Un fenomeno medico raro è rappresentato dalle malformazioni congenite della mano o del piede che interessano le dita. Come per esempio la polidattilia, che consiste nello sviluppo di un sesto dito, oppure la sindattilia, un cui due o più dita sono unite insieme senza la separazione delle membrane.

Un’altra deformazione, meno comune di quelle citate ma comunque abbastanza frequente, è la clinodattilia: si tratta appunto di una condizione congenita che può essere corretta attraverso un intervento poco invasivo.

Secondo i dati riportati da Humanitas, la clinodattilia è presente nel 5,5% dei nuovi nati a livello mondiale, rispetto al 18% della polidattilia e al 14% della sindattilia. In generale, un bambino su 1500 nasce con una malformazione delle mani o dei piedi.

Cos’è la clinodattilia?

La clinodattilia consiste nell’inclinazione o curvatura di un dito della mano o del piede. La forma più comune è la clinodattilia del quinto dito, e quindi del mignolo per la mano e del minolo per il piede, ma a volte si può presentare anche sulle altre dita.

Le cause della clinodattilia

Clinodattilia
Fonte: Pixabay

La clinodattilia è più ricorrente in presenza di alcune condizioni genetiche, come la sindrome di Down o la sindrome di Klinefelter. È presumibile che quindi abbia in generale una base genetica, sebbene le cause non sono mai riuscite a essere indagate fino in fondo, tanto più che la causa non appare essere la stessa per tutti i casi.

Un input su ciò che si sa è riportato su MsdManuals. In pratica, i difetti congeniti alle dita di mani e piedi potrebbero avvenire già a livello fetale. Il fenomeno è collegato alla cosiddetta sindrome della banda amniotica: quando i bambini sono nell’alvo materno, le dita possono risentire della costrizione causata da fasci di tessuto del sacco amniotico.

Va però da sé che se la condizione è presente in uno o entrambi i genitori, se risalendo l’albero genealogico si riscontra in altri membri della famiglia, la clinodattilia ha una base genetica.

Clinodattilia, rischi e conseguenze

Chi soffre di clinodattilia, in linea teorica, può anche trascorrere tutta la vita senza particolari problemi. Ma, come spiega Humanitas, le malformazioni congenite alle mani possono comportare un deficit funzionale che ha ripercussioni sullo sviluppo psicomotorio del bambino.

Fondamentale – chiarisce Alberto Lazzerini di Humanitas, che si occupa di chirurgia della mano – intervenire nei primi anni di vita, quando cioè il bambino può ancora facilmente adattare i suoi schemi mentali a una situazione che cambia. Quando il suo cervello può ancora imparare a utilizzare una mano prima per nulla, o non del tutto, funzionale.

Inoltre da adulti, se si ha la clinodattilia a un piede, si rischia di peggiorare la deformazione con la conseguenza di grossi dolori ossei, quando si indossano scarpe inadeguate. Questo dolore riguarda anche la mano e prende il nome di metatarsalgia: nella mano tuttavia il rischio è ugualmente presente, ma legato soprattutto all’insorgere di patologie o condizioni come artrite o artrosi.

I rimedi alla clinodattilia

Clinodattilia
Fonte: Pixabay

Non esistono veri e propri rimedi che abbiano effetto sulla clinodattilia, al di fuori dell’intervento chirurgico. Se parliamo di rimedi, si interviene al massimo su ciò che ha generato la conseguenza di una metatarsalgia, quindi una condizione o una patologia ossea, ma anche un comportamento sbagliato che va corretto (dalle scarpe scomode a un appoggio scorretto del piede per esempio).

Clinodattilia: l’intervento chirurgico

Sul sito di Michele Risi Ortopedico, viene spiegato che in passato gli interventi relativi a questa condizioni erano molto invasivi e interessavano pelle, tendini e ossa. Oggi invece si preferisce una tecnica chirurgica percutanea mini-invasiva, che avviene in anestesia loco-regionale e solitamente in regime di day surgery.

Nel corso dell’intervento, il chirurgo lavora su tendini e capsula e sull’osso, operando alcune minuscole incisioni. C’è però il nodo della riabilitazione post-operatoria, che nei bambini è particolarmente complessa.

Dal punto di vista riabilitativo – illustra a Humanitas Donald Sammut della Hand Clinic di Windsor – la complessità è data dal fatto che i bambini operati spesso non possono collaborare alla riabilitazione, componente fondamentale della cura. […] Il gioco diventa allora una componente importantissima della cura, un modo per familiarizzare con le nuove funzionalità della mano.

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