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Galleria: “La storia di nostro figlio di 4 anni e delle sue 3 operazioni a cuore aperto”

"La storia di nostro figlio di 4 anni e delle sue 3 operazioni a cuore aperto"

La toccante storia a lieto fine di Hudson, un bambino che, a soli 4 anni, ha già dovuto subire 3 operazioni a cuore aperto, è l'esempio perfetto di quanto la forza dell'amore e la volontà siano grandi.

“La storia di nostro figlio di 4 anni e delle sue 3 operazioni a cuore aperto”

"La storia di nostro figlio di 4 anni e delle sue 3 operazioni a cuore aperto"
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La storia che mamma Jamye ha voluto raccontare su BoredPanda fa davvero capire quanto possa essere grande l’amore di una famiglia unita e la forza di volontà, assieme alla voglia di vivere, di un bambino appena nato.

Dopo aver vissuto una prima gravidanza normalissima, per il secondo figlio lei e il marito Lucas hanno deciso di assumere un’ostetrica e di affidarsi a una doula, programmando però una gestazione diversa, con una sola ecografia a 20 settimane per assicurarsi che tutto fosse a posto.

Mentre l’appuntamento va come la coppia si aspetta, eccitati ed emozionati nel sentire il battito del cuore del feto, l’infermiera spiega loro che sarebbe stato necessario un ulteriore follow-up, dato che non era possibile vedere il lato sinistro del cuore a causa della posizione del bambino.

La notizia che Jamye e il marito ricevono li lascia assolutamente spiazzati: il dottore spiega loro che il bambino aveva un cordone ombelicale a due vasi e un intestino iperecogeno, ovvero con ecogenicità  uguale o maggiore a quella delle ossa, in particolare rispetto all’osso iliaco, entrambi sintomi di alcuni problemi cromosomici.

Sembrava che il pavimento cadesse sotto di me – scrive Jamye su BoredPanda – Le mie gambe diventarono intorpidite e il mio cuore affondò. C’era qualcosa di sbagliato. Non è il mio bambino, non c’è modo. Non ho programmato questo, non al mio bambino.

Un altro dottore ha confermato la diagnosi, spiegando  che il lato sinistro del cuore del nostro bambino sembrava non andare in relazione alla destra, e che la famiglia sarebbe dovuta andare a Calgary per un’ecografia più estesa con un equipaggiamento migliore.

Ogni volta c’era qualcosa di diverso; conferma che sì, il lato sinistro del suo cuore era troppo piccolo, e aveva davvero la sindrome del cuore sinistro ipoplasico [si tratta di  una cardiopatia congenita che rappresenta circa 1% di tutte le malformazioni cardiache congenite ed è la più comune causa di morte per anomalie cardiache nel primo mese di vita, caratterizzata da un ventricolo sinistro piccolo, stenosi critica o atresia delle valvole aortica e mitrale, ndr.], la volta dopo non aveva l’intestino iperecogeno, ma  un versamento pleurico, poi il versamento pleurico ha lasciato il lato destro ma ora era due volte più grande a sinistra; sembrava che potesse avere la trisomia 18 e che non avrebbero fatto nessuna procedura invasiva perché sarebbe sopravvissuto solo fino a due settimane. Non ricordo cosa ha detto dopo…

Jamye, fotografa professionista dal 2010, distrutta e affranta da quelle notizie così vaghe sulla salute del suo bambino, si è buttata nel lavoro, fino a quando, il 23 febbraio del 2013, alla trentunesima settimana  finalmente riceve una notizia positiva: non ci sono versamenti pleurici, solo un piccolo problema al lato sinistro del cuore, che avrebbe comportato per il piccolo Hudson un intervento a poche settimane dalla nascita; da quel momento sono passati quasi cinque anni, e il bambino ha dovuto subire tre operazioni a cuore aperto, ma oggi, come ricorda la sua mamma

Hudson è un felice, super energico bambino di quasi 5 anni. 

Estremamente grati a tutto lo staff e ai volontari dello Stollery Ospedale pediatrico di Edmonton, nello stato dell’Alberta, dal 2014 Jamye e Lucas hanno organizzato una raccolta di fondi, la Hudson Heart Project, nel negozio di tatuaggi di lui, donando il 100% del ricavato alla Stollery. Finora hanno raccolto 150.000 dollari, e dicono di sperare di arrivare ai 200.000 per il prossimo evento in programma, organizzato per il 3 giugno.

Nella gallery raccontiamo, attraverso le parole di mamma Jamye, tutto il calvario del piccolo Hudson dalla nascita fino alla vita normale che ha oggi.

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