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Perché le donne gemelle sono più penalizzate se il loro gemello è maschio

È stato riscontrato che le donne con un gemello maschio si trovavo a vivere maggiori difficoltà rispetto alle altre donne, ma sulle cause ci sono ancora molti dubbi.

Non solo a scuola ma anche al lavoro: una ricerca pubblicata dal PNSA (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America) ha rivelato che le donne con un gemello maschio sono penalizzate in moltissimi aspetti della loro vita. La ricerca, raccontata dal New York Times, è stata fatta su un campione di oltre 700 mila persone, inclusi oltre 13 mila gemelli nati in Norvegia tra il 1967 e il 1978 e ha affermato che le donne in questione possono avere problemi al lavoro, a scuola e nella vita privata. Nel dettaglio i dati rivelano che rispetto a una donna senza un gemello maschio possono guadagnare fino al 9% in meno, possono avere più difficoltà nel portare a termine gli studi, nell’avere figli (6% in meno) e nello sposarsi (13% in meno).

La causa della penalizzazione, seconda questa ricerca, pare ritrovarsi nel testosterone, con il quale le donne con gemello maschio si sono scontrate quando ancora erano in grembo. Il testosterone, predominante ormone maschile, spingerebbe le donne a comportarsi come gli uomini: da giovani hanno più fiducia in se stesse ma hanno meno auto-controllo e più difficoltà a scuola, il contrario di quello che solitamente caratterizza una giovane ragazza. Crescendo, però, la carriera lavorativa non offre loro ricompense, come spesso accade con gli uomini, anzi soffrono ancora di più il sessismo, perché i loro comportamenti “maschili” non portano alcun beneficio.

In sostanza, come dice David Figlio, economista e decano della School of Education and Social Policy del Northwestern, Chicago, le donne con gemello maschio sono svantaggiate perché:

Le donne esposte al testosterone si addentrano in alcune sfide educative spesso associate agli uomini, al contrario però, a causa della discriminazione presente nel mondo del lavoro, esse non godranno dei benefici di cui spesso invece gli uomini godono.

Al contrario Pranjal Mehta, psicologo sperimentale dell’Università di Londra sostiene che il testosterone non abbia effetti diretti sui comportamenti umani, ma che sia il contesto in cui si cresce a influenzare maggiormente il comportamento di una persona. A favore di questa tesi lo scienziato sostiene che uomini e donne hanno diversi livelli di testosterone e proprio perché si tratta di un ormone la cui presenza varia a seconda di ciò che accade nella vita della persona, anche la sua influenza cambia da persona a persona. Per questo, la cultura, l’ambiente e alcuni fattori individuali come lo stress e l’autopercezione influenzano molto di più sul comportamento.

Inoltre, a sostegno di questa tesi c’è il fatto che per questa ricerca, non sono stati misurati i livelli prenatali di testosterone nei gemelli femmina e maschio e di conseguenza nessuno può provare gli effetti diretti di questo “prematuro contatto”.

Anche la socializzazione gioca sicuramente un ruolo fondamentale in questa penalizzazione. Lo studio spiega infatti che la difficoltà a scuola nelle donne (dalla quale poi dipenderanno i loro guadagni economici in futuro) è causata dai comportamenti aggressivi e dalla scarsa attenzione, tipici dei maschi. Per quanto riguardo il matrimonio invece, la spiegazione potrebbe trovarsi nell’influenza indiretta del testosterone nelle relazioni.

Anche il biologo evoluzionista Bernard Crespi della Simon Fraser University of Canada sostiene che l’ambiente che ci circonda è molto più influente del testosterone:

Ci sono sempre interazione tra la biologia, la cultura e l’ambiente. Possiamo sempre cambiare la nostra cultura o l’ambiente sociale che ci circonda.

Negli ultimi 40 anni, le nascite dei gemelli sono duplicate, probabilmente la causa si può trovare nell’aumento dell’età in cui le donne hanno figli o nella fecondazione in vitro (entrambe situazioni che alzano la probabilità di avere figli gemelli). Lo scopo di questa ricerca è proprio quello di aiutare genitori, dottori e insegnanti nella crescita di questi bambini, senza però voler assolutamente incidere sulle scelte di maternità. Non si tratta di dati assoluti: nel mondo esistono donne con un gemello maschio che non soffrono di penalizzazione e che anzi eccellono nella scuola, nel lavoro e nella vita privata.

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