Emily Ratajkowski ha da poco annunciato di aspettare un figlio dal marito, l’attore Sebastian Bear-McClard, e si sta godendo la gravidanza nell’esclusivo resort a 5 stelle Amangiri, nello Utah.

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La modella ha fin da subito fatto sapere che non intende conoscere, né rivelare al pubblico, il sesso del nascituro.

La notizia della sua prima gravidanza è arrivata, per i followers, attraverso un video pubblicato su Instagram, mentre scrivendo un saggio su Vogue (la modella è anche una talentuosa scrittrice, che nel recente passato aveva stupito per un suo scritto sulla bellezza) ha spiegato i molteplici motivi alla base della scelta di non voler divulgare il sesso.

Non c’è solo la volontà, per la coppia, di crescere un* figli* che sia assolutamente liber* da ogni punto di vista, e non “costrett*” in un concetto di genere limitato e imposto dalla società, c’è anche un discorso più ampio e complesso, nelle parole della bella modella, che comunque riguarda sempre il superamento di certi stereotipi di genere.

Quando io e mio marito diciamo agli amici che sono incinta, la loro prima domanda dopo ‘Congratulazioni’ è quasi sempre ‘Cosa preferiresti?’. Ci piace rispondere che non sapremo il sesso fino a quando nostro figlio non avrà 18 anni e che poi ce lo faranno sapere. Tutti ridono di questo. C’è una verità nella nostra linea, tuttavia, che accenna a possibilità che sono molto più complesse del semplice sesso con cui potrebbe nascere nostro figlio: la verità che alla fine non abbiamo idea di chi – o piuttosto di cosa – sta crescendo nella mia pancia. Chi sarà questa persona? Di che tipo di persona diventeremo genitori? Come cambieranno le nostre vite e chi siamo? Questo è un concetto meraviglioso e terrificante, che ci rende impotenti e umiliati.

Molto più importante del dare alla luce un maschio o una femmina, quindi, per Emily e il marito c’è soprattutto l’insieme dei valori, delle caratteristiche della personalità, delle attitudini della persona di cui saranno genitori. Come detto, quindi, non solo la volontà di lasciar libero un figlio di scegliere chi essere – del resto, sempre più genitori, fra celebrity e non, stanno optando per la crescita agender dei propri figli – ma soprattutto l’idea di oltrepassare quei cliché generalmente associati al sesso, di cui la modella parla, anche in relazione alla stessa gravidanza.

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Dove ho la pancia (i maschi stanno in basso! Le femmine più in alto e ti fanno ammalare nel primo trimestre!) – scrive Ratajkowski – Cosa voglio mangiare (desiderare dolci significa che stai aspettando una bambina!), cosa mi ecciterà (un maschio significa avere anche più desiderio sessuale!). Un truccatore mi applica il mascara sugli occhi mentre mi dice che aspettare una bimba porta via la bellezza della madre.

Rata prosegue con la sua riflessione, ripensando a quando, da bambina, sognava di avere una figlia che le somigliasse, e a quando la sua terapista le dice che è assolutamente normale cercare di proiettare sul pensiero dei figli futuri ciò che noi non siamo stati, o non abbiamo avuto; e parla dei fortissimi stereotipi che le donne devono affrontare, nel loro percorso di crescita.

‘A essere assolutamente onesta’, dico a mio marito durante la cena, ‘non sono nemmeno sicura di sapere se voglio una bambina. Immagino di non aver mai davvero pensato di avere un maschio prima’.

‘Temo che una ragazza avrà molto da fare come tua figlia’, risponde ‘E molta pressione’.

Sussulto e penso a mia madre e ai suoi racconti, al fatto che conoscessi il significato della parola ‘gelosa’ già all’età di tre anni (dicevo a mia madre che le sue colleghe erano ‘solo gelose’ di lei), e alla prima comprensione che avevo di come la bellezza potesse essere equiparata al potere. Ho pregato per avere la bellezza, pizzicandomi forte il naso su entrambi i lati prima di addormentarmi, desiderando che rimanesse piccolo.

[…] ‘Non lascerò che sia un problema’, dico a mio marito, ma non posso fare a meno di preoccuparmi. Combatto ancora regolarmente il subconscio e la misoginia interiorizzata,  mentre confronto la larghezza dei miei fianchi con quelli di un’altra donna. Chi dice che sarei in grado di proteggere mia figlia da ciò?

Dagli stessi stereotipi, ovviamente, non sono immuni gli uomini.

[…] una serie di feste che rivelano il genere. Le coppie ansiose stanno a pochi metri di distanza, guardando goffamente una grande torta o un palloncino sospeso. […] Dopo che la coppia ha perforato il palloncino e i coriandoli rosa o blu sono precipitati su di loro, o la fetta tagliata dal coltello rivela l’interno di una torta, tinta di una tonalità pastello, comincio a notare una cosa. Spesso queste coppie non si abbracciano subito. Se piovono coriandoli blu, il padre sembra quasi sempre immediatamente sollevato; si allontana di qualche passo, gli occhi spalancati e le mani dietro la testa. La donna incinta, vestita per l’occasione con tacchi che sembrano scomodi, guarda il suo allegro partner e osserva l’eccitazione che lo investe. Sorride educatamente prima di voltare le spalle a lui e guardare la folla. Le femmine sono universalmente terrificanti per i padri?

Penso a mio marito e a quello che un figlio avrebbe significato per lui. Desidera segretamente un maschio? Quando glielo chiedo, si rifiuta di darmi una risposta, giurando di non avere preferenze. Ma una domenica mentre guarda il calcio fa un’osservazione su come sarebbe divertente avere un bambino con cui guardarlo.

‘Anche le ragazze guardano il calcio!’ Rispondo io. Alza le spalle e ride.

[…] Anch’io ho paura di avere un figlio, anche se non allo stesso modo. Ho conosciuto fin troppi uomini bianchi che si muovono per il mondo inconsapevoli del loro privilegio e sono rimasta traumatizzata da molte delle mie esperienze con loro. Ed è scioccante rendersi conto di come anche i ragazzi giovani acquisiscano presto un senso di diritto, rispetto al corpo delle ragazze e al mondo in generale. Non ho paura di crescere un ‘cattivo’, poiché molti degli uomini che ho conosciuto che abusano del loro potere lo fanno involontariamente. Ma ho il terrore di coltivare inavvertitamente la disattenzione e la mancanza di consapevolezza che sono così convenienti per gli uomini.

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Per tutti questi motivi, Emily e il marito hanno semplicemente deciso di accettare questa gravidanza con quello che la modella definisce “un nuovo senso di pace”, senza preoccuparsi, racconta, di come sarà su* figli* o di come cambierà il suo corpo.

Sto già imparando da questa persona nel mio corpo. Sono piena di meraviglia.

Il resto, alla fine, verrà da sé.

Emily Ratajkowski incinta: “Perché non voglio rivelare il sesso del mio bambino”
Fonte: Instagram @emrata
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Articolo originale pubblicato il 27 Ottobre 2020