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Parto in acqua: cosa c'è da sapere e 4 testimonianze di chi l'ha provato

Partorire in modo naturale, cercando di rilassare il più possibile i muscoli e limitando i dolori delle contrazioni è possibile? Alcune donne provano sollievo e vantaggi nel parto in acqua. Vediamo come funziona e alcune testimonianze di chi l'ha provato.
parto in acqua

Durante la gravidanza la futura mamma viene informata dal proprio medico sulle possibilità di parto, quando sarà il momento. Il parto in acqua è una scelta che rende più naturale il passaggio del bambino dal liquido amniotico al mondo esterno.

In acqua la mamma ha anche diversi vantaggi, è più leggera e sente meno i dolori del parto. Tuttavia, ci sono anche altri aspetti, come la struttura in cui farlo, e controindicazioni da considerare, prima di prendere la decisione di partorire in acqua.

Parto in acqua: come funziona?

Innanzitutto è importante sapere che non è sempre possibile effettuare il parto in acqua, ma solamente quando il travaglio è fisiologico e pertanto ci si aspetta un parto naturale e non a rischio. Il parto avviene in ospedale all’interno di una apposita vasca in vetroresina, facilmente igienizzabile. Deve essere abbastanza grande per permettere alla donna di assumere qualsiasi posizione le risulti più comoda, e abbastanza profonda per consentire spinte verso l’alto abbastanza elevate. Solitamente si presentano di dimensioni 2×1,5 metri, e 80 cm di profondità.

La mamma viene invitata dall’ostetrica e dal ginecologo ad immergersi nell’acqua calda quando la cervice ha una dilatazione di 3-4 cm, anche se può scegliere di entrare prima per diminuire i dolori delle contrazioni. L’acqua deve rimanere calda a temperatura costante di 36-37° durante tutto il parto. La donna può assumere tutte le posizioni che preferisce, e il papà può entrare con lei, a discrezione del medico, a seguito di una doccia calda.

Durante il travaglio è possibile uscire e rientrare nella vasca, e il medico tiene monitorati i valori vitali e il battito di mamma e figlio. Se per qualsiasi motivo la gestante o il ginecologo ritengono di dover ricorrere a un parto diverso, interrompendo quello in acqua, è ovviamente possibile farlo in ogni momento.

I vantaggi del parto in acqua

parto in acqua
Fonte: Web

Partorire in acqua offre alcuni vantaggi per la futura mamma. Innanzitutto l’acqua aiuta a rilassare i muscoli e a stabilizzare il respiro, a regolare la pressione sanguigna. Rende più leggera la mamma senza far sentire l’intero peso del corpo e così meno faticoso il procedimento. Inoltre, nella vasca la donna può assumere diverse posizioni più facilmente rispetto a fuori dall’acqua.

Uno dei migliori benefici del parto in acqua è la riduzione dei dolori legati al travaglio e al parto. Il rilassamento derivante dall’acqua infatti aumenta la produzione di endorfine che danno effetto analgesico. Allo stesso modo diminuiscono le catecolamine, che vengono prodotte in caso di stress e tensione. L’azione massaggiante dell’acqua e la temperatura calda fanno avvertire le contrazioni con minore intensità. Infine, in acqua i tessuti del canale vaginale sono più elastici, pertanto la fase di espulsione è più veloce.

Controindicazioni del parto in acqua

Non ci sono controindicazioni particolari, è sicuro per la mamma ma anche per il neonato: c’è chi teme che possa ingoiare acqua, ma in realtà il neonato non respira finché è immerso in un liquido. È controindicato in caso di parto podalico, gemellare e prematuro e in generale nelle gravidanze a rischio.

Nel caso in cui insorgano problemi durante il travaglio o il parto, il medico decide di interrompere il parto in acqua e passare ad altri tipi di intervento. Infine, non è consigliato a persone che potrebbero non essere a proprio agio. Infatti in acqua, al contrario che sul lettino, dove la donna è coperta dal camice e da lenzuola, è possibile assistere direttamente alla nascita.

Come prepararsi al parto in acqua

Prepararsi al parto è importante, per arrivare il più possibile informata e cosciente delle capacità del proprio corpo. Il consiglio principale è quello, in caso di parto naturale, di ascoltare il più possibile le contrazioni e assecondare gli istinti. Nel caso di parto in acqua è bisogna prepararsi leggendo libri specifici che spiegano al meglio come funziona e fare corsi preparto per prendere confidenza con l’acqua.

Durante la gravidanza inoltre, se si decide di partorire in acqua, è bene dedicare qualche momento al nuoto dolce e attività di rilassamento in acqua. Questo permette di mettersi a proprio agio con l’elemento, e aiuta a rilassare i muscoli e a regolare la respirazione, che servirà durante le spinte.

Parto in acqua: dove è possibile richiederlo

Il parto in acqua è oggi diffuso anche in Italia, grazie al fatto che le donne arrivano sempre più informate alla scelta. Di conseguenza è possibile richiederlo in ospedali di molte provincie italiane. È necessario informarsi già mesi prima del parto su quali siano le strutture più vicine e meglio attrezzate per le proprie esigenze, in modo da non trovarsi impreparati all’ultimo momento.

Sul sito Partoinacqua.it sono elencati tutti gli ospedali attrezzati in cui è possibile richiedere il parto in acqua, suddivisi per regioni e province. In Lombardia, Emilia Romagna e in generale nel centro nord è più facile trovare strutture che offrono questo servizio, mentre al sud bisogna spostarsi nelle principali città.

