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Lo streptococco nei bambini: sintomi, tipologie e cura

Lo streptococco causa infezioni piuttosto diffuse nei bambini. Per fortuna, nella maggior parte dei casi una terapia antibiotica evita le conseguenze più gravi e porta a guarigione. Purtroppo si contagia con facilità e prevenire che il bambino venga a contatto con lo streptococco è piuttosto difficile.

Di streptococco si sente spesso parlare soprattutto nei luoghi in cui i bambini passano più tempo in comunità: in asili, scuole e centri ricreativi la parola streptococco risuona spesso minacciosa, portando agitazione tra i genitori.

Le mamme si passano l’un l’altra le informazioni sull’ultimissimo streptococco: a chi è stato diagnosticato, cosa ha detto il pediatra, come procede la cura, con dettagli pari a quelli delle notizie di gossip.

Tempo fa lo streptococco faceva veramente paura. Oggi, fortunatamente, le terapie antibiotiche possono fornire ottimi risultati, ma è da segnalare che ormai è risaputo che anche l’abuso di antibiotici, quando non necessari, è dannoso. Tanto che alcuni ceppi di streptococco antibiotico resistenti possono portare alle gravi complicanze che si pensava fossero state definitivamente sconfitte.

Eppure, conoscere lo streptococco, soprattutto se si ha a che fare con bambini piccoli, è così importante che i medici dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, veri esperti in materia, hanno voluto pubblicare una guida chiara ed esaustiva, alla portata di tutti, che dia suggerimento in merito ai comportamenti da adottare. Soprattutto, gli esperti del Bambin Gesù hanno voluto far chiarezza in merito all’argomento.

Streptococco: cos’è e tipologie

streptococco
fonte: pixabay

Esistono vari tipi di streptococco. Alcuni non causano malattie. Lo streptococco beta-emolitico di gruppo A è quello che generalmente provoca faringiti e tonsilliti nei bambini.

Anche la scarlattina è causata da uno streptococco. Altri gruppi di streptococco possono causare polmoniti, meningiti, infezioni a carico del cuore, del sangue, della pelle e dei polmoni.

Streptococco nei bambini: i sintomi

Il più comune sintomo è il mal di gola, che si può arrossare oppure possono anche crearsi delle placche sulle tonsille. Può essere accompagnato da febbre e ingrossamento dei linfonodi.

Tuttavia, nella maggioranza dei casi, il mal di gola è causato da un virus, e nel caso di malattia virale l’antibiotico è completamente inutile. Per verificare che la causa del mal di gola sia lo streptococco è necessario eseguire un tampone faringeo, un esame veloce e indolore che può fare anche il pediatra nel suo ambulatorio.

La malattia reumatica invece è una conseguenza piuttosto grave dell’infezione da streptococco. I sintomi sono febbre alta, pallore, dolore e gonfiore alle articolazioni, in alcuni rari casi movimenti incontrollati degli arti. Spesso ne segue una infiammazione alle valvole cardiache. Anche le PANDAS sembrano essere una conseguenza dell’infezione da streptococco. Si tratta di tic, movimenti incontrollati degli arti con disordini ossessivo-compulsivi, stati di ansia, disturbi dell’alimentazione.

Streptococco nei bambini: come si cura?

Il pediatra che diagnostica un’ infezione da streptococco, dopo aver eseguito il tampone faringeo di cui abbiamo parlato, solitamente propone una cura antibiotica a base di amoxicillina per un periodo di 10 giorni. Lo streptococco è sempre sensibile all’amoxicillina, ma non si può dire lo stesso per altri tipi di antibiotici che vanno invece evitati.

Nel caso in cui il bambino non migliori dopo alcune ore di trattamento, oppure nel caso in cui le infezioni da streptococco siano frequenti, il pediatra può ipotizzare che il bambino sia un portatore sano di streptococco. Ciò significa che nella gola del bambino è presente lo streptococco anche quando non manifesta sintomi. In questo caso, il trattamento con antibiotico è inutile.

Streptococco nei bambini: come evitare ricadute

Lo streptococco è molto contagioso, si diffonde soprattutto con piccole goccioline di saliva, ma ci si può contagiare anche toccando una superficie contaminata e poi portandosi la mano alla bocca. Per questo, lavarsi sempre con cura le mani e proteggersi la bocca mentre si starnutisce, per non contagiare gli altri, sono ottime pratiche preventive.

Aver già contratto un’infezione, purtroppo, non protegge dalle successive. Evitare che i bambini incorrano in ricadute è pertanto piuttosto difficile.

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