Maggio è il mese della salute mentale, ma non solo: il 5 di questo mese ricorre infatti la Giornata Mondiale della Salute Mentale Materna.

Se vi chiedete perché serva una ricorrenza di questo tipo, vi forniamo alcuni dati riferiti al 2021: alcune ricerche più recenti, riportate dal sito del Dors (Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute) hanno mostrato come la pandemia abbia avuto un ruolo fondamentale nell’accrescere i disturbi d’ansia tra le donne in gravidanza e le neo mamme; se il Covid ha lasciato strascichi psicologici importanti a tutti, l’incremento di disturbi depressivi e d’ansia è apparso particolarmente notevole nelle primipare e nelle donne che si sono trovate nel primo e nel terzo trimestre di gravidanza.

Nel nostro Paese una neomamma su 10 soffre di qualche tipo di disturbo dell’umore o d’ansia, ma questi problemi spesso passano inosservati o vengono minimizzati, con conseguenze che a lungo andare possono ripercuotersi anche nel rapporto madre-figlio.
Nessuna donna è immune a questi disturbi, a prescindere da età, reddito, etnia, e i sintomi possono comparire in qualsiasi momento, durante la gravidanza e nei primi 12 mesi dopo il parto.

Ne ha parlato anche l’editor Ella Marciello in un post, sottolineando quanto il supporto psicologico e l’aiuto siano fondamentali per superare problematiche che spesso le donne si trovano ad affrontare da sole, e parlando così di un’iniziativa particolare volta a questo.

Maggio è il mese della #salutementale – scrive Marciello -Ma è anche il mese in cui cade la Giornata Mondiale della Salute Mentale Materna (5 maggio). Quando ho scoperto dell’esistenza di questa ricorrenza, lo ammetto, l’ho sentita come un ossimoro. Non si può esser madri e al contempo preservare la propria salute mentale, pensavo. E lo pensavo perché io ho temuto per sempre di perdere la mia durante la gravidanza e poi nei primi mesi dopo il parto.
So che tante, tantissime madri si sono sentite come me. Sole, senza aiuto, con il mondo fuori che grida che quello è il momento più bello della vita e no, non ci si può sentire male. Col il mondo fuori che grida che devi esser radiosa, felice, estatica.

Il punto è, come sempre, che esiste un’unica narrazione della maternità. Tutto ciò che diverge non è contemplato e quando non ce la fai a restare nel recinto della narrazione, quando soffri, quando qualcosa non è a posto, ti senti colpevole.
Ti senti sbagliata.
Eppure, è proprio in quel momento che bisogna chiedere aiuto. Chiedere aiuto, occuparsi della propria salute mentale in un momento delicato come quello della gravidanza o del primo anno di vita deə figliə è vitale per preservarci come individui.

@serenis.it sta facendo questa cosa che reputo molto bella e molto giusta. Mette a disposizione 500 sedute supporto psicologico per #neomamme (donne in #gravidanza incluse).

Proprio perché la salute mentale è importante, e a maggior ragione nel caso di future mamme o neomamme le ripercussioni possono riguardare anche i bambini, Serenis.it, sito web che offre psicoterapia online, ha messo a disposizione 500 sedute di supporto psicologico per neomamme e donne in gravidanza (questa la pagina del sito dedicata all’iniziativa).

Fonte: instagram @serenis.it

 

Depressione post-partum: una malattia reale che va riconosciuta e curata

Per prendere parte all’iniziativa è sufficiente riempire il questionario che si trova online e mostrare un certificato di gravidanza o di nascita; dopodiché si riceverà al proprio indirizzo e-mail un nuovo questionario da compilare, e comincerà la serie dei quattro appuntamenti previsti: il colloquio conoscitivo e le tre sedute successive. Possono partecipare le donne in gravidanza o che hanno un figlio con meno di 3 anni, a prescindere dal reddito, che, come si legge sul sito, soffrano “di sintomi come crisi di pianto, insonnia, senso di colpa, cambiamenti di umore, perdita dell’appetito e/o assenza di interesse per le attività quotidiane”.

 

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