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Stai guardando: “Io, mamma ‘normale’, sono un’incapace rispetto alle mamme perfette dei social?”

"Io, mamma 'normale', sono un'incapace rispetto alle mamme perfette dei social?"

Le mamme perfette dei social sono fortunate o sono solo una "finzione scenica"? Lo abbiamo chiesto a una mamma che, molto sinceramente, su Instagram ha raccontato la sua vita di tutti i giorni, fra gioie, sbalzi d'umore e stanchezza.

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Essere mamme è un lavoro a tempo pieno, che non conosce ferie, malattia o riposo. È una verità inconfutabile, assodata, che vale per tutte, sia per coloro che scelgono di fare le mamme che per quelle che, oltre a crescere e a occuparsi dei figli, hanno scelto di continuare a lavorare.

Non è l’ennesimo dibattito su mamme che non lavorano vs mamme che lavorano: come detto, ciascuna di loro deve essere rispettata, a prescindere dalla scelta che fa riguardo il modo di gestire la propria vita e il proprio tempo.

Questo è, invece, un articolo che nasce da una story – anzi, diverse stories, per la verità – Instagram pubblicate da una mamma qualsiasi, che in un momento forse di stanchezza, frustrazione o debolezza si è posta davanti a un interrogativo, solo apparentemente banale: ma come è possibile che le mamme sui social siano sempre impeccabili e perfette?

Ora, fermo restando che non siamo tutte Chiara Ferragni con make up artist e hair stylist a disposizione per immortalarci nella foto da copertina con il nostro piccolo, vero è, però, che tantissime donne sfoggiano, sui social, un’invidiabile sorriso, pelle liscia e levigata, occhi vispi e che non mostrano alcun segno di cedimento. Possibile, quindi, che questa sia davvero la loro verità? Che le loro giornate non siano mai segnate da qualche momento di stanchezza, di abbattimento, che siano tutte un fiorire di abiti perfettamente puliti, capelli a posto e trucco impeccabile?

La risposta, ovviamente, è no. Sappiamo benissimo che i social non sono che lo specchio di una realtà filtrata ad hoc dove molti, non tutti, fanno vedere solo ciò che vogliono, spesso proprio per dare l’idea di vivere una vita magnifica, altre volte con l’intenzione dichiarata di costruire un contenuto chiaramente lontano dalla quotidianità ma molto impattante, a livello visivo ed emotivo.

A essere vero è però lo sfogo di Federica, che in un pomeriggio in cui si è sentita una “mamma demoralizzata” ha deciso di condividere i suoi pensieri con i suoi followers; e noi l’abbiamo sentita proprio per avere una testimonianza diretta di quanto, talvolta, i messaggi chiaramente finti che fanno trasparire vite perfette, siano in realtà estremamente deleteri per chi, da casa, li vede e capisce di essere lontana anni luce da quell’ideale, pur se artefatto, di vita.

Federica, 33 anni, è diventata mamma di Vittoria Luce il 13 settembre 2017; come social media manager conosce perfettamente il ruolo dei media mainstream, e negli ultimi anni ha fatto, proprio delle piattaforme di social, una seconda, piccola occupazione.

Quando la sentiamo, dopo aver visto il suo sfogo, la prima domanda non può che essere una.

Sai che quella delle mamme che lavorano “vs” mamme che non lavorano è una questione aperta. Eppure, non pensi che rispettarsi semplicemente sarebbe molto più facile?

Certo, infatti fin dall’inizio del mio “sfogo” metto in chiaro che quella storia che essere casalinghe renda tutto più semplice è una stupidaggine che mi viene in mente di tanto in tanto a causa della stanchezza. Io ho lavorato 6 mesi da remoto, perché mia figlia aveva bisogno di essere particolarmente seguita durante lo svezzamento, quindi ho provato per molto tempo (soprattutto se includiamo anche la maternità) la condizione di mamma in casa. È stato molto faticoso, ma per motivi completamente diversi rispetto a quelli che mi stancano adesso che vado in ufficio 5 giorni su 7. Mi stavo abbrutendo, mi trascuravo, vedevo pochi adulti, mi sentivo molto sola nonostante la presenza fortissima di mio marito.

Fin qui tutto chiaro: se c’era qualche mamma già pronta a gridare allo scandalo per le parole di Federica, può stare tranquilla. Il vero punto della questione, però, è un altro: cosa resta davvero delle immagini, dei video, delle story postate dalle “mamme perfette” dei social?

Secondo me passa il messaggio artefatto della mamma superwoman, ed ecco perché ho voluto sfogarmi proprio sui social. L’immagine della mamma perfetta la noto soprattutto su questi canali e quasi mai nella vita “vera”. Credo che chiunque si trovi dall’altra parte dello schermo, soprattutto se una persona insicura e fragile, possa soffrire e sentirsi immediatamente in difetto, come se fosse una mamma di seconda scelta.

Il pericolo c’è, soprattutto perché spesso, proprio in quei giorni di particolare stanchezza o sfiducia, come successo a Federica, l’autostima è facilmente traballante.

Le stories di Federica hanno raccolto moltissimi consensi, da parte di altre mamme ma non solo, che hanno compreso appieno il significato delle sue parole; infatti, come ci spiega, quasi tutte, tranne un paio, hanno capito che il suo sfogo non era contro le casalinghe, contro le mamme di Instagram o contro qualcuno in particolare, ma solo una protesta social “contro questa perfezione messa in mostra quotidianamente”.

Le mamme che hanno risposto sono veramente tantissime, ho sfiorato i 500 messaggi privati e per dei numeri come i miei sono proprio tantissimi. La cosa che mi ha colpita è che hanno dato tutte punti di vista differenti in base al posto in cui vivono, alla loro educazione, al loro lavoro e altri mille fattori. Non ho letto una sola banalità, solamente molta empatia e voglia di fare squadra. Molte di loro sentono il bisogno di vedere come le altre affrontano le piccole difficoltà quotidiane.

La domanda successiva, proprio in virtù di quella forte empatia e solidarietà percepita nei messaggi e nelle parole delle altre mamme, è naturale: vorresti mandare un messaggio a tutte loro?

Non abbiate paura di mostrarvi stanche, di chiedere aiuto. Cercate qualcuno che possa capirvi, qualcuno con cui sfogarvi, qualcuno che possa anche farvi tornare con i piedi per terra in un momento di sconforto. In questi 14 mesi di chiacchiere e lamentele spesso inutili le mie sorelle sono state preziosissime e non smetterò mai di ringraziarle per questo.

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