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Galleria: Fernanda Lessa: la verità sulle droghe e il dolore immenso per la morte del figlio

Fernanda Lessa: la verità sulle droghe e il dolore immenso per la morte del figlio

Fernanda Lessa: la verità sulle droghe e il dolore immenso per la morte del figlio
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La celebrità non è sempre qualcosa di facile. Se poi ci si aggiunge la tristezza dell’essere lontana da casa e il dolore immenso che può dare il dramma di sopravvivere al proprio figlio. Fernanda Lessa ha passato tutto questo e molto altro. Molto altro perché, ospite a Verissimo da Silvia Toffanin a fine febbraio, ha rivelato anche il suo passato di droga e alcolismo.

Prendendo anche una netta posizione su quelli che lei chiama «tappabuchi». La modella e dj ha raccontato che il suo consumo di droga sia cominciato per coprire la costante mancanza della famiglia, della nonna in particolare, quella stessa che osservava cucire e cucinare da piccola.

Mia nonna – ha raccontato Fernanda Lessa – era, prima che nascesse mia figlia, la persona più importante della mia vita. È morta quest’anno, io non ho potuto neanche andare a salutarla. Lei era l’unica persona che mi capiva quando ero piccola, era speciale, non l’ho mai sentita alzare la voce con me. Io ero serena, non ero turbata quando c’era lei con me.

[Il consumo di droga è iniziato] a 19 anni, credo. Sembra stupido ma è stato per quello che diciamo sempre: se i tuoi amici si buttano da un ponte lo fai anche tu? Tutti mi dicevano: come mai non l’hai fatto? Sembrava una cosa strana e ho pensato: tanto provare male non farà. Aiutava tanto a non pensare, allontanava la solitudine, sembrava darmi un’altra voce nel cervello. È una cosa che sembrava tappare i buchi.

A Fernanda Lessa pare sia stato diagnosticato anche un disturbo bipolare, per cui è stata in rehab in passato, per curare quelle che nell’intervista chiama «voce nel cervello». Ha fatto uso quotidiano di droga per 8 anni – con l’eccezione delle vacanze di Natale, quando tornava dai suoi famigliari in Brasile, ed è andata sempre peggiorando, soprattutto nel periodo in cui lavorava come modella, come dj – e finiva alle 5 del mattino – e poi in una trasmissione televisiva – per cui doveva essere in studio alle 8 ma ha detto di essere stata sempre in ritardo.

Non ero felice – ha aggiunto la modella brasiliana – penso che una persona felice non abbia bisogno di certi tappabuchi. Tanto che quando ho smesso tutti sono spariti. Ho smesso quando ho scoperto che c’era un piccolo essere dentro la mia pancia.

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All’epoca, Fernanda era fidanzata con Vittorio, ma all’ottavo mese di gravidanza si è scoperto che il bimbo avrebbe avuto una deficienza cardiaca. In un certo senso questo le ha salvato la vita, perché il problema del bambino era una sua eredità genetica, dato che anche lei ne soffre ma ancora non lo sapeva. Le ha salvato la vita sì, ma a un prezzo altissimo. Il bambino ha trascorso tutto il suo tempo in terapia intensiva e in incubatrice, alla madre era permesso tenergli la mano due minuti al giorno attraverso un buco del macchinario.

È morto poco dopo la nascita, nonostante un intervento che mirava a salvagli la vita: non c’è stato nulla da fare. E, se fosse sopravvissuto, avrebbe dovuto sottoporsi a un trapianto di cuore ogni sei mesi fino a 15 anni – almeno è così che è sopravvissuto chi ha lo stesso suo problema al miocardio.

Non dimenticherò mai l’odore dei suoi capelli – ha concluso Fernanda Lessa – Quando è morto sono corsa ad abbracciarlo, ma ho trovato un pezzo di ghiaccio, non il mio bambino morbido.

Dopo questo terribile lutto, la modella si è preso un periodo di vacanza, ma ben presto a ricominciato a drogarsi. E anche a bere, arrivando a consumare tre bottiglie di vino al giorno. Oggi ne è completamente fuori, sobria dal 22 agosto 2017 nonostante due piccole ricadute. Lessa ha raccontato come per lei le occasioni di festa siano un banco di prova per astenersi dal bere. Ma oggi per lei è tutto diverso: lavora, ha due bambine, un amore. È serena.

Ed è la dimostrazione di come, a volte, dietro la celebrità, si possano nascondere drammi immensi. Giudicare le immagini patinate può dare solo ulteriore dolore a chi soffre, anche se noi ne siamo ignari.