Esiste anche la possibilità di effettuare un parto in acqua in casa, che offre l’intimità e la comodità della propria abitazione. Per farlo, è necessario rivolgersi a professionisti, e avere sempre vicino ad ogni passaggio un’ostetrica specializzata. Ciò che serve è una vasca gonfiabile che può portare l’ostetrica, o si può noleggiare a un costo di circa 400 €, e il telo coprivasca monouso per questioni igieniche. La seconda opzione è preferibile, per avere a disposizione la vasca anche prima e dopo il parto.

4 testimonianze di chi ha provato il parto in acqua

Abbiamo visto alcuni vantaggi che l’acqua calda offre al corpo durante il parto. Vediamo 4 testimonianze di donne che hanno provato l’esperienza di partorire in acqua, in ospedale o a casa, grazie all’aiuto di professionisti.

1. Jamie e Lauren

Su Evidencebasedbirth.com alcune mamme riportano un ottimo ricordo del parto facilitato dall’acqua e dei loro bambini nati in salute. Jamie dice a proposito

Sono andata in travaglio presto rispetto alla data del termine con Emrys, il mio secondo figlio. Era in una posizione posteriore e sarebbe nato in quel modo. Essere nella vasca durante il travaglio mi ha aiutato a sostenere la schiena e a muovermi intorno per aiutarlo a scendere attraverso la mia cervice. Partorendo in acqua sono riuscita a scendere in profondi squat per spingere per circa 45 minuti, cosa che non avrei potuto fare fuori dalla vasca.

Anche Lauren racconta la sua esperienza

La vasca si riempiva lentamente, ma sono entrata giusto in tempo. Non appena l’acqua toccò il mio corpo, fu come se il dolore fosse scomparso. Sono potuta stare comodamente tra le contrazioni che sembravano molto più sostenibili. Perché non sono entrata in acqua ore prima? La necessità di spingere venne naturalmente, perciò lasciai fare al mio corpo. Non sentii il cosiddetto “cerchio di fuoco”, nessuna lacerazione e la fase di spinte durò meno di 10 minuti. Quando nacque, potei subito portarla al mio petto e la sentii piangere per la prima volta.

2. Jane

Anche il parto in acqua di Jane sul sito dell’Atlanta Birth Center è raccontato come un’esperienza difficile, lunga ma bella. In particolare Jane ricorda il fondamentale aiuto del compagno e dell’ostetrica Anjli, che l’ha seguita durante la gravidanza e il travaglio in acqua, che le ha dato molto sollievo.

Intorno a mezzanotte, ho chiesto che venisse riempita la vasca. Avevo imparato dalle lezioni di parto in acqua che entrare in acqua troppo presto poteva rilassarmi troppo e rallentare il travaglio, quindi volevo che l’immersione fosse il mio ultimo aiuto nel processo di travaglio.

Ero dilatata di 8 cm e sapevo che quella era la parte più difficile. Quando la vasca era piena, mi sono immersa e ho detto ad Anjli che sentivo di dover spingere. Nei successivi 45 minuti mi muovevo in tutte le posizioni. Ricordo che anche se il dolore era estenuante in quel momento, ero anche eccitata e sollevata perché sapevo che significava che avevo quasi finito.

Siamo stati fortunati che la nostra prima esperienza di parto è stata quasi esattamente come ce l’aspettavamo. Mi sono sentita sicura e supportata avendo vicini sia mio marito che Anjli. Ho sentito che le mie scelte sono state seguite e rispettate e io e mio marito eravamo stati informati ed educati bene per l’esperienza.

3. Cristina

Cristina condivide la sua piacevole esperienza di parto in acqua in casa con l’aiuto e la professionalità del Gruppo Ostetriche Mamaninfea, preceduto dal corso di preparazione al parto. Ricorda con piacere quella notte, tra le mura di casa, con il prezioso aiuto del marito e dell’ostetrica Giulia.

Ricordo solo frammenti di quella notte… la candela accesa, le luci soffuse, voci leggere di forza e dolcezza, i massaggi sulla schiena, l’acqua calda della piscina e le braccia di mio marito che mi sostenevano con forza e determinazione! Lui è stato fondamentale in quei momenti… non ero sola ma eravamo una squadra!

quando pensavo che non avrei avuto più le forze, il 20 aprile alle 00.24 è nata in acqua la nostra piccola Olivia! Alle 6 del mattino, prima di salutare le ostetriche, abbiamo tagliato il cordone ombelicale e abbiamo conservato la placenta che adesso nutre le radici di un piccolo albero che crescerà insieme alla nostra bimba. Mai avrei creduto che partorire a casa mi avrebbe fatto provare tante emozioni così belle e intense… lo desideravamo con tutto il cuore e ci siamo riusciti

4. Hilary Duff

Anche le celebrità scelgono il parto in acqua tra le loro opzioni, e la cantante e attrice Hilary Duff ha deciso di riportare la sua testimonianza nel podcast La Gravidanza informata del dottor Elliot Berlin, nel quale dice

Quando sono entrata nella vasca è stato un momento tanto felice quanto spaventoso. Ho dato circa cinque spinte. Quella parte non ha fatto tanto male quanto temevo. Avevo paura che avrei provato un dolore estremo, ma non è stato così

Era il secondo parto, 6 anni e mezzo dopo il primo figlio, e Hilary ha scelto di partorire in casa in acqua. A 5 mesi dalla nascita di Banks Violet Bair, Hilary ha condiviso sul suo profilo Instagram un video di pochi minuti dopo aver partorito.

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