No Mom Guilt: essere madre senza dover chiedere scusa (a nessuno)

Quante volte le mamme si sentono in colpa, perché non all'altezza delle aspettative proprie o degli altri? E quante volte la vergogna viene invece da giudizi e critiche esterne. Il No Mom Guilt movement promuove una maternità più serena e imperfettamente bella.

Diventare madre può comportare tantissimi livelli di emozioni e sensazioni, tra cui uno abbastanza diffuso, quanto subdolo e difficile da sradicare: il senso di colpa. Esistono motivazioni interne ed esterne che portano le neomamme a provare vergogna e senso di colpa in ogni fase della maternità, ma per vivere questo momento in maniera più serena e senza doversi scusare con nessuno delle proprie scelte e dubbi. Seguendo il No Mom Guilt movement, ovvero la scelta di una maternità nessun senso di colpa.

Cos’è il senso di colpa nelle madri?

La maternità, a partire dalla gravidanza e poi per tutta la vita del figlio, specialmente all’inizio, è un periodo molto delicato e complesso. Ci sono bellezza e gioia, ma ci sono anche parecchie difficoltà, dubbi e incertezze. Esse madri porta inevitabilmente, almeno una volta nella vita, a provare sensi di colpa e vergogna per qualche scelta, mancanza o errore, anche il più piccolo. Non esistono regole universali, ogni maternità, così come ogni donna che diventa mamma, è a sé, e passa attraverso delle esperienze personali.

Tuttavia, il mom guilt è veramente molto diffuso, perché è nella natura umana, specialmente di una donna che affronta qualcosa di così grande e travolgente come la maternità. Il sentimento del senso di colpa si può manifestare da subito e in qualsiasi fase della maternità, ed è qualcosa che viene da dentro. Come vedremo più avanti, la cultura e la società in cui siamo cresciute, in particolare in Italia, contribuiscono purtroppo molto spesso ad alimentare i sensi di colpa e di mortificazione delle neomamme.

Al di là delle ragioni e degli episodi specifici, il senso di colpa è un sentimento intimo, che le mamme provano principalmente verso i figli, ma anche verso se stesse, verso l’ideale di maternità che avevano interiorizzato, verso i giudizi, reali o presunti, che vengono dall’esterno. Spesso il senso di colpa è talmente forte che le mamme non riescono a godersi gli aspetti positivi della maternità, perché troppo occupate a darsi le colpe e auto-punirsi. Per questo, oggi è importante comprendere di non essere sole, e che è bene, per se stesse e per il bambino, imparare a gestire una maternità con No Mom Guilt movement.

Perché è ora di iniziare a seguire il No Mom Guilt movement per una maternità più serena

Una maternità completamente libera da sensi di colpa è pressoché impossibile, e non sarebbe neanche del tutto salutare, è necessaria un po’ di consapevolezza di non essere invincibili e di poter sbagliare. No Mom Guilt significa riuscire a comprendere la naturalezza di certi sentimenti, e soprattutto che tutte le mamme provano le stesse cose. E imparare a non farsi guidare dai sensi di colpa, dal doversi punire per qualcosa che non è un errore o una colpa, ma semplicemente una scelta umana. E soprattutto non farsi condizionare dai giudizi e dalle critiche altrui.

Il No Mom Guilt movement favorisce una maternità più sana e serena, per questo è il momento di liberarsi dalla vergogna e dai giudizi o pregiudizi sulla maternità, e vivere la propria esperienza in maniera più consapevole. Se le madri non vivono costantemente nel senso di colpa, riescono ad essere più presenti nel qui e ora, più pazienti, più se stesse. Non sono perfette, ma sono più serene, e questo porta anche i figli a percepire la tranquillità e la gioia. Inoltre, auto condannarsi continuamente non rende le mamme migliori, né dal punto di vista educativo, né come esempio salutare per i figli.

Anzi, è buona cosa insegnare che sbagliare e rimediare è normale negli esseri umani, e che prendersi cura di se stessi è importante, piuttosto di punirsi. Così come ridurre lo stress: il giudizio costante, la frustrazione, l’ansia sono tutti meccanismi che portano ad aumentare lo stress, portando più facilmente a episodi depressivi o di burnout. Capire i propri limiti, essere più indulgenti con se stesse in primis, comporta una maternità più serena.

