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Maya Sansa: "Famiglia? Il legame biologico non è l'unico possibile"

La celebre protagonista del telefilm Tutto può succedere, parlando a Io Donna, si racconta come madre, ma anche come figlia cresciuta da una madre single, a cui, dice, deve tutto.

Maya Sansa è una delle attrici più amate nel telefilm Tutto può succedere, l’adattamento italiano in onda su Rai Uno della celebre serie statunitense Parenthood. Attraverso il personaggio interpretato, l’ottimista e cordiale Sara Ferraro, l’attrice ha stregato tutti gli amanti della serie, appassionandoli alle sue vicende amorose che hanno come protagonisti il professore Marco Nardini e l’ex marito Elia Scalvino. Una storia, quella di Sara Ferraro, lontana dalla realtà che Maya Sansa vive ogni giorno. A spiegarlo è stata lei stessa a Io Donna nell’aprile 2017, in onore dell’uscita della seconda stagione del telefilm (rinnovato inoltre per una terza che andrà in onda nel 2018).

Sara ricorda più mia madre di me. Io sono stata determinata. Mia madre ha avuto me a vent’anni, io non avrei mai voluto un figlio così presto. Ho fatto un percorso più lungo di studio, lavoro e d’amore prima di arrivare alla maternità.

Ha dichiarato l’attrice, spiegando alla rivista di non essere poi così affine al personaggio interpretato. Una gravidanza però giunta con l’arrivo di Talitha, 3 anni, avuta con il compagno e attore teatrale Fabrice Scott.

Un nome non scelto a caso quello della piccola (il cui significato è fanciulla in aramaico) e che la lega, in un modo o nell’altro, a un film da lei interpretato.

Talitha nel Vangelo di San Marco è il nome di una ragazza resuscitata da Gesù, e la coincidenza è che in Bella Addormentata Fabrice legge proprio questo passo.

Ha ammesso Maya Sansa, parlando del film che l’ha portata a vincere il 14 giugno 2013 il David di Donatello per la migliore attrice non protagonista. Ma non è la sola rivelazione fatta da Maya Sansa: la donna ha infatti rivelato importanti questioni legate al vero significato, secondo il suo pensiero, della famiglia:

Sono figlia unica di una madre single. Mia madre e mia nonna si sono alleate per crescere me. Erano gli anni ’70, c’era sempre tanta gente in casa. Sono cresciuta in una comunità, in cui il legame biologico non era l’unico possibile. C’erano gli affetti, cioè amiche e amici di mamma, con i loro figli, come Aureliano e Veronica che per me erano – e sono tuttora – dei fratelli. Una famiglia aperta e permeabile che si è scelta.

Amici, quindi, importanti come fratelli e sorelle. Nonostante un primo momento di smarrimento, ha spiegato l’attrice, anche il compagno Fabrice ora è d’accordo con la sua visione a 360° di famiglia.

Non mi piace l’idea di famiglia come un nucleo chiuso, asfittico. Ho iscritto mia figlia Talitha a una materna pubblica parigina che segue il metodo pedagogico di Célestin Freinet, dove i bambini di asilo ed elementari collaborano e lavorano insieme. Corrisponde alla mia idea di comunità, di casa sempre aperta, senza muri. Invito un’amica a mangiare un sushi, poi esco e resta a guardarmi Talitha. Viene spontaneo aiutare, quando hai ricevuto tanto. Talitha sa che un’amica può essere importante come una sorella.

Ha aggiunto Maya Sansa a Io Donna. Per Sansa l’idea di famiglia è fatta di parenti, sì, ma anche di amori diversi come quello degli amici e dei figli di essi. Un modo per rimanere insieme, aiutarsi nella vita di tutti i giorni e condividere gioie e dolori con tutti coloro che riempiono la nostra vita di colori, senza l’obbligo di un legame di sangue.

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