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La prima reazione è: funziona? La seconda: se funziona è grandioso. Ma l'idea dei preservativi ghiacciati per le neomamme si basa sull'effetto anestetico del freddo. Tuttavia non si deve esagerare.
Preservativi ghiacciati
Fonte: Getty

Preservativi ghiacciati per ridurre i dolori e la congestione vaginale dopo il parto? Sembra essere l’ultimissima moda in fatto di post partum, ma, a ben guardare, è molto di più. È partito tutto da un articolo di Martin Wanless sul sito DAD (Direct Advice for Dads), che ha spiegato i benefici di questa pratica durante il puerperio. Si tratta di un normalissimo preservativo, che viene riempito d’acqua e congelato: una volta che il tutto è diventato un ghiacciolo – da cui il nome originale di ice pop – lo si può mettere tra le gambe della neomamma, per ridurre il gonfiore e alleviare il dolore.

Non si tratta di una bravata maschile – scrive Martin tra i suoi consigli del dopo parto – una delusione o un desiderio spassionato: credetemi, dopo qualche giorno a casa con un morsicatore di caviglie urlante, e dopo aver di recente testimoniato che la vagina della tua partner è stata letteralmente rivoltata e una piccola persona è stata spinta fuori da essa, nessuno di voi vorrebbe o anche penserebbe di rischiare qualcosa per almeno un po’ di settimane. Comunque siate certi di aver a disposizione i preservativi. Riempiti con acqua e congelati, hanno la forma perfetta per stare tra le gambe della neomamma e ridurre un po’ il dolore e il gonfiore. Non mi credete? È davvero un toccasana. Poco dopo aver dato alla luce in ospedale, a mia moglie è stato presentato un frigorifero pieno di preservativi congelati.

E molte altre mamme, dopo l’articolo, l’hanno seguita a ruota. Ma fa davvero bene? A occhio e croce diremmo di sì. Nel senso: non mettiamo forse del ghiaccio su un arto contuso dopo il colpo? Non utilizziamo il ghiaccio per anestetizzare il dolore? (Le persone che soffrono di periartrite e cercano di lenire il dolore con i rimedi naturali conoscono bene i benefici della cura del freddo con gel all’aloe, per dirne una). Ma la vera domanda è un’altra: può in questo caso la vagina essere paragonata a un braccio o una gamba? E, soprattutto dopo un parto, non bisogna stare attente a eventuali infezioni, punti nei pressi del perineo e così via? Metro ha pensato bene di chiedere il parere a un’esperta, Shazia Malik, ginecologa e consulente ostetrica.

La ginecologa ritiene che, sostanzialmente, si tratti di un’ottima idea, ma certo non può dare consigli a distanza e generalizzare per tutte le donne – ogni parto e, va da sé, ogni post partum sono differenti da persona a persona. Per cui il primo passo che Malik chiede a chi vuole lenire il dolore con i preservativi congelati è: chiedete consiglio alla vostra ostetrica. Noi ci aggiungiamo anche che un consulto collegiale anche con il ginecologo – soprattutto se vi rivolgete a una struttura pubblica dove questi professionisti lavorano spesso in team – male non fa, anzi.

I preservativi congelati possono essere molto confortevoli contro dolore e gonfiore intorno al perineo – considera Malik. Utilizzati con regolari antidolorifici però possono causare ulteriore gonfiore e contusioni. Siate certe che siete a vostro agio se vi ci sedete sopra. Io utilizzerei un tappetino usa e getta, in modo da non rovinare i mobili, non riutilizzate i preservativi congelati e fate come per le salviette sanitarie. Lavatevi le mani prima di farli e dopo averne usato uno, l’area perineale può ospitare un sacco di germi vicino al margine anale. Non raccomando l’uso se i vostri tessuti sono aperti o scorticati e cercate urgente aiuto medico se c’è qualche segno di infezione o il dolore e il gonfiore non migliorano rapidamente.

I preservativi congelati non vanno assolutamente inseriti nella vagina, ma posti solo al suo esterno. Un’immediata conseguenza potrebbe essere la creazione di nuove ferite che diverranno poi cicatrici. È bene utilizzare, come diceva Malik, una salvietta da apporre tra la pelle e l’ice pop, per evitare le cosiddette ustioni da ghiaccio.