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Roma caput mundi

Monica e Sismarianna si trovano a Roma e fanno qualche considerazione sulla città più bella del mondo.

162esimo giorno di gravidanza

Sono a Roma, per seguire un corso di formazione. Sola.
Mi sveglio gni notte arrabbiatissima perchè non trovo mio marito nel letto e poi riaddormentarsi è un problema, perchè Sismarianna balla la rumba. Forse le manca papà.
Per lo meno la fortuna di essere circondata da persone molto carine, quasi tutte sclerate almeno quanto me, insegnante compresa. Fortuna non da  poco, se considerate che è un corso da 8 ore al giorno e, passando tante ore insieme, risulta inevitabile che il mio carattere…hem…particolare venga fuori.
Arianna partecipa attivamente alle giornate e alle lezioni, tirando calci rotanti alla Chuck Norris, perfettamente visibili fin dall’esterno. Le persone attorno a me sembrano essere irresistibilmente attratte da questo fenomeno e mi ritrovo spesso con qualche manina sulla pancia. La cosa non mi dà affatto fastidio, purchè sia una mano che piace anche a Sismina, che in caso contrario si mette a battere furiosamente sulla “parete”, da bravo vicino incavolato.


Due cose su Roma.
La prima: mi piace. C’è una bella aria, sto bene, mi sento molto, ma molto meno stanca del solito nonostante l’intenso lavoro degli ultimi giorni.
La seconda: mamma mia come si mangia bene!
Io non avevo mai assaggiato la cucina romana, ma una lettrice di Roba da Donne (posso citarti vero Isabella?) sapendo che sarei venuta qui mi ha invitata a cena. Mi si è aperto un mondo.
Ho assaggiato un organismo evidentemente riottoso, astutamente travestito da pasta, di nome “bucatino”. Il sapore è paradisiaco, ma, accidenti, devi riuscire a vincere la battaglia e mangiarli prima che loro mangino te! I miei si ribellavano picchiandomi su tutta la faccia e inondandomi di sugo, ma dopo aspra battaglia ho riportato una schiacciante vittoria.
Ho finalmente risolto anche uno di quei misteri che attanagliano l’umanità. Voglio rendervi partecipi della scoperta: l’animale che si nasconde, ormai da anni, sotto il falso nome di “abbacchio” è un agnello molto giovane. E, oserei dire, molto gustoso (mi perdonino i vegetariani).
Detto ciò, domani riabbraccerò mio marito. Non vedo l’ora. Stare senza di lui per sei giorni è stato come essere privati di metà del cielo.