Educazione al consenso per bambine e bambini: da dove iniziare (con parole semplici)

Perché è importante parlare e promuovere l'educazione al consenso bambine e bambini, una forma sei rispetto e valori che pone limiti e che insegna a rispettarli, per se stessi e per gli altri

In un mondo in cui i femminicidi sembrano essere all’ordine del giorno, in cui per alcuni un rifiuto sembra essere l’affronto peggiore che si possa ricevere, in cui si preferisce il carcere al lasciar libera la donna o l’uomo che si pensa di amare (perché amore certo non è), l’educazione al consenso per bambine e bambini è quanto mai un bisogno primario e necessario, per far si che i futuri uomini e donne non ripetano uno schema malato e violento che si basa sul possesso e sull’incapacità di amare. Ma cosa si intende esattamente con educazione al consenso?

Cosa significa fare educazione al consenso per bambine e bambini

Significa insegnare fin dall’infanzia a conoscere e rispettare il proprio corpo, a comprenderne i bisogni e a caprine e rispettarne i confini. Ma anche riconoscere le proprie emozioni, chiamandole per nome, senza reprimerle ma accogliendole, dandogli il giusto valore e imparando a fare le stesse cose con il corpo e le emozioni degli altri.

Tutte cose che in moltissimi casi non sanno fare nemmeno gli adulti, proprio per una mancanza di un’educazione al consenso per bambine e bambini durante la propria infanzia. Ma che con i giusti insegnamenti e il tempo necessario per assorbire e fare propri tali atteggiamenti e modi di pensare, possono diventare una parte naturale del comportamento di ognuno di noi, portando a un rispetto totale di chi si è e degli altri ed evitando che i confini che si pongono vengano superati.

Educare al rispetto di sé e degli altri

Ma attenzione, perché l’educazione al consenso per bambini e bambine, non riguarda solo il dire si o no, ma si tratta di un qualcosa di molto più ampio e complesso. Significa educare ai sentimenti, all’ascolto, al rispetto di sé stessi e dell’altro, significa educare e insegnare l’empatia, mettendo le basi per un cambio di rotta nella società, che ruoti intorno a dei valori veri e che si dirami in ogni ambito, culturale, sociale, politico, ecc.

Un percorso che si intraprende da piccoli, nella quotidianità e nei gesti semplici, quelli che si compiono in automatico.

Per esempio educando a dire e ad accettare un no. Insegnare che il “no” è un diritto, e una delle basi cui si si fonda l’educazione al consenso ma anche l’educazione in generale, mettendo i famosi paletti e imparando a rispettare quelli degli altri. Un concetto di massima importanza e che segna le relazioni future, ma che va insegnato fin dall’infanzia.

Imparare che ricevere un “no” è più che normale, legittimo da parte di chi lo esprime e che va ascoltato, rispettandolo e senza forzarlo. Anche se il “no” arriva dai gesti e non dalle parole, imparando quindi anche a leggere i comportamenti e segnali non verbali ma del corpo, come l’espressione del viso, il silenzio, l’irrigidimento corporeo e tutto ciò che può manifestare un disagio e/o un rifiuto.

Come si attua l’educazione al consenso per bambine e bambini

L’educazione al consenso per bambine e bambini, quindi, significa far imparare e promuovere il rispetto del corpo, delle emozioni e delle scelte e decisioni di ogni persona, anche dei più piccoli, riconoscendo i propri limiti fisici ed emotivi e definendoli con chiarezza. E senza sentirsi in dovere di dover soddisfare le aspettative che gli altri hanno su di noi e viceversa.

Un aumento progressivo della consapevolezza del bambino e della conoscenza che ha di sé, che gli/le permette di accogliere e comprendere anche ciò che riguarda gli altri.

Una forma di educazione che parte da gesti semplici, come il chiedere il permesso, genitori in primis, perché non tutto è consentito nemmeno a loro, ed è importante mettersi nei panni del bambino, evitando comportamenti che, anche se sembrano normali, possono creagli imbarazzo o disagio.

Ma anche evitando comportamenti e/o frasi d’obbligo implicito, come il pretendere un bacio o un abbraccio da un bambino solo perché si è il nonno, la nonna, la zia, ecc. Ma anche evitando frasi ricattatorie del tipo, se non fai questo ci rimango male, e imparando a spiegare i concetti, a rispettare i confini e la volontà dei più piccoli, donandogli un esempio quotidiano a cui ispirarsi e da cui prendere spunto per il loro vivere, attuale e futuro.

 

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