diredonna network
logo
Stai leggendo: C’era una volta Maya (la mamma è sempre la mamma)

"10 cose che voglio che mia figlia sappia sul suo corpo"

Maternità facoltativa: come e perché richiederla

L'altra faccia della discriminazione: "Noi donne senza figli, lavoratrici di serie B"

Troppo criticate: la maggior parte delle mamme si sente in colpa

Prepara i biscotti per la scuola con il latte materno: le reazioni del web

Sport in gravidanza: si può fare?

"Avrà un bimbo da sola": storie di italiane single all'estero per avere un figlio

Mola vescicolare, che cos'è, sintomi e cause

La reazione di questo papà alla nascita del figlio è epica

Essere 'matrigna': "Sono non-madre della figlia di un'altra ed è meraviglioso"

C'era una volta Maya (la mamma è sempre la mamma)

Maya è una figlia come tante, con una mamma come poche!
www.fanpop.com
www.fanpop.com

Maya è una ragazza matura e disponibile, pronta a tendere la mano e ad aiutare gli altri.  Almeno così sembra.  Questa descrizione infatti vale per chi la osserva da fuori  ma sono poche le persone che la conoscono per davvero e tra tutte, quella che la conosce meglio è indubbiamente sua madre Albin.

Albin sa che:

  1. la mattina, prima della moka di caffè, sua figlia è da tenere a debita distanza;
  2. quando ha la “luna storta” è meglio evitare alcun tipo di contatto, pena la fulminazione istantanea;
  3. quando è triste si chiude in se stessa diventando scontrosa con tutti;
  4. quando studia in casa non deve volare una mosca altrimenti si scatenerebbe la fine del mondo con tanto di cavalieri dell’Apocalisse al seguito;
  5. quando riceve o fa complimenti ad un qualsiasi essere vivente, la figlia si ingelosisce tenendo un muso lungo chilometri;

Ma soprattutto sa che quando Maya è felice, come dice lei “il nasino le va all’insù”

Albin è l’opposto di Maya: all’apparenza può sembrare antipatica e saccente in realtà nasconde un animo così nobile da fare un baffo a quello di Kate Middleton.

Le due hanno un rapporto in un equilibrio più che precario perché se hanno una cosa in comune è il fatto che se si incavolano fanno scintille.

Una volta accadde che Maya non volesse spiegare ad Albin come scaricare le foto dalla fotocamera al p.c. (o meglio, dopo averglielo spiegato un numero illimitato di volte, si era stancata di ripeterle sempre le stesse cose. E’ che il “copia e incolla” proprio non entra nella testa di sua madre). Cominciarono così a discutere animatamente facendo volare parole più lunghe delle loro lingue. Si tennero il broncio per qualche ora ma poi, scontratesi nel corridoio si guardarono negli occhi per qualche secondo una col broncio e l’altra con l’occhio semichiuso in aria di sfida e s abbracciarono riprendendo a volersi bene di nuovo “visivamente”.

Tra le due c’è un legame speciale che solo loro conoscono e vivono. E’ un rapporto costruito sulla sincerità, sulla sopportazione e sul bene che solo madre e figlia possono comprendere. Quel bene indissolubile ed unico.
Quel bene che svanisce improvvisamente quando Albin chiede a Maya “Allora, mi vuoi spiegare come funziona questo coso qui “copia e incolla”?!”