
Maternità surrogata: cos'è e come funziona la gestazione per altri
Come funziona la maternità surrogata, anche nota come "utero in affitto", cosa comporta e perché in Italia è vietata e perseguita come reato universale

Come funziona la maternità surrogata, anche nota come "utero in affitto", cosa comporta e perché in Italia è vietata e perseguita come reato universale

La maternità surrogata, nota anche come gestazione per altri (GPA) o chiamata spesso “utero in affitto“, è un tecnica di procreazione medicalmente assistita con cui una donna porta avanti una gravidanza e partorisce un bambino per conto un’altra persona o coppia (i cosiddetti genitori intenzionali) a cui lo affida subito dopo la nascita, andando così consapevolmente e anticipatamente a rinunciare a ogni diritto legale sul neonato una volta nato. Si tratta quindi di un accordo che viene stipulato in piena consapevolezza e libertà da tutte le parti coinvolte, gestante compresa. Ciononostante, in Italia come in altri Paesi, questo tipo di contratto rimane vietato.

Per capire come funziona la maternità surrogata, è necessario innanzitutto identificarne le diverse tipologie esistenti.
Inoltre la gestazione per altri può essere solidale (ovvero la gestante non riceve alcun compenso per la gravidanza, se non il rimborso delle spese mediche) o commerciale (è previsto un compenso finanziario vero e proprio per la donna che gestisce la gravidanza, regolato da un contratto stipulato tra le parti).
A livello pratico, invece la maternità surrogata è un percorso che inizia con la creazione dell’embrione in laboratorio tramite fecondazione assistita, combinando i gameti (ovuli e spermatozoi) dei genitori intenzionali o di donatori esterni.
Parallelamente si individua la gestante, solitamente attraverso colloqui conoscitivi e verificando il possesso di precisi requisiti, tra cui:
Trovata la corrispondenza (il cosiddetto matching), si avvia la preparazione dell’utero materno tramite una terapia farmacologica mirata di circa venti giorni. Infine, il personale medico procede al trasferimento dell’embrione (fresco o precedentemente crioconservato) monitorando attentamente ogni fase successiva secondo protocolli sanitari rigorosi.
La maternità surrogata è una pratica a cui ricorrono molte coppie, sia eterosessuali con problemi di fertilità o patologie severe, sia omogenitoriali. Tuttavia suscita un acceso dibattito etico e politico, culminato in Italia con la sua definizione di “reato universale”.
Sul piano giuridico, la questione è complessa. Nel novembre 2024 l’Italia ha approvato una legge che rende la gestazione per altri punibile anche se commessa all’estero da cittadini italiani. Tuttavia, molti giuristi evidenziano come non si tratti di un reato universale in senso proprio (quale la tortura o il genocidio), poiché la pratica rimane del tutto legale e regolamentata in diversi altri Paesi.
In Italia la maternità surrogata è espressamente vietata e sanzionata come reato. Il divieto è stato stabilito dall’articolo 12, comma 6, della Legge n. 40/2004 e, a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge n. 169 del 4 novembre 2024 (in vigore dal 3 dicembre 2024), la pratica è perseguibile penalmente anche se la condotta viene compiuta all’estero da un cittadino italiano.
Con questo intervento legislativo, la maternità surrogata è stata qualificata nell’ordinamento italiano come un vero e proprio “reato universale“. Chiunque realizzi, organizzi o pubblicizzi la commercializzazione di gameti, embrioni o la surrogazione di maternità rischia la reclusione da tre mesi a due anni e una sanzione pecuniaria da 600.000 a un milione di euro.
Questo divieto si fonda sulla posizione della giurisprudenza e della Corte Costituzionale italiana, secondo cui la maternità surrogata lede la dignità della donna e la tutela del nascituro. Il principio guida dell’ordinamento italiano sancisce che il corpo umano, la gravidanza e la maternità non possono formare oggetto di contratti o compensi economici, con l’obiettivo di prevenire mercificazioni e forme di sfruttamento, in particolare verso donne in condizioni di vulnerabilità socio-economica

Come anticipato, la maternità surrogata può avere alla base un contratto solidale o commerciale. Nel secondo caso, oltre alle spese mediche sostenute dalla gestante, quest’ultima riceve un compenso economico per portare a termine la gravidanza. I costi di un utero in affitto variano a seconda del paese in cui avviene la maternità surrogata, ma possono variare dai dai 35.000€ agli oltre 250.000€. I costi includono che includono:

Vivo seguendo il mantra "se puoi sognarlo puoi farlo". Sono una libera professionista della vita. Una porta verde, una poltrona rossa e una vasca da bagno sono le mie certezze, tutto il resto lo improvviso.
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