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Quello che le mamme pensano e non dicono quando ricomincia la scuola

Ogni settembre voi diventate un po’ più grandi, e di conseguenza noi diventiamo un po’ più vecchie, con il culo più moscio e il metabolismo più lento. Quindi, anche se siamo troppo orgogliose per ammetterlo il primo giorno di scuola vorremmo solo dirvi:"No, non mi lasciare"

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Dopo 3 mesi, ergo 13 settimane, cioè 91 giorni, che sarebbero 2190 ore , quindi 131040 minuti e più precisamente 7.862.400 secondi, le vacanze dei nostri teneri e dolcissimi bambini e ragazzi giungono al termine. Ebbene sì. Ricomincia la scuola.

E mentre i nostri cari, teneri, amati e vezzeggiati pargoli già si disperano, nella testa di una mamma si scatena un turbinio di pensieri che solitamente teniamo per noi, non fosse altro che per evitare il fatto che il club delle mamme perfette invochi lo spirito di Maria Montessori affinché ci venga tolta la patria potestà genitoriale.

Ma oggi è arrivato il momento della verità!
È arrivato il momento di svelare, finalmente, le 5 cose che quando inizia la scuola una mamma pensa ma non dice

“Sia lodato il primo giorno di scuola”

Fonte: web

Figli cari, noi vi amiamo più della nostra stessa vita, ma dopo due ore che siete a casa da scuola e rompete le palle perché “NON SO COSA FAREEEE” o sembra di avere in casa la vostra brutta copia lobotomizzata davanti a cellulari e playstation… beh, vi vorremmo spedire in collegio con la signorina Trinciabue. Se lavoriamo, sapervi dai nonni a ingurgitare formati maxi di vaschette di gelato o da qualche amico ci fa stare tranquille come quando partiamo per le vacanze e a circa 570 km da casa ci viene il dubbio di aver lasciato la piastra attaccata.
Se siamo a casa anche noi è ancora peggio. Perché per quanto voi, meravigliose creature, pensiate a noi madri come a degli esseri in odore di beatificazione, noiosi e privi di qualsiasi interesse. Noi a casa senza di voi sappiamo divertici molto. Solo che se ci siete… tocca darvi il buon esempio.

“Dio salvi le merendine”

Tutte noi vorremmo essere come Cracco e tirarvi fuori in 4 secondi netti lo spuntino buono, bilanciato e gustoso ma ahimè, non è così.
Scleriamo tutto il giorno, arriviamo stremate all’ora di cena e… la merendina piena di grassi saturi e olio di palma, la prendi, e zac, la metti nello zaino.
Non è salutare? Chiedetelo alla nostra salute mentale.

“Io facevo di peggio”

Adesso ci atteggiamo a maestrine… Ma C’è stato un tempo in cui eravamo giovani, senza zampe di galline, senza cellulite e senza ansia ed eravamo peggio dei nostri figli.
Facevamo sega a scuola, venivamo rimproverate dagli insegnanti e a stento raggiungevamo la sufficienza. Tra l’altro al tempo mica chiamavano a casa per verificare se non eri a scuola perché eri malato davvero….

“I compiti? Sono c**** vostri”

Fonte: web

Cari pargoletti, voi dovete imparare a calcolare a mente, conoscere a menadito tutti gli affluenti del Po e a suonare My heart will go on con il flauto
Voi dovete, noi no.
Ammettiamolo, l’unica cosa che ci è rimasta nella testa (e che tra l’altro non ci scorderemo mai) è la divisione del Feudalesimo in vassalli, valvassori, valvassini e servi della gleba. Per il resto, tabula rasa.

“Oddio mi mancherai!”

È cominciato tutto il primo giorno di asilo, quando vi abbiamo lasciato nelle mani della maestra e voi in lacrime avete detto “mamma no via”.
Ecco, lì, un po’ ci si è strappato un pezzo di cuore.
Perché per quanto, ogni tanto, a volte, spesso voi siate davvero dei rompic…  piccoli diavoli e monelli e l’inizio della scuola corrisponda con il recupero della nostra sanità mentale… un po’ ci mancherete.
Ogni settembre voi diventate un po’ più grandi, e di conseguenza noi diventiamo un po’ più vecchie, con il culo più moscio e il metabolismo più lento.
Quindi, anche se siamo troppo orgogliose per ammetterlo il primo giorno di scuola vorremmo solo dirvi: NOOOOO NON MI LASCIARE PICCOLO DI MAMMA.
Pure quando state partendo per l’ultimo anno di università.