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Incubo ossiuri: come sconfiggere i vermi nei bambini

Igiene personale e alimentazione sana: così si combattono gli ossiuri, i vermi bianchi che si insediano nella zona anale nei bambini (ma anche negli adulti) che, se non portano con sé gravi rischi, non sono però certo piacevoli da vedere.
ossiuri

Tutti i genitori convivono con un piccolo, grande incubo durante i primi anni di vita del bambino: gli ossiuri, i vermi responsabili dell’ossiuriasi, la più comune parassitosi intestinale umana. Benché il problema interessi anche gli adulti, e colpisca milioni di persone ogni anno, si manifesta in particolare nei bambini in età scolare.
State tranquilli, gli ossiuri non causano nessun danno, ma solo un fastidioso prurito, e non ci vuole molto tempo per liberarsene. Che cosa sono esattamente?

Si tratta di veri e propri vermi, piccoli e sottili, di colore bianco, che trovano un habitat adatto alla sopravvivenza nell’intestino umano; la femmina arriva a 10 mm, il maschio a 4 mm circa e, durante il sonno di chi lo ospita, lascia l’intestino, attraverso l’ano, per depositare le uova sulla pelle circostante. L’infezione è contagiosa, e si può diffondere per via oro-fecale, cioè attraverso il trasferimento dall’ano di un ospite alla bocca di qualcuno, solitamente in modo indiretto, per esempio attraverso le mani – in caso di cattiva igiene dopo essere andati in bagno – oppure tramite indumenti contaminati, come biancheria da letto, cibo o giochi.

L’infezione avviene perciò in maniera inconsapevole, inghiottendo uova raccolte sulle dita, sotto le unghie o su qualunque altra superficie contaminata. Le uova deposte dagli ossiuri diventano infettive dopo poche ore, a seguito della deposizione sulla mucosa esterna dell’ano, e possono sopravvivere per 2 o 3 settimane su capi di abbigliamento, biancheria da letto e altri oggetti.

Dopo l’infezione, le uova passano nell’apparato digerente per schiudersi nell’intestino tenue, da dove proseguono il percorso fino all’intestino crasso, dove vivono come parassiti con la testa attaccata alla parete interna dell’intestino stesso. Dopo 2 o 4 settimane, gli adulti migrano verso il retto, mentre le femmine, di notte o al mattino presto, escono dall’ano per depositare le uova. Grattandosi nell’area dove si avverte prurito le uova, microscopiche, si possono spostare sulle dita che, contaminate, possono poi disperdere le uova su varie superfici.

Cause degli ossiuri

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Fonte: web

Generalmente si contrae l’infestazione da ossiuri per ingestione di uova embrionate, come abbiamo visto, ma un’altra possibile causa di diffusione riguarda l’inalazione delle uova.

Sintomi principali

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Fonte: web

Come accorgersi se il nostro bambino ha gli ossiuri? Dopo l’ingestione delle uova il tempo d’incubazione è di circa 1 o 2 mesi, ma il sintomo caratteristico dell’infezione da ossiuri è senza dubbio il prurito intorno all’ano, che generalmente peggiora di notte a causa della migrazione dei vermi verso l’area del retto, dove vengono deposte le uova. Tuttavia, non tutte le persone possono manifestare sintomi: alcuni, intatti, potrebbero direttamente espellere i vermi nelle feci, facilmente riconoscibili perché minuscoli fili bianchi lunghi circa 1 cm, bianchi e mobili. I vermi si possono però vedere anche nella zona perianale o tra le natiche, mentre, nelle bambine, si possono notare nella zona vulvare, tra le piccole e grandi labbra. Un altro possibile sintomo, seppur raro, è il bruxismo, ovvero l’atto di digrignare i denti.
Il prurito causato dagli ossiuri potrebbe indurre il bimbo a grattarsi con forza vicino all’ano, provocandosi eczemi o piccole infezioni batteriche, anche a livello vaginale, nel caso delle bambine.

Cura e terapia agli ossiuri

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Fonte: web

Come detto, i parassiti non necessitano di molto tempo per essere debellati, e l’infezione non deve destare particolare preoccupazione: viene di norma trattata con specifici farmaci antiparassitari, acquistabili dietro prescrizione medica, come il Vermox o il Combantrin; la cura prevede solitamente due dosi di farmaco, con la seconda dose somministrata a 2 settimane dalla prima dose. Poiché il contagio è piuttosto facile, è opportuno che si sottopongano al trattamento tutti i familiari e, per evitare nuove infezioni, è buona norma prestare attenzione alla propria igiene personale, soprattutto per quanto riguarda le mani.
Procedete al cambio quotidiano della biancheria intima, per evitare la dispersione ambientale delle uova, lavando con acqua calda. Per eliminare l’infezione, preferite la doccia al bagno e non scuotete slip e pigiamini per non disperdere le uova nell’ambiente.
Nonostante l’efficacia dei farmaci vermifughi, il prurito può durare fino ad una settimana dopo che è stata assunta; in questi casi una crema può dare sollievo.

I rimedi naturali agli ossiuri

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I rimedi naturali per gli ossiuri riguardano soprattutto l’alimentazione, ma chiedere al proprio medico quale sia il trattamento migliore resta la cosa più saggia da fare. Soprattutto nel caso dei bambini molto piccoli è indispensabile consultare il pediatra prima di intervenire dal punto di vista alimentare. In generale, fra i cibi e i rimedi naturali adatti a contrastare la presenza dei parassiti intestinali troviamo al primo posto aglio e cipolla, da utilizzare come dei veri e propri medicinali, in piccole quantità, ma soltanto se e quando serve.

Un altro rimedio naturale considerato utile per contrastare i parassiti intestinali è la carota, mentre alcuni alimenti più di altri facilitano il transito intestinale, eliminando più velocemente tossine e parassiti: tra questi cibi ci sono le banane, i cachi, le prugne (sia fresche che secche), le albicocche, il melone, l’uva, i fichi d’India e i fichi.

Gli ossiuri e l’aglio: un chiarimento

ossiuri e aglio
Fonte: web

Benché la tradizione popolare, e una bufala ampiamente diffusa in rete, suggerissero di usare una vera e propria supposta d’aglio da infilare nell’ano per combattere gli ossiuri, è importantissimo precisare che l’aglio rappresenta sì un ottimo rimedio, ma deve essere assunto esclusivamente per via orale.