No Mom Guilt movement: le “colpe” della società e della cultura

Il senso di colpa così diffuso tra le mamme non è solamente un sentimento naturale, spesso deriva dalla cultura e dalla società in cui si cresce. Dagli esempi di maternità che una neomamma ha sperimentato nella sua infanzia e nella vita. Da giudizi, pregiudizi, ideali e modelli visti o insegnati, a cui si cerca di aspirare a tutti i costi. L’idea che la mamma sia una figura perfetta, il pilastro della famiglia, una vera e propria eroina, deriva dall’esempio che abbiamo avuto da piccoli, con le nostre mamme, o da ciò che vediamo, sentiamo e immaginiamo durante la nostra vita.

La verità è che la maternità non è solo gioia costante, l’amore per i figli non si dimostra solo con una presenza assidua, senza necessità di una pausa ogni tanto per respirare. Non è un’esperienza idilliaca, come per tutti i rapporti e le relazioni umane. Troppo spesso le neomamme, ancora prima di partorire, sono tormentate in ogni direzione da consigli (non richiesti), commenti, raccomandazioni, indicazioni su quali sono i comportamenti giusti o sbagliati in ogni situazione.

Le neomamme sono troppo criticate, non solo più da nonne, suocere, amiche e parenti, ma anche online. Dal momento in cui l’algoritmo capisce che una donna è incinta, o potrebbe esserlo, inizia a bombardare i suoi social con video e informazioni riguardanti qualsiasi fase della gravidanza e della maternità. E molte volte, che siano le persone reali o virtuali a parlare, c’è sempre una tonalità negativa.

Frasi come “vedrai quando cresce”, “si è sempre fatto così”, “stai attenta a queste cose”. Creando ansie inutili ancora prima di partorire. Quando invece, la maternità dovrebbe essere sì qualcosa di consapevole e per cui ci si può preparare un po’, ma comunque un’esperienza personale e unica per ogni mamma.

7 modi per affrontare il senso di colpa della maternità

Affrontare il senso di colpa e vivere una maternità No Mom Guilt è quindi preferibile e consigliabile, per quanto possibile di mamma in mamma. Proprio per evitare di entrare in un circolo vizioso, non bisogna condannare anche completamente il senso di colpa, ma come abbiamo visto, imparare a gestirlo e trattarlo con consapevolezza. Vediamo allora 7 modi che possono aiutare a sostenere il senso di colpa della maternità.

1. Riconoscere il senso di colpa

Il primo passo importante è riconoscere di provare senso di colpa, e che questo sta portando mente e fisico a una condizione di stress e tensione costante, che non fa godere la maternità nelle sue sfaccettature. Il mom guilt può derivare da tante esperienze diverse, per questo è bene comprendere che per poterlo affrontare bisogna riconoscerlo e accettarlo, come parte della propria maternità in un determinato momento. Per poterlo lasciar andare un pochino.

2. Decidere un ordine di priorità

Non tutto nella vita può avere lo stesso grado di priorità, e questo vale anche per la maternità, nonostante donne e mamme, cresciute e abituate a dover essere multitasking e super efficienti in tutto, fatichino a interiorizzare questo concetto. Importante è allora, per fare un’esperienza di maternità no guilt, stabilire delle priorità, in modo che le cose effettivamente più importanti e prioritarie siano fatte con tranquillità e consapevolezza, riuscendo a rinunciare o rimandare le altre.

Bisogna chiedersi cosa fa sentire meno in colpa, cosa fa sentire meglio e più in pace con se stesse, e prendere decisioni in linea con i propri valori e con ciò che dà pace. Questo meccanismo, una volta interiorizzato, aiuta molto a ridurre sia lo stress di prendere decisioni giorno per giorno, sia i sentimenti negativi come la vergogna e il senso di colpa. Se una scelta è giusta per noi stesse, riusciamo anche a non dar peso ai commenti esterni, ma soprattutto a tenere a bada i nostri conflitti interiori.

