
Il femminismo spiegato ai bambini
"Cos'è il femminismo, mamma?". Ecco come spiegare il rispetto e la parità tra maschi e femmine ogni giorno e nei gesti quotidiani

"Cos'è il femminismo, mamma?". Ecco come spiegare il rispetto e la parità tra maschi e femmine ogni giorno e nei gesti quotidiani

Per prima cosa è importante capire cos’è il femminismo. E no, non si tratta di una battaglia contro gli uomini portata avanti dalle donne, così come spesso si vuole far credere (e così come spesso si pensa davvero). Si tratta, invece, di comprendere le disuguaglianze che esistono concretamente tra uomo e donna e che portano quest’ultima a essere messa in una condizione di inferiorità o di “svantaggio”. Quello a cui punta il femminismo, quindi, non è altro che l’uguaglianza tra uomo e donna, stessi diritti, stessi trattamenti, stesse possibilità.
Qualcosa che quindi dovremmo avere tutt* a cuore, per noi stesse, per le proprie sorelle, mogli, figli, madri, e che non riguarda solo il genere femminile, ma tutti gli individui indistintamente. Perché il punto focale del femminismo, è che tutti, senza distinzione di genere, possano godere degli stessi diritti, senza essere messi in una posizione di inferiorità e senza subire discriminazioni (cosa che per estensione vale anche per tutto il resto, dall’orientamento sessuale al credo religioso, ecc.).
Essere femministi, quindi, significa “solo” difendere ogni giorno propri diritti, combattendo nei gesti quotidiani per non subire tutta quella serie di ingiustizie spesso travestite da consuetudini, che mettono l’uomo al di sopra della donna. Ed è per questo che non è una cosa che riguarda solo le donne, ma tutti, o per lo meno così dovrebbe essere.

Un concetto tanto semplice, se solo si pensasse che siamo tutti uguali e che di conseguenza non dovrebbero esistere per natura discriminazioni o disuguaglianze, ma che è anche tanto difficile da far capire, soprattutto a chi vive da tempo sotto una mentalità patriarcale o che verte su una posizione in cui è l’uomo a essere dominante.
Ma come può essere, quindi, un concetto spiegabile a dei bambini? Proprio in virtù del fatto che la mente dei più piccoli non è ancora assuefatta da stereotipi o pensieri discriminatori, è possibile parlare di femminismo ai bambini, spiegandolo con parole semplici, con i gesti ed esempi che vertono sulla loro quotidianità, insegnandogli l’uguaglianza e il rispetto, allo stesso modo in cui gli si insegna tutto ciò che gli serve per diventare grandi e per vivere nel mondo.

Un compito che dovrebbe essere tra quelli base di un genitore, ovvero educare i propri figli alla parità di genere, insegnandogli che nessuno deve essere escluso dalle possibilità che la vita dona agendo in base al sesso, e che non devono esistere comportamenti che vanno a sminuire la donna in nessun campo e in nessuna fase della sua vita. Un compito che può essere eseguito ogni giorno, nelle scelte e nel linguaggio quotidiano, nell’educazione e negli insegnamenti che in primis, avvengono con i propri comportamenti.
Per esempio:
O ancora coinvolgendoli nelle faccende domestiche o nei lavori di casa con una divisione equa dei compiti e senza che ci sia categorizzazione delle mansioni in femminili o maschili, tutti possono fare e saper fare tutto.
Anche la scelta dello sport o delle attività può essere un buon modo per spiegare il femminismo ai bambini, incoraggiandoli a scegliere quello che amano o che piace di più, a prescindere dalla maggioranza di chi lo pratica. Questo significa che una bambina può tranquillamente scegliere di giocare a calcio e che un bambino non dovrebbe avere nessuna ragione per prenderla in giro o dirle che non può, perché l’educazione alla parità dei diritti è da entrambi i lati. E allo stesso modo un bambino che voglia intraprendere un percorso nella danza non dovrà essere ostacolato solo per un fattore di genere ne preso di mira dalle compagne.

Ogni bambino o bambina può scegliere chi essere, cosa fare e chi voler diventare, trovando sostegno e appoggio da parte dei genitori, e dei buoni compagni e compagne educate al rispetto e al femminismo dai propri genitori.
Una forma di rispetto che non dovrebbe mai essere trascurata e che pone le basi a una vera uguaglianza. Cosa che accade anche nella scelta delle parole o frasi che si usano.
Dire a un bambino che i maschi non piangono è un modo per soffocare le emozioni e rendere debole ai propri occhi chi invece non lo sa. Usare espressioni come “questa cosa è da femmina” o “ti comporti come una femminuccia” significa etichettare in negativo il sesso femminile in rifermento a comportamenti che tutti abbiamo e che fanno parte della crescita, reprimendoli e alimentando la credenza che ci siano differenze che hanno ragione di esistere in base al sesso con cui si è nati.
Emozioni, sensazioni, sentimenti, la possibilità e libertà di scelta, sono tutte cose che ci distinguono come essere umani e che ognuno di noi ha, a prescindere dall’essere maschi o femmine. E questo è il principio di base del femminismo e di come deve essere spiegato ai bambini. In modo semplice, quotidiano, alla portata di chi ascolta e puntando a un rispetto e ascolto reciproco tra adulti e bambini, uomini e donne.

Vivo seguendo il mantra "se puoi sognarlo puoi farlo". Sono una libera professionista della vita. Una porta verde, una poltrona rossa e una vasca da bagno sono le mie certezze, tutto il resto lo improvviso.
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