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Ascaridi, cause e terapia per gli ospiti indesiderati nell'intestino

Gli ascaridi sono parassiti intestinali, responsabili di un'infezione purtroppo ancora molto diffusa, che causa sintomi spesso difficili da riconoscere. I bambini sono i soggetti che più facilmente rischiano di entrare in contatto con gli ascaridi, poiché portano oggetti e mani alla bocca e più spesso mangiano senza essersi lavati le mani.

Gli ascaridi sono parassiti intestinali responsabili dell’ascaridiosi. Sono vermi che possono raggiungere anche le dimensioni di 25 centimetri e sono i responsabili di una delle più comuni malattie intestinali causate da parassiti.

Gli ascaridi sono particolarmente diffusi nelle aree più povere del pianeta, a causa delle scarse condizioni igieniche in cui vive la popolazione. Tuttavia sono diffusi anche da noi, soprattutto nei bambini. 

I genitori conoscono spesso, purtroppo, benissimo anche altri parassiti: gli ossiuri. Anche gli ossiuri sono vermi che si insediano nell’intestino, soprattutto in quello dei bambini. Se non ne avete mai sentito parlare, leggete qui:

Ascaridi nei bambini: le cause

I bambini sono i soggetti più facilmente attaccabili dai parassiti, in quando è più facile che si portino oggetti alla bocca e che mangino senza lavarsi prima le mani.

Gli ascaridi, una volta raggiunta l’eta matura all’interno dell’intestino del loro ospite, possono produrre addirittura 200.000 uova al giorno l’uno. Queste uova vengono espulse con le feci, e possono contagiare chi, inavvertitamente, viene in contatto con esse toccando magari superfici contaminate e mettendosi le mani in bocca.

Ecco perché i bambini, che possono anche toccare il terreno, o oggetti caduti, senza accorgersi del pericolo e senza prestare particolare attenzione all’igiene delle mani, sono i soggetti più esposti al contagio.

Altre vie di contagio molto comuni sono attraverso cibo e acqua contaminati. Oltre all’accortezza di lavare sempre bene frutta e verdura, è molto importante, soprattutto nel caso si effettui un viaggio all’estero in un paese in via di sviluppo, non utilizzare acqua non in bottiglia.

In molti paesi infatti i campi vengono ancora concimati con le feci, abitudine che purtroppo rende ancor più facile e frequente il contagio con questi parassiti.

Ascaridi nei bambini: i sintomi

Purtroppo i sintomi non sono facili da individuare, e soprattutto possono insorgere anche alcuni mesi dopo la prima ingestione delle uova, rendendo particolarmente difficile per i genitori scoprire da dove sono arrivate. I sintomi possono essere anche confusi con un più classico disturbo intestinale, con dolori, crampi, diarrea. Spesso i bambini lamentano inappetenza e il loro intestino non riesce ad assumere adeguatamente i nutrienti. Per questo la crescita può risultare rallentata.

Le uova degli ascaridi, attraverso il sangue, possono anche raggiungere i polmoni. In questi casi, quando gli ascaridi si insediano nei polmoni, possono insorgere tosse, vomito o altre patologie delle vie respiratorie. Le uova possono diffondersi nell’ambiente anche a seguito dei colpi di tosse. In questo caso è ancor più facile essere veicoli del contagio di altri.

Infezioni lievi possono anche passare a lungo inosservate. Infezioni gravi, al contrario, possono causare anche stanchezza estrema e febbre, fino al blocco intestinale, una situazione veramente grave che richiede un intervento medico tempestivo. Il blocco intestinale, purtroppo, è ancor più grave nei bambini, perché il loro intestino è più piccolo rispetto a quello di un adulto, mentre gli ascaridi raggiungono le stesse dimensioni indipendentemente dal loro ospite.

In caso di dubbio, un esame delle feci può verificare la presenza o meno di uova di ascaridi, e dare quindi certezza alla diagnosi.

Ascaridi nei bambini: la terapia

ascaridi
fonte: pixabay

La terapia farmacologica, fortunatamente, è efficace. Il pediatra prescriverà certamente un antiparassitario e già dopo alcuni giorni dall’assunzione si vedranno scomparire i sintomi. Bisogna comunque assumere il farmaco per l’intero periodo prescritto dal pediatra e in seguito far analizzare nuovamente le feci, per assicurarsi che non ci siano rischi di recidive.

Mentre i farmaci sconfiggono il parassita, è importantissimo cercare la fonte dell’infezione ed eliminarla. Inoltre bisogna prestare ancora più attenzione all’igiene del bambino, tenendo sempre le sue unghie corte e pulite e lavandogli spesso le mani, soprattutto prima di mangiare.

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