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"Prima di insultarmi per aver postato questa foto di mio figlio, ascoltatemi"

Una mamma posta la foto del figlio malato di cancro in un commovente post su Facebook: "Non giudicate, leggete quello che ho da dire. È la mia vita".

La prima cosa importante da chiarire è che il ragazzino rappresentato in questa foto ora sta meglio. Una notizia gioiosa, sì, ma che non toglie l’importanza di questa immagine e il messaggio di colei che ha voluto denunciare la battaglia silenziosa di questo bambino. Ci sono cose che spaventano, è inutile negarlo. Cose di cui si conosce l’esistenza, cose di cui abbiamo la consapevolezza che ci siano, ma che preferiamo ignorare, che non vogliamo ci siano sbattute in faccia senza edulcorazioni, senza filtri.

Per paura, forse, per la reazione emotiva che la visione di certe cose può avere su di noi, per il fatto che vedere con i tuoi occhi il problema ti imponga di comprendere che quello esista davvero. Perché un conto è sapere, un conto è avere la percezione viva e impietosamente cruda delle cose. È un po’ lo stesso principio del dire “Sì, quello può succedere, ma non capiterà mai a me, perché dovrebbe?“.

Non ci crediamo davvero, e non ci piace neppure che qualcuno voglia obbligarci a crederci mostrandoci le prove più evidenti dell’esistenza di quella cosa. Così, quando accade, scatta la rabbia, lo scandalo, lo sdegno, perché dopo tutto sembra che di certi argomenti è meglio che si parli, si pontifichi, purché non ce lo facciano vedere.

Ma non tutti sono d’accordo nel voler sottostare a questo velo di omertà volontaria, che potremmo anche vedere come una forma di auto difesa, per cui certe cose diventano tabù: mostrare un figlio nato morto, o una persona malata di cancro, colpisce allo stomaco con la stessa potenza di un pugno, ma anche questo fa parte della vita, e c’è chi vuole dimostrarlo.

Tutto era cominciato 8 mesi fa, il 20 febbraio 2017: una mamma, Jennifer Medinger, aveva infatti scritto un bellissimo post sulla pagina Facebook Love What Matters, spiegando cosa significava, per lei, la foto che aveva deciso di condividere. Una’immagine terribile, drammatica, molto triste, anche ora che sappiamo già il finale della vicenda. Era il 28 settembre 2012 quando a Drake Medinger fu diagnosticata la leucemia: dopo averla superata una volta, la malattia si è presentata nuovamente e ancora più aggressiva di prima.

Per coloro che lottano contro il cancro o stanno attraversando la chemioterapia. Per chiunque attraversa questa terribile malattia. Sta per diventare reale, molto duramente e velocemente. L’immagine che sto condividendo è di questa mattina, e prima di urlare e piangere ‘Perché stai postando una sua foto in pannolino, è indecente’, bene, sappiate che: 1. non si vede più di quanto si vedrebbe con un costume da nuoto, e 2. perché la vita non è sempre politicamente corretta e bella, è reale. La vita non è bella, e il cancro distrugge una persona.

Questa accadeva questa mattina, dopo aver portato Drake in bagno. Sì, con un pannolino, perché il 75% delle volte non riesce a controllare le sue abitudini corporee. Questo è il suo essere pelle e ossa, perché devo pregarlo di mangiare almeno un fagiolo verde per cena, o di bere una tazza di acqua durante il giorno. Questo è avere tuo figlio che dorme con te durante la notte, perché ha paura che gli possa accadere qualcosa e di essere solo, e con qualcosa intendo morire.

Questo è avere le conversazioni di mezzogiorno con un ragazzo di dieci anni, che ti chiede, se muore, se andrà in paradiso e vedrà suo padre, e sarà in grado di parlare e giocare con lui. Questo è vederlo troppo debole per uscire dal letto, o camminare, e aver bisogno di essere trasportato o messo su una sedia a rotelle. Questo è lui che si addormenta mentre qualcuno gli sta parlando, perché è troppo esausto.

Questo è lui, che getta via ogni medicinale che gli do ed è disidratato perché il suo stomaco è vuoto, eccetto che per il cucchiaio di yogurt che gli ho appena dato con le sue pillole. Questo perché ha dovuto prendere 44 pillole di chemio la settimana scorsa, in un arco di 24 ore. Questo è lui che mi dice: ‘mamma, non lo farò’.

Questo è lui che non vuole essere toccato, perché fa troppo male e usa la morfina per passare la sua giornata. Questo è lui che mi ha detto che è spaventato e pensa che non vedrà il suo 11° compleanno. Questi siamo lui e io, che gli dico che continuerò a combattere per lui quando non potrà. Questi siamo io e lui, e il nostro mondo.

Questo è lui, Drake, Stinky Joe, tutto il mio mondo. Dal momento in cui ho scoperto di essere incinta fino all’eternità, è stato la mia ragione di vita. Lui è il mio sorriso, il mio amore, il mio battito cardiaco. Lui è anche le mie lacrime, il dolore del cuore, le mie vesti. Lui è la mia vita.

In fondo, come diceva Luigi Pirandello:

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi i miei dolori, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.

È tutto ciò che voleva questa mamma. Non essere giudicata, ma sperare di essere capita poiché quella rappresentata in quello scatto era la difficile, terribilmente dura, vita che lei e suo figlio vivevano ogni giorno. Oggi, 8 mesi più tardi da quell’immagine di denuncia, come anticipato nelle prime righe dell’articolo, Drake Medinger sta meglio ed è proprio la pagina Facebook della donna a mostrarlo:

Il ragazzino appare felice e sorridente nell’immagine del profilo della pagina mentre tiene in mano un’enorme cornice di cartone, con la scritta #noonfightsalone, il nome di un progetto portato avantu dal Texas Children’s Hospital in occasione del National Childhood Cancer Awareness Month.

Durante questi lunghi mesi, la famiglia del ragazzino ha anche lanciato una campagna di crowdfunding su You Caring al fine di raggiungere una cifra pari a 10mila dollari per saldare le spese mediche di Drake.

Dopo settimane costellate di entrate e uscite dall’ospedale, secondo quanto dichiarato nella pagina ufficiale di You Caring, il ragazzo è stato dimesso il 18 luglio 2017 anche se continua tuttora le cure e la chemioterapia di mantenimento al fine di prevenire una terza ricaduta. In questi ultimi mesi, ha anche dovuto cominciare una terapia di steroidi che spesso gli causa sbalzi d’umore. Nonostante ciò, la leucemia non ha vinto.

È determinato, non si arrende. […] Ha combattuto nel corso di questo ultimo anno contro il suo tumore recidivo, ora possiamo finalmente respirare. La vita è cambiata, ma in meglio.

Ha dichiarato la madre sempre nel sito internet.

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