3. Permettere l’imperfezione

Altrettanto fondamentale è riuscire a rendersi conto che l’imperfezione non è un difetto o un errore, ma è la normalità. Anzi, secondo il rito del wabi-sabi, l’imperfezione è bellezza. Essere umani significa non essere perfetti, e il senso di colpa nelle mamme scaturisce proprio dal non riuscire a fare tutto ciò che si pensa di dover fare, o di farlo male. Invece per ogni cosa ci vuole pratica, ci vogliono errori e riprese, ci vogliono scelte inevitabili, che non sono ne giuste ne sbagliate. Permettere a se stesse di essere imperfette non significa decidere di essere delle cattive mamme, ma di eliminare il senso di colpa costante e godersi nel modo migliore la maternità.

4. Pausa e respirazione

È vero che, una volta partorito, si è mamme 24 ore su 24, per sempre, ma questo non significa che non si è più esseri umani e donne. Con esigenze personali, un corpo e una mente che possono portare fino a un certo livello di carico mentale, fino a crollare. Riuscire a concedersi delle pause, che possono anche essere di soli 2 minuti, nelle quali riconnettersi con il proprio sé, è fondamentale per mantenere lucidità e non farsi prendere da sentimenti negativi e stressanti come il senso di colpa.

In queste pause si può approfittare per fare esercizi di respirazione, di breathwork. Respirare per qualche secondo o minuti aiuta a ridimensionare rabbia, paura, vergogna, ansia. Tutte le emozioni forti e più negative che positive, specialmente in un periodo così delicato e travolgente. La respirazione, usata anche nella meditazione, permette, di concentrarsi sulla sensazione dell’aria che entra ed esce dal corpo, e rilassarsi. Fisicamente, si stimola il sistema nervoso ossigenando il cervello e riducendo la tensione. Inoltre, anche la mente si concentra e si placa.

5. Parlarne con qualcuno

Un consiglio utile e importante è ricordarsi di non essere sole, in qualsiasi situazione di maternità ci si trovi, le stesse sensazioni ed emozioni le provano quasi tutte le altre mamme, specialmente quando inizia una nuova fase della crescita. Se si ha un buon sistema di supporto intorno, è bene sapere di poter parlare con il padre, i famigliari, gli amici. Già solamente esponendo ciò che si prova, il macigno che il senso di colpa dava sul petto, si inizia a sciogliere e si comprendono anche diversi punti di vista.

Ma anche chi si sente sola ad affrontare la maternità con i sensi di colpa, può parlarne con dei professionisti, con altre mamme che incontra all’asilo, in consultorio o alle visite. Personale ostetrico e ginecologico, psicologi, così come associazioni sono formati non solo per aiutare in pratica, ma anche e soprattutto per sostenere mentalmente le mamme che si trovano in difficoltà, che vogliono condividere le proprie emozioni e lo stress della maternità.

6. Eliminare il confronto e la competizione

Essere madri non è assolutamente una competizione con le altre mamme, e non lo deve mai essere. Nonostante ci siano le donne che si paragonano alle neomamme facendo intendere di aver fatto un lavoro migliore, è fondamentale circondarsi solo di chi invece supporta in silenzio, senza giudicare o fare confronti. Il confronto con le altre mamme, anche quello che viene dalla mamma stessa, è da evitare per riuscire a vivere più serenamente le scelte personali e gli sbagli, per avere una maternità in linea con il No Mom Guilt movement.

7. Dedicare tempo a se stesse

Infine, è importante non dimenticarsi di se stesse e cercare di prendersi cura di se stesse il più possibile. Dedicando delle passioni, dei momenti, degli svaghi e del tempo a se stesse. E soprattutto smettere con le autocritiche, per un po’ di tempo, concedendosi attività semplici e che danno serenità ogni volta che è possibile, chiedendo aiuto senza sentirsi in colpa, per ricaricarsi ed essere più serene con il proprio bimbo. Il senso di colpa nasce anche infatti dall’imbarazzo di chiedere aiuto, ma in realtà questo è fondamentale.

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