ICSI o FIVET: se lo spermatozoo è "libero" o meno di entrare nell'ovocita

ICSI e FIVET rappresentano due tecniche di fecondazione assistita, scelte solitamente in base alla qualità e quantità degli spermatozoi disponibili. Una volta ottenuta la fecondazione, però, le percentuali di successo delle tue tecniche sono simili.

ICSI è l’acronimo della frase inglese che sta ad indicare l’iniezione intra-citoplasmatica dello spermatozoo. Si tratta di una procedura di fecondazione assistita sviluppata nei primi anni ’90, che viene considerata una importante evoluzione della fertilizzazione in vitro, detta Fivet.

L’ICSI è stata sviluppata per essere applicata nei casi in cui non sia disponibile un numero elevato di spermatozoi, che è invece necessario per la classica procedura della fecondazione artificiale. La differenza nei numeri è abissale: per la fertilizzazione in vitro, indicata dalla sigla FIVET, sono necessari tra i cinquantamila e i centomila spermatozoi; per l’ICSI ne serve uno.

L’ICSI infatti viene solitamente scelta per le coppie nelle quali è stata diagnosticata una grave infertilità maschile, evitando a queste coppie di dover ricorrere ad un donatore esterno. Viene fortemente consigliata anche nei casi in cui lo sperma, o gli ovociti, debbano essere scongelati. Inoltre, è la tecnica solitamente scelta da chi ha già avuto uno o due casi di insuccesso con la FIVET.

Le procedure di procreazione medicalmente assistita, di cui fanno parte sia ICSI che FIVET, sono regolate dalla legge italiana. Le linee guida per accedere a queste procedure, e per informarsi correttamente in merito, sono pubblicate dal Ministero della Salute.

ICSI: cos’è? La procedura

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fonte: pixabay

Ciò che accade prima, e dopo, il momento dell’iniezione dello spermatozoo all’interno dell’ovulo, segue le stesse tappe della procedura dell’inseminazione artificiale. Per ottenere gli ovociti, infatti, è necessaria la stimolazione farmacologica unita a un attento monitoraggio del ciclo mestruale.

Una volta ottenuti degli ovociti maturi, questi vengono aspirati con l’ausilio ecografico e trasferiti in un laboratorio di embriologia dove, contestualmente, il liquido seminale viene trattato per separare gli spermatozoi vivi, che nel caso di grave infertilità maschile sono pochi, da tutti quelli non vitali.

Il prelievo del liquido seminale può avvenire attraverso varie tecniche, scelte in base alla salute del soggetto e alle problematiche riscontrate nel liquido seminale. A questo punto, uno solo tra gli spermatozoi vivi verrà aspirato con un apposito ago, e inserito all’interno di un ovocita maturo.

Per alcuni giorni gli embrioni rimarranno in laboratorio e poi, previa verifica della fecondazione avvenuta, verranno trasferiti nell’utero. Le percentuali di fecondazione sono così superiori alle tecniche di fecondazione in vitro.

ICSI o FIVET? La differenza

Come detto, la differenza è una, ma sostanziale: nella FIVET, ovocita e spermatozoi, opportunamente trattati, vengono semplicemente messi in contatto. Nell’ICSI, invece, un singolo spermatozoo viene scelto dall’operatore e inserito nell’ovocita, precludendo quindi qualsiasi possibilità di selezione naturale.

ICSI: i rischi

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fonte: pixabay

Negli anni sono stati evidenziati alcuni rischi relativi anche alla possibilità che l’ovocita venga danneggiato durante l’aspirazione o l’inserimento in utero.

Si stima inoltre che i nascituri abbiano più possibilità di essere sterili. Tuttavia, questo ha una risposta genetica: se il padre ha gravi problemi di infertilità, la possibilità che passi tali problemi al figlio è molto alta.

Per quanto riguarda la salute dei bambini che nascono a seguito dell’inseminazione con questa tecnica, il documento che abbiamo citato, pubblicato dal Ministero della Salute, precisa che al momento non ci sono abbastanza dati nella letteratura scientifica per trarre delle conclusioni.

Percentuali di successo dell’ICSI

Come detto, l’ICSI viene scelta quando si riscontrano problemi nel numero di spermatozoi disponibili. L’ICSI aumenta le possibilità di fecondazione rispetto alla FIVET.

Tuttavia, una volta effettuata la fecondazione, le percentuali di successo, ossia le percentuali in cui la procedura si conclude con la nascita di un bambino, sono uguali a quelle della FIVET.

Le probabilità di un aborto spontaneo aumentano con l’aumentare dell’età della donna, esattamente come accade per tutte le gravidanze.

In merito alla possibilità di avere una gravidanza plurigemellare, le possibilità aumentano all’aumentare degli ovociti fecondati inseriti in utero, come in tutte le tecniche di fecondazione assistita.

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