezzoli in argento come ottimo metodo per contrastare le ragadi, dato che l’argento è un potente antibatterico; questi vanno indossati sotto il reggiseno, aderenti alla pelle, dopo ogni poppata. Altri modi consigliabili per curare le ragadi sono la lanolina, una crema piuttosto oleosa da spargere su capezzolo e areola, oppure le tinture di calendula, dal potere lenitivo e cicatrizzante.