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Annalisa Minetti: "La gravidanza è uno stato di grazia, ma quegli aborti non si dimenticano"

Annalisa Minetti, una donna dalle mille vite che oggi è in attesa della sua seconda bambina, ma non dimentica il dolore per gli aborti spontanei subiti. "A un figlio non si dice mai addio", racconta.

Annalisa Minetti: “La gravidanza è uno stato di grazia, ma quegli aborti non si dimenticano”

Annalisa Minetti: "La gravidanza è uno stato di grazia, ma quegli aborti non si dimenticano"
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L’abbiamo vista sul palco dell’edizione 2017 di Tale & Quale Show, su Raiuno, impegnata in ogni puntata a vestire i panni di artiste importantissime, da Celine Dion a Mia Martini; l’ennesima vita vissuta da Annalisa Minetti, che si è riscoperta ottima imitatrice dopo essere stata una finalista nell’edizione di Miss Italia del 1997, vincitrice della sezione Giovani Proposte a Sanremo nel ’98, e medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Londra del 2012, nei 1500 metri. Una di quelle persone che non si fanno fermare da nulla, neppure dalla disabilità che l’ha colpita lentamente, da quella retinite pigmentosa diagnosticata a 18 anni e che, nel tempo, essendo una malattia genetica destinata a peggiorare, non ha lasciato scampo alla sua vista.

Anche senza la vista, però, Annalisa è riuscita a fare qualsiasi cosa abbia voluto, è una donna dinamica, attiva, con molti interessi e altrettante passioni; e, proprio sul palco del programma condotto da Carlo Conti, abbiamo lentamente visto crescere il suo pancino. Già, perché Annalisa darà una sorellina al primogenito Francesco, di 9 anni (nato dal primo matrimonio con il calciatore Gennaro Esposito), il cui nome sarà Elena Francesca.

È il nome di mia suocera“, spiega Annalisa, che dal 2016 è moglie di Michele Panzarino, ricercatore scientifico che si è occupato della sua riabilitazione dopo un infortunio atletico. L’ennesima esperienza, quella della maternità a 40 anni, in cui la Minetti si è lanciata con entusiasmo, con curiosità, con aspettative e maturità diverse rispetto alla prima gravidanza. Ma non troppo.

La mia testa, intanto, non si ricorda che ho compiuto 40 anni – racconta Annalisa intervistata da Vanity Fairmio marito ripete sempre che ho uno scompenso tra la testa e il fisico. A parte questo, non c’è più l’incoscienza della prima volta, anche se di quella gravidanza non ricordo quasi nulla. Mi ricordo, però, bene il parto: molto faticoso e lungo. Ma per una donna che vuole davvero vivere quel momento, il parto naturale è la cosa più bella in assoluto. Sai che soffri, ma lo fai per una cosa meravigliosa. Almeno una volta nella vita andrebbe provato. La seconda volta? Beh, benvenuta, se si può, epidurale“.

Sì, il traguardo dei 40 anni, tagliato il 27 dicembre 2016, non ha scalfito per nulla l’animo battagliero e naturalmente positivo di Annalisa; non lo hanno fatto ben altre avversità della vita, di cui la cantante ha parlato a Vanity Fair, tra cui l’esperienza, dolorosissima, di più aborti spontanei. Un dolore che Annalisa è riuscita ad accettare grazie alla fede, e al percorso psicoterapeutico intrapreso con un professionista, conosciuto a maggio, in seguito all’ennesima esperienza devastante, con cui adesso sta definendo un protocollo, da applicare negli ospedali, per tutte le madri che dovessero trovarsi a vivere una situazione del genere. Altra prova della grandissima generosità di Annalisa, che in questo modo spera di aiutare altre mamme sfortunate.

Anche se, ammette, a un figlio non si può mai davvero dire addio: “L’aiuto di questa persona mi ha spiegato che a un figlio non si dice mai davvero addio. Resta dentro di te. Poco tempo fa, insieme alla mia famiglia, sono stata in visita al santuario di Padre Pio. Lì, osservando il quadro di una santa circondata da tantissimi bambini, ho immaginato che tra quelli ci fossero anche i miei tre bambini mai nati. Inoltre, ho imparato che il dolore di un aborto non è solo della donna. Spesso diamo per scontato che l’uomo che si ha accanto non soffra, invece nel silenzio anche lui patisce il non arrivo di un figlio. E magari non avendocelo mai avuto in grembo, può stare male ancora di più“.

In fondo, Annalisa è dell’opinione che si soffra di più per ciò che non si conosce, come è successo ai suoi genitori per quanto riguarda la sua cecità: ” Ho pensato a cosa hanno provato quando gli hanno detto che avrei perso la vista. Non vedere è una cosa che non si può nemmeno lontanamente immaginare, io so cosa significa e cosa si prova. Loro, invece, no e mi amano. Per questo mi sono sempre detta: devo dare a mio padre e a mia madre la sensazione di stare bene, perché loro di sicuro stanno peggio di me. Più si cresce, più si diventa genitori dei propri genitori. Inoltre, il dolore a volte è peggio immaginarlo, piuttosto che viverlo“.

Fra le tante attività di Annalisa, c’è anche quella di scrittrice: due sono le fatiche letterarie pubblicate, Io rinasco, pubblicato nel maggio 2017, e un dizionario motivazionale, il cui lancio è previsto per l’inizio del 2018, che ruota intorno a 12 parole fondamentali, fra cui una è senza dubbio equilibrio.

Io l’ho trovato quando ho permesso al dolore di buttarmi a terra e di passarmi sopra. Nel momento in cui mi sono alzata, ho capito cos’è che dà equilibrio: l’accettazione. Prima per anni avevo negato il mio dolore, provavo solo rabbia.

Adesso man mano che le cose seguono il loro percorso, man mano che la mia patologia arriva a conclusione, io sono serena. Anche se so che un giorno non potrò vedere nemmeno la luce.

E questo non vale solo per la malattia. Per esempio, non succederà mai, ma se dovessi separarmi so che quel dolore passerà. Non è infinito“.

Infinita, invece, è la gioia per l’arrivo della piccola Elena, che oggi, incinta di cinque mesi, Annalisa aspetta con ansia e ritrovata serenità, accanto a un marito che dice, sarà sicuramente un papà meraviglioso, un figlio da continuare a crescere e, ovviamente, i suoi mille progetti da portare avanti.

 

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