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Parto con ventosa: 5 testimonianze per sapere la verità

Il parto naturale può presentare difficoltà o ostacoli, ed è compito del personale medico agire tempestivamente in aiuto alla futura mamma, per garantire la buona riuscita. Il parto con la ventosa è uno dei metodi di parto assistito.

Il parto con ventosa è una delle pratiche di parto naturale operativo, o assistito, cui si ricorre per estrarre il feto in situazioni di difficoltà. Si tratta di un’alternativa al cesareo, o all’episiotomia. Oggi viene utilizzata una ventosa in silicone, che quasi ovunque ha sostituito il forcipe e permette un’operazione rapida e minori rischi per il neonato e per la mamma. Scopriamo meglio cos’è e come si effettua.

Parto distocico: quando c'è bisogno di ventosa o altri interventi esterni

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Parto con ventosa: quando si effettua

La ventosa ostetrica è uno strumento che si usa per assistere la nascita del feto, quando si presentano ostacoli durante il parto che necessitano di un intervento tempestivo. Si usa come alternativa meno invasiva al cesareo, ed ha un’incidenza di circa il 5% dei parti vaginali. Fa parte dei metodi di parto assistito, insieme al forcipe, che è stato eliminato quasi in tutte le strutture, e l’episiotomia.

Il parto con ventosa si effettua come aiuto quando avvengono determinate condizioni che rendono difficile o impossibile l’espulsione naturale del bambino. È necessario ricorrere alla ventosa quando:

  • il neonato è incastrato nel canale del parto e fatica ad uscire;
  • si teme la sofferenza fetale perché il battito cardiaco del bambino rallenta, ad esempio dopo la somministrazione di ossitocina;
  • le contrazioni dell’utero non sono abbastanza forti da far uscire il feto;
  • la madre non è più in grado di spingere correttamente, per la troppa stanchezza o perché perde il controllo dei muscoli addominali.

Come si effettua il parto con ventosa

parto con ventosa
Fonte: Web

La ventosa usata oggi ha sostituito il forcipe, strumento che portava gravi conseguenze ai neonati. Si tratta di una coppetta in silastic, chiamata Kiwi Omnicup che è più piccola e morbida rispetto alla prima ventosa inventata dal medico francese Yves Couzigou che era in metallo. Al momento del bisogno, se non è stata effettuata l’epidurale, viene fatta un’anestesia locale per ridurre la sensibilità vaginale, e viene successivamente inserita la ventosa. Essendo un’operazione di emergenza, può essere necessario incidere la vagina per allargare lo spazio di inserimento.

La ventosa si applica automaticamente alla testa del neonato creando il sottovuoto. Quando era utilizzata quella in metallo, un aspiratore toglieva l’aria, e questa procedura richiedeva diversi minuti, aumentando il rischio di complicazioni durante il parto. La ventosa in plastica e le moderne Kiwi invece aderiscono simultaneamente e più facilmente alla testa del neonato, creando il vuoto.

La tecnica dell’ostetrico consiste nell’applicare una lieve trazione verso l’esterno con la ventosa, in concomitanza con le spinte della madre e le contrazioni uterine. Si tratta di una procedura che, se applicata in maniera professionale e corretta, aiuta molto l’espulsione del feto.

Parto con ventosa: rischi e conseguenze

Con la ventosa in silicone i rischi e le conseguenze per il neonato sono ridotte al minimo, sia per la rapidità con cui aderisce alla testa, sia per la maggiore delicatezza del materiale. Tutto dipende in ogni caso dalla corretta applicazione della ventosa da parte del personale medico. Deve essere infatti messa nella giusta posizione, tenendo conto della dilatazione della cervice e la proporzione fra il bacino e la pelvi. In tutti i casi si tratta comunque di complicanze temporanee.

Le possibili conseguenze a cui il neonato potrebbe andare incontro dopo l’uso della ventosa sono:

  • edema alla testa, dovuto alla pressione della ventosa,
  • ematoma alla testa, comunque molto meno esteso rispetto alle tecniche del passato,
  • abrasioni,
  • rare emorragie.

Esistono rischi anche per la madre, perché potrebbero verificarsi lesioni del tratto genitale vaginale e incontinenza dopo il parto. Inoltre, è importante che il ginecologo prepari le future mamme all’eventuale possibilità di usare la ventosa in situazioni di emergenza, in modo che non risultino impreparate e che il parto risulti il meno traumatizzante possibile.

Parto con ventosa: storie e testimonianze

Abbiamo raccolto 5 testimonianze di mamme che hanno partorito con l’aiuto della ventosa.

Parto con ventosa: 5 testimonianze per sapere la verità

Parto con ventosa: 5 testimonianze per sapere la verità
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