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SIDS, la morte in culla: ecco quali sono i comportamenti da osservare per prevenirla

Uno studio recente punta il dito sulle alterazioni di alcuni neurotrasmettitori per dare una spiegazione alla SIDS. Ai genitori, si consiglia di osservare alcune regole per prevenire la morte in culla.
SIDS, la morte in culla: ecco quali sono i comportamenti da osservare per prevenirla

Quando si diventa genitori si iniziano ad avere mille paranoie, alcune infondate altre realistiche: si teme che al neonato possa succedere qualcosa di irreparabile, all’improvviso, senza che nessuno possa farci nulla per porvi rimedio. Anche se è consigliabile vivere l’esperienza della maternità e della paternità in totale serenità, è risaputo che i bambini appena nati possono incorrere in complicazioni tipiche delle loro tenera età. Tra queste, quella più nota e temuta dai genitori è la SIDS. Come si legge sul sito SIDSITALIA: “La SIDS, Sudden Infant Death Syndrome, comunemente conosciuta come “morte in culla”, è stata definita come entità nosologica a sé stante nel 1969. Questo è il nome dato alla morte improvvisa ed inaspettata di un lattante apparentemente sano, che rimane inspiegata anche dopo l’esecuzione di un’indagine post-mortem completa, comprendente: l’autopsia, l’esame delle circostanze del decesso e la revisione della storia clinica del caso […]È una morte che si verifica rapidamente, durante il sonno, sia di giorno che di notte, sia in culla che nel passeggino, sia nel seggiolino della macchina che in braccio ai genitori, senza segni di sofferenza”.

Uno studio condotto dal Boston Children’s Hospital e pubblicato sulla rivista Pediatrics, ipotizza una possibile causa: un problema ad alcuni neurotrasmettitori che impediscono al bambino di svegliarsi in situazioni pericolose. Gli studiosi hanno analizzato campioni del cervello di 71 bambini morti per presunta Sids tra il 1995 e il 2008. Alcuni di loro erano stati posizionati in condizioni poco sicure (ad esempio a faccia in giù) mentre gli altri sono deceduti pur trovandosi in posizioni sicure. In tutti i casi sono state trovate alterazioni nei livelli di alcuni neurotrasmettitori, dalla serotonina ai cosiddetti recettori Gaba. “Queste sostanze  – commentano gli autori della ricerca – controllano respirazione, ritmo cardiaco, pressione e temperatura e in questo caso impediscono ai bambini di svegliarsi se respirano troppa anidride carbonica o il corpo diventa troppo caldo. Le regole per una corretta messa a letto restano quindi fondamentali, per evitare di mettere i bimbi in situazioni a rischio asfissia da cui non sono in grado di difendersi”.

Ma quali sono le posizioni sicure in cui un bambino deve addormentarsi o comunque i giusti comportamenti da osservare? Sul sito SIDSITALIA troviamo alcune regole che i genitori dovrebbero mettere in pratica e che aiutano a prevenire la SIDS:

  •  Nanna sicura: la posizione più idonea per dormire è quella sulla schiena, su materasso rigido e senza cuscino, è inoltre importante che il bambino dorma nella stessa stanza, ma non nello stesso letto dei genitori.
  • Non fatelo fumare: durante la gravidanza e quando è nato, non fumate e non tenete il bambino in ambienti dove si fuma.
  • Fresco è meglio: non copritelo troppo, non avvolgetelo stretto nelle coperte, tenetelo lontano da fonti di calore: la temperatura ideale è di 18-20° C, se ha la febbre può aver bisogno di essere coperto di meno, mai di più.
  • Il succhiotto: anche l’uso del succhiotto durante il sonno può ridurre il rischio di SIDS, è tuttavia importante introdurlo dopo il primo mese di vita, non forzare se il bambino lo rifiuta, se lo perde non va reintrodotto, evitare di immergerlo in sostanze edulcoranti, sospenderne l’uso entro l’anno di vita.
  • Elettrocardiogramma: il prolungamento dell’intervallo “QT” è un’alterazione evidenziabile con un semplice elettrocardiogramma, che è associata ad un aumento del rischio di SIDS. Ai genitori che desiderino effettuare questo esame ricordiamo di farlo dopo la terza settimana di vita.