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Come e perché conservare il latte materno

Non tutte le mamme che allattano naturalmente possono passare 24 ore con il proprio bambino; per molte di loro, la conservazione del latte è una vera manna dal cielo, che non fa perdere l'opportunità al neonato di ricevere comunque il latte materno. Vediamo come si conserva efficacemente il latte e, soprattutto, per quanto tempo.
come conservare il latte materno
Fonte: web

Anche se ogni mamma vorrebbe godersi il momento dell’allattamento al seno il più a lungo possibile, essendo questa un’occasione irripetibile per instaurare un legame ancora più profondo e intimo con il proprio bambino, molto spesso e per le più disparate ragioni questo non può accadere: può, ad esempio, presentarsi l’eventualità per una mamma di dover lasciare il neonato per un determinato numero di ore, oppure ci può essere la fine del congedo di maternità, con conseguente rientro al lavoro. Per questi motivi, ma anche per altri che vedremo in seguito, può sovente risultare necessario raccogliere il latte materno e procedere alla sua conservazione, per somministrarlo al piccolo in un secondo tempo.

Come abbiamo spiegato, la conservazione del latte materno è utile soprattutto per le mamme che non hanno l’opportunità di stare tutto il giorno con il bambino ma desiderano comunque continuare ad allattarlo naturalmente, ma questa è una soluzione che talvolta viene adottata anche per stimolare l’aumento di una maggiore produzione di latte, proprio per aiutarne l’avvio e il seguente mantenimento. In questo caso, la raccolta del latte avrà tre distinti obiettivi, a seconda della capacità del neonato di poppare: potrà, infatti, stimolare il seno “inducendolo” a produrre una maggiore quantità di latte (e in questo caso sarà sufficiente raccoglierlo per pochi minuti al termine della poppata), stimolare la quantità di latte utile alle eventuali integrazioni per raggiungere il quantitativo stabilito (il che richiede una raccolta più lunga), oppure svuotare completamente il seno nel caso di una sostituzione totale della poppata.

Ci sono due modi diversi per raccogliere il latte: si può eseguire la cosiddetta spremitura manuale, che consiste nello stimolare la di fuoriuscita del latte con dei massaggi delicati e circolari sul seno e sul capezzolo, oppure ci si può aiutare con l’utilizzo di un tiralatte. Una volta raccolto, il latte può essere conservato in contenitori appositi e per diverse ore: vediamo come.

Come conservare il latte materno

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Fonte: web

Prima di tutto è molto importante capire quali siano i contenitori migliori per conservare il latte materno: bisogna scegliere dei contenitori in plastica o in vetro, che sia possibile chiudere e che siano semplici da lavare. Diversi studi hanno cercato di capire se fosse meglio usare l’uno o l’altro, ma in realtà entrambi i materiali hanno pregi e difetti che si compensano, perciò potrete tranquillamente utilizzare quello che vi risulta maggiormente comodo. A dispetto di quanti molti credono, non sarà necessario sterilizzarli, ma sarà sufficiente lavarli con cura con acqua calda e sapone e poi risciacquare con abbondante acqua calda.

Anche la capienza dei recipienti varierà, e dipenderà dall’uso che fate del latte tirato. Se il latte vi serve solo per “emergenze” è preferibile utilizzare contenitori piccoli, circa 50 ml, per evitare sprechi. Se invece è per alimentare regolarmente un bambino, come nel caso di una mamma che rientra al lavoro, allora sarà più consigliabile usare contenitori più grandi, come quelli da 100 ml 0 200 ml, anche in base all’appetito del vostro bambino, perché l’eventuale residuo potrà comunque essere utilizzato alla poppata successiva. Il latte raccolto potrà essere somministrato con un cucchiaino, o una siringa, mentre, soprattutto all’inizio, è preferibile evitare l’uso del biberon, per ridurre il rischio che il bambino si confonda con due differenti tecniche di suzione; è comunque molto importante utilizzare una tettarella con un piccolo foro, in modo che il flusso sia lento.

Dove si conserva il latte materno e per quanto

dove conservare il latte materno
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A meno che il latte raccolto sia usato nell’arco di breve tempo, esso dovrà essere congelato, e sul contenitore sarà apposta un’etichetta che riporta la data del tiraggio, di modo che, quando sarà necessario usare il latte, si prenderà il contenitore con la data più vecchia. Potrete usare lo stesso contenitore per mettervi il latte di più sessioni di tiraggio o spremitura, a patto però che avvengano nel giro di 24 ore. Ad esempio se si estraggono 20 ml al mattino, 40 ml al pomeriggio, 30 ml la sera e magari altri 30 ml la notte, si possono mettere questi 120 ml totali in un unico contenitore: l’unica accortezza da seguire è quella di raffreddare il nuovo latte appena tirato prima di aggiungerlo a quello già presente nel contenitore.

Anche sul periodo di tempo in cui si può conservare il latte materno esistono diverse possibilità, a seconda che il contenitore sia lasciato a temperatura ambiente, in frigorifero oppure in congelatore.

A casa, il latte si può conservare a temperatura ambiente ( fino a un massimo 25°C) per circa 8 ore.

In frigorifero naturalmente il latte dura molto di più, sempre però che  la temperatura sia costante, ossia di massimo 4°; in questo modo può durare fino a 96 ore, equivalenti a 4 giorni. Il problema principale del frigorifero di casa è che la sua temperatura non è sempre costante, a causa delle aperture e chiusure della porta. Per questa ragione è buona norma mettere il latte conservato lontano dalla porta del frigo e nel punto più in basso, dove la temperatura dovrebbe subire minori sbalzi. Ma se non siete sicure di questo aspetto o se il frigo viene aperto molto spesso, potete ridurre il tempo di conservazione in frigorifero.

Il congelatore è ovviamente il luogo dove il latte conservato dura di più, ma questo dipende anche dal tipo di congelatore: nella celletta del congelatore interna al frigorifero, ad esempio, il latte si conserva per due settimane. In un congelatore separato dal frigo che raggiunga la temperatura di -15°C il latte si conserva 3 mesi, mentre in un congelatore più potente, di quelli che arrivano almeno a -19°C, il latte si conserva per 6 mesi. Come nel caso del frigorifero, però, anche per quanto riguarda il congelatore occorre prestare molta attenzione agli eventuali sbalzi termici dovuti ad aperture e chiusure. Per lo scongelamento, non è consigliato ricorrere a temperature altissime, perciò, se ad esempio  si prevede con un giorno di anticipo di utilizzare il latte congelato, lo si può semplicemente trasferire in frigorifero, e nell’arco di una giornata si scongelerà.