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The Pozzolis Family: "Lasciateci sbagliare: la ricetta per crescere figli perfetti non esiste"

Con una pagina seguitissima su Facebook, la Pozzolis Family mostra che essere genitori non significa essere perfetti. E alle mamme e papà dice "Siate liberi di sbagliare, non c'è una ricetta per crescere i figli".

Nell’era dei social media anche la genitorialità diventa un trend topic, un argomento su cui confrontarsi e di cui discutere sulle varie piattaforme; in cerca di consigli, forse, o magari più semplicemente di “consolazione” e “sorellanza/fratellanza”, dato che le mamme e i papà sperano sempre di trovare, nei post e nei commenti pubblicati da altri genitori, situazioni simili o punti in comune con la propria quotidianità, per sentirsi meno soli e, perché no, anche meno “sbagliati” rispetto al ruolo che hanno assunto con l’arrivo di un figlio. Dopo tutto, paure, pensieri, la sensazione di sentirsi inadeguati e, a volte, persino i sensi di colpa sono gli stessi, per tutti, e non c’è nulla di cui vergognarsi.

Se Giada Sundas, con le sue “mamme ribelli”, e i suoi divertentissimi post tragicomici sulla maternità aveva strappato un sorriso alle tantissime mamme alle prese con tutte le conseguenze, belle o meno, legate alla nuova vita con un bambino, la Pozzolis Family è diventata un vero e proprio fenomeno social, grazie all’ironia di Gianmarco e Alice (che di mestiere, non a caso, fanno proprio i comici), capaci di raccontare, nei loro post o nei video (condivisi mediamente da circa un milione di persone), tutto ciò che appartiene all’ “universo genitori”. Ansie e dolori compresi, ovviamente.

La loro pagina Facebook sforna post che diventano immediatamente virali, è seguita da oltre 600 mila persone, ed è capace di descrivere la vita familiare comune a moltissime coppie con figli in ogni suo aspetto, ma sempre con la leggerezza e la delicata ironia che contraddistingue anche la loro carriera lavorativa. Lui, Gianmarco Pozzoli, 47 anni, è un volto noto di Zelig ma anche di fiction come A un passo dal cielo, lei, Alice Mangione, di anni ne ha 34, e non si vergogna di svelare, in un’intervista di coppia rilasciata a Vanity Fair, che la prima volta che ha notato colui che sarebbe diventato il suo compagno, era appena un’adolescente. “Quando avevo 11 o 12 anni, guardando la tv, dissi a mia madre: ‘Mi piacciono le facce particolari, di un viso così non mi stancherei mai’. Era quello di Gianmarco, in una pubblicità. È un episodio che avevo rimosso, me l’ha ricordato lei la prima volta che l’ho portato a casa“.

Una bella storia romantica, la ragazzina che rimane colpita da un volto della tv e poi, anni dopo, lo fa innamorare. Stanno insieme da sette anni, Gianmarco e Alice, ma hanno capito piuttosto presto che sarebbero diventati la “Pozzolis family”: andati a convivere quasi subito, “Io la seconda sera le ho detto: ‘Noi due faremo un figlio'”, ammette Gianmarco; e Alice gli fa eco: “Non sono riuscita a fermarlo, è stato travolgente. Ha deciso che doveva esserci nella mia vita e non ho avuto scampo“.

Fonte: web

E il figlio, in effetti, è arrivato: il piccolo Giosuè, 4 anni, seguito da Olivia Tosca. Davvero niente male per una coppia nata per un appuntamento mancato… Già, perché, come confessa Gianmarco, “… io ci ho provato con una ragazza molto giovane. Alice ne ha approfittato per prendermi in giro, finché le ho proposto: ‘Se tizia mi dà buca, usciamo noi due’. Facile immaginare com’è andata a finire“.

