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Quando l'ecocardiografia fetale diventa necessaria per la salute del tuo bambino

L'ecocardiografia fetale non è un esame necessario per ogni mamma. Ma diventa fondamentale nel caso in cui la mamma o il feto presentino determinate caratteristiche. Leggi l'articolo per saperne di più.

L’ecocardiografia fetale è un’ecografia che studia in modo accurato e completo l’anatomia del cuore del bambino. È un esame ulteriore che il medico e/o il ginecologo possono richiedere in caso di rischio di malformazioni o patologie del cuore ereditarie.

Per ogni donna in gravidanza è già prevista e obbligatoria una ecografia morfologica che osserva il cuore del feto e tutte le sue strutture. Questa ecografia viene di norma fatta intorno alla ventesima settimana di gestazione. Con questo esame si studia comunque la morfologia del cuore, limitandosi a constatare la presenza e il corretto sviluppo degli atri e dei ventricoli.

In quali casi è quindi necessaria o consigliata un’ulteriore diagnosi? Vediamoli insieme.

Quando fare un’ecocardiografia fetale?

cardiopatia infantile
Fonte: web

L’ecocardiografia fetale, a differenza dell’ecografia morfologia, può esaminare con maggiore precisione e dettaglio non solo il muscolo cardiaco, ma anche l’arteria aorta, l’arteria polmonare e le valvole cardiache. Questa visione più ampia permette di scoprire cardiopatie congenite o malformazioni.

L’ecocardiografia fetale può infatti scoprire il 90% delle malformazioni cardiache con grande precisione. Come riportato nel sito del Centro Diagnosi Prenatale, le cardiopatie congenite rappresentano la causa del 20% delle morti perinatali (ovvero tra la ventottesima settimana di gestazione e il settimo giorno di vita) del 50% delle morti infantili. Di conseguenza uno studio attento e accurato del cuore fetale è fondamentale. L’ecocardiografia fetale risponde proprio a quei casi in cui è presente un rischio maggiore e lo studio approfondito del cuore del feto è necessario.

Si tratta di un esame che viene richiesto dal medico principalmente in due casi:

  • Cause materne: l’ecocardiografia viene fatta nel caso in cui la mamma abbia contratto virus come Citomegalovirus, Coxscakie o Rosolia; o sia affetta da diabete di tipo 1 e sia insulino-dipendente; nel caso in cui siano presenti malattie come la fenilchetonuria o altre malattie autoimmuni; viene sottoposta all’ecografia anche nel caso in cui abbia assunto farmaci teratogeni durante il primo trimestre di gestazione, o se in famiglia siano presenti casi di malformazioni cardiache o cardiopatie.
  • Cardiopatia sospetta: viene fatta l’ecocardiografia se dagli esiti dell’ecografia morfologia risulti una sospetta cardiopatia; la gestante viene sottoposta a ecocardiografia fetale anche nel caso di alcune alterazioni quali: alterazione cromosomica nell’amniocentesi; translucenza nucale superiore al 99° percentile, rallentamento della crescita del feto, alterazione del battito cardiaco.

Inoltre un’ecocardiografia fetale può essere utile per rilevare svariate sindromi genetiche o cromosomiche e tutti sappiamo quanto possa essere utile scoprire queste sindromi in periodo prenatale, permettendo così ulteriori indagini genetiche mirate.

Come viene eseguita l’ecocardiografia fetale?

ecocardiografia fetale
Fonte: web

L’ecocardiografia fetale viene eseguita come una normale ecografia. Deve essere eseguita da operatori specificatamente addestrati e prevede l’utilizzo di ecografi ad alte prestazioni. Anch’essa sfrutta ultrasuoni e attraverso la sonda è possibile avere tutte le informazioni riguardo la struttura cardiaca.

L’ecocardiografia non è invasiva, non crea problemi né alla madre né al feto. Se il feto è nella giusta posizione ed è presente la giusta quantità di liquido amniotico l’ecografia durerà circa 20 minuti, in caso contrario si prolungherà ma resterà comunque innocua per entrambi i soggetti. Come per l’ecografia morfologica, il momento migliore per farla è dalla ventesima settimana in avanti, anche se con i migliori ecografi oggi è possibile iniziare lo studio precocemente, sopratutto per i casi ad alto rischio.

Gli esiti che possono derivare da quest’ecografia sono due: una valutazione primaria che studia l’anatomia del cuore e una valutazione secondaria che attraverso l’ecodoppler e lo studio dei flussi sanguigni genera un risultato riguardo la funzionalità del cuore.

Se siete madri affette da una delle patologie riportate nel punto cause materne o se il vostro bambino presenta una delle anomalie del punto successivo, l’ecocardiografia fetale è la giusta soluzione. Prevenire questo genere di patologie potrebbe migliorare, talvolta addirittura salvare la vita di vostro figlio. Inoltre non danneggerà né voi né il feto: prestare le giuste attenzioni e prevenire nel modo adeguato è la prima cura verso la guarigione.