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Tosse in gravidanza: ecco come fermarla ed evitare rischi per il feto

Latte caldo con miele, gargarismi con tè alla salvia, lavaggi nasali, e altri rimedi naturali per mettere ko la tosse in gravidanza. Diversi suggerimenti per contrastare un disturbo che non va assolutamente sottovalutato.
Tosse in gravidanza
Fonte: iStock

La tosse in gravidanza è un disturbo da non sottovalutare. Ecco come curarlo in modo naturale, anche prevenendo gli altri malanni di stagione.

Tosse in gravidanza: le possibili cause

Nel periodo della gravidanza la donna detiene uno stato di salute di certo più “delicato”, pertanto più esposto anche ai malanni di stagione, quali influenza, febbre, raffreddore e tosse. Quest’ultima, così come gli altri inconvenienti, va tenuta d’occhio e curata al fine di evitare conseguenze spiacevoli e pericolose per mamma e feto. Dunque, non deve essere assolutamente sottovalutata, bensì subito presa in considerazione e riferita al proprio medico.

Inoltre, le difese immunitarie “scombussolate” dal particolare stato di gravidanza possono fare spazio ai malanni in esame, quindi fate attenzione!

Tosse in gravidanza: cosa prendere per farla passare

Per curare la tosse in gravidanza l’unico farmaco che si potrebbe assumere è il paracetamolo, mentre è da evitare l’uso dell’aspirina. Non è stato dimostrato che l’utilizzo del paracetamolo alle dosi consigliate possa aumentare i rischi di aborto spontaneo o malattie congenite nel bambino in arrivo. Tuttavia, l’assunzione quotidiana o frequente, soprattutto nella seconda metà della gravidanza, può incrementare il rischio di asma e di dispnea nei neonati. Pertanto, in ogni caso, è necessario sempre chiedere al medico.

Tosse in gravidanza: ecco gli altri rimedi

Tosse in gravidanza
Fonte: iStock

Diversi sono i rimedi naturali per curare la tosse in gravidanza, che in molti casi sono legati direttamente ai rimedi della nonna, ossia quei piccoli ma utilissimi stratagemmi, spesso casalinghi, per contrastare piccoli disturbi come quello della tosse. Quali sono? Eccone alcuni:

  • lavaggi nasali con soluzione fisiologica oppure mediante una soluzione fai da te preparata sciogliendo un cucchiaino di sale in mezzo litro di acqua tiepida.
  • suffumigi con acqua calda e sale grosso o bicarbonato.
  • bere più acqua durante la giornata.
  • bere latte caldo con miele (magari prima di andare a letto). Il miele è in grado di calmare le irritazioni e lenire il mal di gola.
  • gargarismi con tè alla salvia (basta lasciare in infusione delle foglie di salvia nel tè e usare quanto ottenuto per i gargarismi).
  • bere lo sciroppo di cipolla. Come ottenerlo? In una tazza mettere delle fette di cipolla coperte di zucchero. Lasciare macerare per un’ora. Va consumato assumendone quattro cucchiai al giorno. La cipolla è un “espettorante” naturale, capace di eliminare i batteri, liberare le vie respiratorie e alleviare la tosse e le irritazioni che coinvolgono la gola.
  • consumare lo sciroppo alla rapa: tagliare a fette una rapa bianca e viola e lasciarla macerare in un piatto con zucchero oppure con miele. Andare a raccogliere lo sciroppo che si forma attraverso la macerazione e assumerne un cucchiaio due o tre volte al dì.

Ricordare, inoltre, che il colpo di tosse non va trattenuto perché costituisce il modo in cui il corpo elimina il muco in eccesso presente nelle vie respiratorie, soprattutto quando si tratta di tosse grassa.

La tosse secca, invece, non presenta catarro e può essere collegata a un’infezione che, col tempo, se non curata, può generare problematiche più serie.

E, ancora, è bene tenere a mente che mal di gola e tosse possono essere incentivati dagli ambienti secchi. Quindi, può rivelarsi utile avere un umidificatore, in particolare in camera da letto, per evitare di dormire in un luogo secco, favorendo i disturbi sopraindicati.

Tosse in gravidanza: può far male al bambino?

In gravidanza il feto è protetto dalla placenta, che ha proprio il compito di salvaguardarlo e consentirne crescita e sviluppo in tranquillità. Tuttavia, può succedere che la placenta si vada a lesionare e che quindi il feto entri in contatto con virus e batteri. Ne consegue che disturbi come la tosse vadano necessariamente fermati per tempo, prima che consentano all’influenza di trovare terreno fertile, col rischio di contagiare il feto e creare problemi allo stesso.

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