Fatta la famiglia, dopo poco tempo è venuta, naturale, l’idea di mostrare al popolo del Web come fosse la nuova vita da genitori dei Pozzoli. “Essendo due comici, non potevamo far altro che trasformare ciò che ci stava succedendo in qualcosa che ci rappresentasse sia come artisti, sia come genitori – spiega Alice – L’esperimento così in poco tempo è diventato una sorta di terapia di gruppo”.

Una terapia di gruppo che oggi, oltre al successo sui social, è anche un libro, Un figlio e ho detto tutto, uscito il 12 settembre 2017 per Mondadori e disponibile su Amazon.

La domanda più ovvia forse, ma fondamentale, e che la giornalista di Vanity Fair non manca è visto che vi occupate di raccontare la vita familiare, come cambia dopo l’arrivo di un figlio? Alice spiega: “Noi abbiamo avuto tanta fortuna, Giosuè è un bambino straordinario. E l’esperienza ci ha insegnato che se sei una coppia traballante, un figlio ti distrugge. E invece nel nostro caso, nonostante non fosse molto tempo che stavamo insieme, abbiamo capito di essere diventati genitori nel momento giusto“. Certo, i periodi difficili ci sono, inutile negarlo, anche perché, quando si dice che un figlio ti stravolge la vita, non è una bugia. E nello stravolgimento ci sono anche i ritmi biologici: “A me manca l’ozio, il potersi distrarre. Sono due anni e nove mesi che sto attenta. Mi manca il poter ‘spegnere la testa’, il ‘cazzeggiare’, devi essere sempre vigile“.

Altrettanto frequenti sono i dubbi, le perplessità, il mettersi in discussione come genitore accusandosi di essere un pessimo esempio di madre o di padre; ad Alice, ad esempio, capita quando si trova a dover fronteggiare situazioni estreme, come quando, lo racconta lei stessa, si è trovata a lavare Olivia nel bagno di un teatro, per poi asciugarla con il bocchettone dell’aria calda. Ma il pensiero sparisce subito, perché “… mi dico che i miei figli sorridono troppo, non posso essere così orribile“.

Famiglia perfetta? Macché, la Pozzolis family è perfettamente fallibile, come qualunque altro genitore sulla faccia della terra, e il loro profilo social non vuol essere un modo per mostrare agli altri di essere invincibili e di non commettere mai errori, ma che, al contrario, tutti ne fanno, e devono essere liberi di poterli fare, senza preoccuparsi troppo di giudizi, paragoni, complessi. “Il messaggio è: ‘Ragazzi, commettiamo errori quotidianamente’. Abbiamo la fortuna/sfortuna di non avere famiglie pressanti intorno a noi, questa cosa ci permette di continuare a sbagliare e a imparare.

Abbiamo scoperto che l’insidia più grande per i neo-genitori sono i giudizi del mondo esterno. Io dico sempre: ‘Lasciateci sbagliare!’ La ricetta perfetta per crescere i figli non esiste.

Parlando della situazione delle mamme, ma anche di molti papà, nel nostro paese, Alice sottolinea l’importanza di rivedere il sistema di welfare legato alla maternità e, in generale, alla genitorialità, soprattutto alla luce delle esigenze delle donne lavoratrici, e non nega che, spesso, i commenti delle persone rispetto alla maternità stessa possano essere fastidiosi. “La peggiore, peggiore, peggiore è quando, a una settimana dal parto, ti dicono: ‘Ma di nuovo, sei incinta? Aspetti un altro figlio?’. Al di là che mi stai offendendo, ma cosa ti dice il cervello?“.

Al di là di dubbi, paure, delle esperienze nuove che si scoprono, tappa dopo tappa, e passo passo con i figli, nel percorso per diventare genitori (perché nessuno ci nasce, ci si può solo impegnare per esserlo al meglio delle nostre possibilità) forse il riassunto più bello dell’essere una mamma o un papà, però, lo fa proprio lei:

La prima notte che ho trascorso in ospedale con Giosuè, ho preso coscienza e gli ho detto: ‘Ti giuro, farò di tutto perché nella vita tu sia felice’. Questo è il riassunto di un genitore.

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